L’olio di palma fa male? Sfatiamo i miti. Nessun danno per la salute. E se lo scegli sostenibile…

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L’olio di palma fa male? Sfatiamo i miti. Nessun danno per la salute. E se lo scegli sostenibile…

A Milano un incontro scientifico promosso da Ferrero cerca di fare chiarezza.

Uno spettro si aggira per l’Europa. È l’olio di palma. Fa male alla salute, causa la deforestazione e la morte degli oranghi, ne consumiamo troppo e nuoce ai nostri figli. Queste le informazioni che girano. Ma cosa dice la scienza in merito? E le associazioni ambientaliste? Se n’è parlato ieri a Milano, all’incontro Olio di palma, una scelta responsabile basata sulla scienza, promosso da Ferrero, con l’apporto di diversi esperti che hanno risposto alle principali domande sull’argomento.

L’olio di palma fa male alla salute. Falso Si dice che l’olio di palma sia da evitare perché troppo ricco di grassi saturi. “La relazione tra il consumo di queste sostanze è stata messa in discussione e non è stata confermata dall’analisi di tutti gli studi più recenti” ha spiegato Elena Fattore, ricercatrice al dipartimento ambiente e salute dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. “Resta valida la regola del buon senso che impone di limitare i grassi saturi facendo in modo che non superino il 10 per cento delle calorie giornaliere, ma non è il caso di demonizzare queste sostanze”.

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L’olio di palma fa male in particolare ai bambini. Falso “I piccoli hanno più bisogno di grassi degli adulti”, spiega il professor Carlo Agostoni, direttore Pediatria media intensità di cura all’Ospedale maggiore Policlinico di Milano. “Non ci sono dati clinici che attestino che sia dannoso. Inoltre, l’acido palmitico, di cui è ricco l’olio di palma, è fondamentale nella nutrizione infantile.

Contiene sostanze tossiche. Vero e falso Un recente rapporto dell’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha richiamato l’attenzione sul 3-Mcpd, sostanza ad azione tossica presente nell’olio di palma. Si tratta di un contaminante che si forma durante i processi di lavorazione, dell’olio di palma ma anche di altri oli; non è legato all’alimento in sé ma al processo di trasformazione.  Ci sono aziende, poi, che tengono sotto controllo la formazione di sostanze contaminanti. “In Ferrero controlliamo attentamente il processo di lavorazione, il nostro olio di palma proviene solo da frutti spremuti freschi ed è lavorato a temperature controllate. Grazie ai questi metodi i nostri prodotti sono compatibili con le nuove soglie stabilite dall’Efsa”, ha spiegato Alessandro d’Este, presidente e amministratore delegato di Ferrero commerciale Italia

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Sostituire l’olio di palma con altri oli è un vantaggio per i consumatori. Falso Non è detto, ha spiegato il professor Giovani Lercker, docente delll’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari.  “L’olio di palma è una materia prima naturale molto versatile; la ricchezza di antiossidanti conferisce stabilità al prodotto e impedisce l’ossidazione, che altera il gusto. È l’alternativa principale ai grassi idrogenati, che contengono trans ritenuti nocivi per la salute umana”.

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L’olio di palma fa male all’ambiente. Vero e Falso La palma da olio è una delle risorse agricole più remunerative nelle regioni tropicali, soprattutto Indonesia e Malesia, e ha favorito lo sviluppo economico di quelle zone. I danni all’ambiente, però, ci sono, “L’Indonesia dal 1990 al 2014 ha perso una superficie di foreste estesa come la Germania; in quelle zone, poi, c’è una quinta stagione, quella degli incendi da deforestazione, con il fumo che arriva fino a Singapore”, ha spiegato Chiara Campione, di Greenpeace. “Ma qualcosa si sta muovendo. Dal 2013 c’è un organismo, il Palm Oil Innovations Group che si pone come obiettivo quello di spezzare il legame tra la produzione dell’olio di palma e la deforestazione, l’accaparramento delle terre e la negazione dei diritti dei lavoratori. Del Poig fanno parte organizzazioni come Greenpeace, il WWF, Rainforest Action Network e grandi marchi, come Ferrero che usa olio di palma sostenibile e tracciabile”. In base alla carta, l’azienda piemontese garantisce che i propri fornitori non disboschino foreste ad alto tasso di biodiversità vegetale e animali, non usino il fuoco per il disboscamento dei terreni, proteggano l’orangotango e altre specie.

Enrica Belloni

 

Oggi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

[ Fonte articolo: Oggi ]

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