I Mondiali senza vie di mezzo della Francia

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Da anni alterna vittorie e disastri: in Qatar è ancora tra le grandi favorite, ma ci sono diverse incognite

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Da tre edizioni dei Mondiali di calcio la nazionale campione in carica viene eliminata nella fase a gironi. È successo nel 2010 all’Italia, nel 2014 alla Spagna e nel 2018 alla Germania. Ai Mondiali in Qatar la squadra campione in carica è la Francia, che è anche una delle grandi favorite per la vittoria finale. Dovesse riuscirci diventerebbe la terza nazionale nella storia a vincere due Mondiali consecutivi, dopo l’Italia negli anni Trenta e il Brasile tra il 1958 e il 1962.

Dalla sua, la Francia ha l’esperienza di Didier Deschamps, che la allena dal 2012, e una squadra piena di grandi talenti: soprattutto in attacco, dove potrà schierare Karim Benzema e Kylian Mbappé. A complicare le cose ci sono però alcune importanti assenze dovute a infortuni – su tutte quelle dei centrocampisti titolari Paul Pogba e N’Golo Kanté – e alcuni dubbi sull’atmosfera generale all’interno della squadra. A questo si aggiungono i precedenti degli ultimi tre Mondiali e il fatto che nei grandi tornei internazionali la Francia tende ad andare molto bene o molto male, con rare vie di mezzo.

Non ci vuole insomma molto a trovare argomenti per dire che per la Francia i Mondiali in Qatar potrebbero essere un successo; al contempo però ci sono altri elementi per pensare che questi Mondiali potrebbero essere un fallimento.

La Francia vinse i suoi primi Mondiali nel 1998 giocando in casa, dopo che nelle due precedenti edizioni non si era nemmeno qualificata. Nel 2000 vinse anche gli Europei ma ai successivi Mondiali, nel 2002, fu eliminata al termine di una disastrosa fase a gironi. Nel 2006 perse in finale contro l’Italia, nel 2010 uscì di nuovo alla fase a gironi dopo un celebre ammutinamento contro l’allenatore Raymond Domenech, e nel 2014 fu eliminata ai quarti di finale dalla Germania, poi vincitrice del torneo.

La Francia ai Mondiali in casa del 1998 (Stu Forster /Allsport)

Quattro anni fa, ai Mondiali di Russia, la Nazionale francese vinse il suo girone con sette punti, tre gol fatti e uno subito. Agli ottavi di finale vinse 4-3 contro l’Argentina di Lionel Messi, inizialmente una delle nazionali favorite per la vittoria di quel torneo, ma arrivata fin lì tra molte difficoltà. Dopodiché vinse contro Uruguay e Belgio, e in finale contro la Croazia.

Il presidente della FIFA Gianni Infantino, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente francese Emmanuel Macron e Kylian Mbappé (Shaun Botterill/Getty Images)

Agli ultimi Europei la Francia fu eliminata agli ottavi di finale dalla Svizzera in una partita in cui andò in svantaggio, rimontò, subì il pareggio e poi perse ai rigori per un errore di Mbappé. Pochi mesi dopo vinse la seconda edizione della Nations League ma quest’anno, sempre in Nations League, si è trovata spesso in difficoltà e ha perso tre partite: una contro la Croazia e due contro la Danimarca, squadra che ritroverà ai Mondiali.

Delle 32 squadre in Qatar, la Francia è una di quelle con il maggior numero di calciatori di grande esperienza internazionale: come il portiere e capitano Hugo Lloris, che fra poco compirà 36 anni, o come Benzema, che ne farà 35 il giorno dopo la finale dei Mondiali. La Francia, però, è anche la seconda squadra per numero di giocatori con meno di dieci presenze in nazionale: ne ha dodici in tutto, e in questa classifica è seconda solo al Ghana (13).

Tra i 26 giocatori convocati da Deschamps dieci erano in Russia nel 2018. Quattro anni (in questo caso quattro e mezzo) non sono pochi e con dieci giocatori confermati la Francia è una delle nazionali che a questi Mondiali ne ha cambiati meno rispetto alla precedente edizione, nonostante gli infortuni e le assenze dei giocatori a fine carriera, come Blaise Matuidi.

