Iniziano i Mondiali femminili di pallavolo, e l’Italia è tra le favorite

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La Nazionale italiana ci arriva molto bene, con una squadra completa ed esperta e un movimento da tempo affermato ad alti livelli

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Iniziano venerdì e finiscono a metà ottobre i Campionati mondiali femminili di pallavolo in Polonia e Paesi Bassi, l’ultimo evento internazionale di un anno che per il movimento italiano è stato molto positivo, soprattutto per la vittoria del Mondiale da parte della Nazionale maschile, lo scorso 11 settembre, sempre in Polonia.

La Nazionale femminile allenata da Davide Mazzanti è considerata tra le favorite per la vittoria del torneo — se non la grande favorita — visti i risultati ottenuti di recente e il livello generale di una squadra completa ed esperta. Se dovesse riuscirci, sarebbe un risultato storico: all’Italia non è mai successo di essere campione del mondo in carica in entrambe le categorie (una cosa simile è riuscita soltanto all’Unione Sovietica, più volte tra il 1949 e il 1962).

Non è un caso che questo momento si presenti ora, dopo anni in cui la pallavolo italiana, soprattutto tramite i campionati nazionali e le squadre di club, si è confermata stabilmente come una delle realtà più solide e ambite per i professionisti di tutto il mondo.

Miriam Sylla, schiacciatrice e capitana dell’Italia (AP Photo/Darko Vojinovic)

Eppure negli ultimi due decenni le nazionali, quindi le migliori espressioni del movimento, non sono riuscite a vincere tanto quanto i club, venendo spesso superate nei momenti decisivi da altre squadre altamente competitive come Polonia, Brasile, Serbia e Francia.

Nel femminile l’Italia non vince un Mondiale da vent’anni: nel 2018 ci andò vicina, ma venne battuta in finale da una grande avversaria, la Serbia (che molto probabilmente sarà ancora la contendente principale). E in quindici edizioni delle Olimpiadi non ha mai ottenuto una medaglia. Nel maschile, prima della vittoria in Polonia, il titolo mondiale mancava dal 1998.

Entrambe le nazionali avevano inoltre deluso alle Olimpiadi di Tokyo, quando erano state eliminate ai quarti di finale, ma entrambe avevano poi vinto i Campionati europei (e lo scorso luglio la Nazionale femminile aveva anche vinto la Nations League, battendo in finale il Brasile).

Monica De Gennaro, al centro, ricevitrice della Nazionale (Toru Hanai/Getty Images)

La Nazionale femminile è al quinto anno con Mazzanti, allenatore rimasto in carica anche dopo le ultime Olimpiadi, visti i buoni risultati ottenuti nel quadro generale. La scelta ha ripagato, dato che fin qui la squadra ha vinto, e in modo netto, tutti i tornei ai quali ha partecipato. Anche la preparazione ai Mondiali è stata positiva, visto che su cinque amichevoli giocate contro avversarie di livello ne sono state vinte quattro.

La “colonna portante” della squadra rimane quella formata dalla capitana e schiacciatrice Miriam Sylla, dall’opposto Paola Egonu — per tanti la miglior pallavolista al mondo — dalle centrali Cristina Chirichella e Anna Danesi, e dal libero Monica De Gennaro, la giocatrice più esperta in squadra, nel giro della nazionale da addirittura sedici anni.

Tre di loro sono state anche protagoniste nei successi recenti del Conegliano, la miglior squadra femminile italiana, detentrice della più lunga striscia di vittorie consecutive (76) fra tutte le competizioni nella pallavolo mondiale. Da anni Conegliano si contende il primato in Europa con il VakifBank di Istanbul, e proprio al VakifBank è andata a giocare di recente Egonu, simbolo dell’attacco italiano e punto di forza della nazionale.

A dimostrazione della qualità del movimento, si può dire che, in un certo senso, ai Mondiali l’Italia dovrà battere anche sé stessa oltre che le avversarie. La Serbia, per esempio, è allenata da Daniele Santarelli, che allena anche Conegliano (ed è marito di De Gennaro). Il VakifBank di Egonu è allenato da Giovanni Guidetti, che dal 2017 allena anche la Turchia. E i tecnici italiani nelle altre nazionali non finiscono qui: Stefano Lavarini allena la Polonia, Lorenzo Micelli la Bulgaria.

Davide Mazzanti alle Olimpiadi di Tokyo (Toru Hanai/Getty Images)

Le grandi favorite, a cui si aggiungono Brasile, Stati Uniti e Cina, sono queste, anche considerando l’esclusione della Russia, storicamente tra le più competitive e vincitrice nel 2006 e nel 2010. Il fatto che molte di queste squadre siano allenate da tecnici che conoscono bene le giocatrici italiane può essere una difficoltà in più, anche se lo stesso Mazzanti si è detto consapevole che la sua squadra è considerata favorita: «Questo essere favoriti è qualcosa che abbiamo guadagnato e che ci vogliamo tenere. Ci siamo già passati e abbiamo dato anche più valore a queste aspettative che ci sono. Sappiamo perfettamente che quando sei così al centro dell’attenzione come accade a noi, è scontato che nessuno quando ti affronta farà sconti o ti concede nulla».

La 19ª edizione dei Mondiali femminili inizia ufficialmente venerdì sera con Polonia-Croazia e Paesi Bassi-Kenya. L’Italia debutta sabato pomeriggio (ore 15) ad Arnhem contro il Camerun. Per passare il primo turno del torneo dovrà classificarsi fra le prime quattro in un girone ampiamente alla portata dove le avversarie sono, oltre al Camerun, Belgio, Kenya, Paesi Bassi e Porto Rico.

La seconda fase del torneo — un’altra fase a gironi composta però da soli due gruppi — inizierà il 4 ottobre. La fase finale è invece in programma dall’11 al 15 ottobre, data della finale per il primo posto in programma ad Arnhem.

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[ Fonte articolo: ilpost ]

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