La Germania userà più carbone per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia

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Riaprirà vecchie centrali per sopperire a eventuali altri tagli nelle forniture di gas naturale

Domenica il governo della Germania, uno dei paesi europei più dipendenti dal gas naturale russo, ha annunciato di voler approvare norme d’emergenza per riaprire alcune centrali elettriche a carbone che aveva dismesso: verranno usate per sopperire ad eventuali altri tagli all’invio di gas da parte della Russia.

La scorsa settimana l’azienda energetica statale russa Gazprom aveva ridotto di circa il 60 per cento la quantità giornaliera di gas che invia in Germania tramite il gasdotto Nord Stream 1. Il governo russo aveva motivato i tagli parlando di alcuni problemi tecnici, ma secondo il governo tedesco la Russia sta usando le forniture di gas come leva per ottenere riduzioni delle sanzioni economiche imposte dai governi occidentali a seguito dell’invasione dell’Ucraina.

Il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, ha detto che si prevede di sfruttare le centrali elettriche a carbone per produrre fino a 10 gigawatt di potenza per due anni. Questa decisione aumenterà la dipendenza della Germania dal carbone, andando quindi in direzione contraria rispetto agli obiettivi climatici del paese, che mirava a eliminare entro il 2030 la propria dipendenza da questo combustibile fossile, quello che causa le maggiori emissioni di anidride carbonica, il principale gas a cui si deve il cambiamento climatico.

Nonostante in Germania l’energia prodotta da centrali eoliche e solari (che non causa emissioni) stia progressivamente prendendo il posto di quella prodotta da combustibili fossili, l’uso del carbone è ancora molto diffuso: nel 2021 secondo i dati della BDEW, l’associazione che rappresenta le aziende tedesche produttrici e fornitrici di energia, il 28 per cento dell’energia prodotta in Germania è stato ottenuto con il carbone.

Il piano annunciato da Habeck, i cui dettagli sono ancora in fase di definizione, prevede anche l’introduzione di un meccanismo di incentivi economici per le aziende che riescano a ridurre i propri consumi di gas.

La Germania vuole anche iniziare a comprare da altri paesi gas naturale liquefatto (GNL), quello che viene trasportato via nave e per cui servono i rigassificatori, impianti che fanno tornare il combustibile allo stato gassoso: il paese al momento non ne ha nessuno ma il governo ha concluso un accordo per noleggiare quattro navi FSRU (dall’inglese Floating Storage and Regasification Unit), il tipo di rigassificatori più semplice da installare.

– Leggi anche: Il gas russo dividerà l’Europa?

[ Fonte articolo: ilpost ]

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