Deschamps ha scelto insomma di non cambiare troppo una squadra vincente e di dare fiducia a molti che già c’erano quattro anni fa. In Qatar l’età media della squadra è inoltre di poco superiore ai 27 anni: quattro anni fa era di 25 anni e 10 mesi.

Capita spesso che per stima o addirittura riconoscenza verso un gruppo vincente l’allenatore scelga di mantenerlo a lungo, e in diverse occasioni questa scelta è stata considerata tra le principali cause delle successive eliminazioni alla fase a gironi, come fu per l’Italia di Marcello Lippi nel 2010. D’altra parte, è anche vero che la Francia inizierà i Mondiali con dieci giocatori che già li hanno vinti: a cui peraltro si aggiunge Benzema, vincitore dell’ultimo Pallone d’Oro oltre che di cinque Champions League.

Quattro anni fa Benzema li saltò perché era stato escluso dalla Nazionale per le conseguenze di un complicato intreccio di scandali, discriminazioni e questioni calcistiche per cui lo scorso novembre fu condannato a un anno di reclusione (con la condizionale). In Qatar sarà invece al centro dell’attacco francese insieme a Mbappé, che ora ha 23 anni ed è uno dei migliori attaccanti al mondo. Di lui ultimamente si è parlato spesso per il ruolo sempre più influente che ha ottenuto nel Paris Saint-Germain, in cui però sembra esserci ancora qualcosa che non gira.

Oltre a loro, la Francia ha un gruppo di attaccanti generalmente forte e duttile, alle spalle dei quali giocherà probabilmente Antoine Griezmann, che già era al centro della squadra campione nel 2018, ma che negli ultimi anni ha avuto prestazioni altalenanti tra due squadre altrettanto discontinue come Barcellona e Atletico Madrid.

I maggiori grattacapi per Deschamps saranno, almeno sulla carta, a centrocampo, dove uno dei principali candidati a sostituire Pogba e Kanté è lo juventino Adrien Rabiot. Davanti a Lloris, Deschamps ha detto che, a differenza delle ultime partite ufficiali, la Francia giocherà con quattro difensori, in modo da avere maggiore solidità.

A proposito di solidità, in quelli che ormai sono oltre dieci anni da allenatore della nazionale, Deschamps è stato raccontato quasi sempre con un allenatore pragmatico, non particolarmente interessato al bel gioco e abile soprattutto nel creare squadre compatte e organizzate, gestendo per quanto possibile gli strascichi di dissidi e perfino “ammutinamenti” che avevano riguardato la nazionale francese prima del suo arrivo, e che inizialmente sembrano aver riguardato anche la sua gestione.

Didier Deschamps nel 1998 (Clive Brunskill /Allsport)

Deschamps è l’allenatore che ha passato più tempo alla guida della Nazionale francese, e con il brasiliano Mario Zagallo e il tedesco Franz Beckenbauer è uno dei tre ad aver vinto i Mondiali sia da allenatore che da giocatore. Da tempo si parla però dell’eventualità che il suo incarico — in scadenza proprio al termine dei Mondiali — possa essere preso da Zinedine Zidane, che con Deschamps vinse la Coppa del Mondo da giocatore nel 1998 e ora attende una nuova squadra da allenare dopo aver vinto tre Champions League consecutive con il Real Madrid tra il 2015 e il 2018.

In questi Mondiali, intanto, la Francia sarà nel gruppo D con Tunisia, Australia e Danimarca (due squadre, queste ultime, con cui già condivise il gruppo nel 2018). Giocherà la sua prima partita martedì 22 ottobre contro l’Australia, poi il 26 contro la Danimarca e il 30 contro la Tunisia. Nonostante sia un girone ampiamente alla portata, la storia dei tornei internazionali ha insegnato che anche i gironi all’apparenza poco competitivi possono diventare insormontabili per una grande nazionale in difficoltà.

– Leggi anche: Le città francesi contro i Mondiali

[ Fonte articolo: ilpost ]

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