Glass Hair: come fare per avere capelli lucidi e liquidi

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Teste brillanti!

Foto Florian Sommet

Foto Florian Sommet

Glass Hair, Frizz-free style, glossy

Sono almeno tre i sinonimi per indicare il beauty tormentone del momento. L’oggetto del desiderio? Capelli tanto sani da riflettere la luce alla stregua di uno specchio o di una superficie liquida, rigorosamente priva di increspature. Da qui la definizione ultima nata, liquid hair, prontamente tradotta in un hashtag da milioni di clic.

Solo in Italia, rende noto Pinterest, gli ultimi 12 mesi hanno registrato un aumento del 57 per cento nella ricerca di soluzioni per capelli lucidi e addirittura del 63 per cento lucidissimi. Mentre a livello globale, gli estimatori di cosmetici destinati a ciocche crespe o secche, dunque considerati risolutivi nella corsa a una capigliatura scintillante, sono cresciuti rispettivamente del 178 e 249 per cento. Specifica Manuel Corona, founder di Shampora, brand di haircare che crea prodotti personalizzati sulle esigenze di chi ordina:

«Sono almeno quattro anni che “ottenere luminositàha surclassato trend topic come volume o anti-crespo. Tra i nostri affiliati, oltre un milione in Italia, sette consumatori su dieci desiderano brillare». Traguardo accessibile facilmente, a patto di adottare un attento regime di hair-caring.

COPPOLA

Capelli lucidi: che fusti!

«Perché i capelli siano luminosi è necessario che le squame di cheratina distribuite sullo strato esterno dei fusti, la cuticola, aderiscano le une alle altre, formando una superficie tanto compatta da riflettere la luce in modo omogeneo», esordisce David Franceschetti, co-founder del salone Aldo Coppola di corso Europa, a Milano. Obiettivo che i rituali professionali della new generation rendono facilmente accessibile.

Qualche esempio? Amo Rebuild by Coppola, al massimo in 45 minuti, veicola microproteine vegetali all’interno dei fusti danneggiati per rinforzarne la struttura; Jean Paul Mynè firma Lamilock, prima laminazione termica per capelli: il trattamento sfrutta il calore della piastra per favorire la penetrazione di eccipienti in grado di riparare e irrobustire la fibra.

Infine Aveda: il suo Botanical Repair Treatment opera una ristrutturazione multistrato della fibra capillare, avvalendosi di un blend di oli cento per cento vegetali. Il tutto in circa 80 minuti.

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Amori Acidi per ridare luce alle chiome

Oggi anche la chioma, come la pelle di viso e corpo, ha accesso a formule che mimano gli effetti di procedure medico-estetiche. Ultimo in ordine cronologico, Elvive ha attinto all’expertise in ambito skincare per creare Hydra Hyaluronic. È una gamma in quattro step (shampoo e balsamo, maschera e siero) che contrasta secchezza, effetto crespo e fusti spezzati. Il segreto? La presenza, nel cuore delle formule, di acido ialuronico, attivo dalle doti dissetanti e rimpolpanti.

Si allinea System Professional con Liquid Hair, trattamento molecolare riempitivo della fibra capillare. Quattro o cinque pipette massaggiate sulle lunghezze ricostruiscono la struttura dei fusti con un’azione analoga a quella esercitata, a fior di pelle, da formule filler-like.

A proposito, una dritta: accentuare l’acidità della hair mask va a tutto vantaggio della lucentezza delle ciocche. Basta addizionare al soin il succo estratto spremendo uno spicchio di arancia. Per il resto, ci sono i fluidi lucidanti, come quello di Coppola alla malva.

L’aiutino dalo yoga

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Chiome spente? Anche lo yoga può aiutare, a patto di privilegiare le asana invertite, in cui busto e testa sono più bassi delle gambe (su tutte l’Adho Mukha Svanasana o “cane a testa in giù”): favoriscono l’afflusso di sangue in zona cranio-sacrale, incoraggiano la circolazione del cuoio capelluto e accrescono il nutrimento dei bulbi. Garantisce risultati analoghi (con un minore dispendio energetico) il golden milk, bevanda di tradizione ayurvedica a base di latte caldo, miele e curcuma. Merito della curcumina, antinfiammatorio e antiossidante naturale, stimolante della microcircolazione. Per iniziare bene la giornata.

Non scottarti…

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Si sa: fonti di calore eccessivo opacizzano la capigliatura. E allora? «Piastra e arricciacapelli non sono tabù, ma vanno usati con parsimonia, solo su ciocche perfettamente asciutte e dopo aver massaggiato le lunghezze con un cosmetico termoprotettore», risponde Alessandra Trovato, master educator di Aveda Italia. Che suggerisce:

«In primavera e in estate, sì a cosmetici post-coiffage arricchiti da filtri Spf». L’hair-designer Salvo Filetti individua in pony tail e chignon «i raccolti più adatti a valorizzare una chioma glossy, evitando prodotti fissanti cerosi e spray salini. I primi opacizzano, i secondi hanno finish polveroso». Il colore non influisce, invece, sul fattore lucentezza, se non per effetto ottico. Un biondo sciupato apparirà più spento di un noisette nelle stesse condizioni.

… e non strofinare

A proposito di detersione. «Mai rinunciare al conditioner, da distribuire all’insù, dalle radici alle punte, con le dita o un pettine a denti larghi», si raccomanda Franceschetti. «Il risciacquo, invece, va fatto a favore di squama, quindi dall’attaccatura in direzione delle estremità». Dopo una colorazione fai-da-te, Salvo Filetti suggerisce «una seconda passata di acqua, possibilmente fredda, per rimuovere eventuali residui di pigmento e compattare la cuticola».

Se quella del rubinetto è particolarmente calcarea, la si può alternare ad acqua di riso o aceto di mele, entrambi debitamente diluiti. «Le lunghezze, infine, vanno tamponate delicatamente con una salvietta in cotone, mai strofinate, per evitare di (ri)aprire le squame», conclude Franceschetti.

Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA

[ Fonte articolo: Amica ]

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