Il discusso “non matrimonio” di Berlusconi

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Il leader di Forza Italia ha scambiato una “promessa d’amore” con la deputata Marta Fascina, in una cerimonia anticipata e seguita da malumori famigliari e politici

Sabato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e la deputata del suo partito Marta Fascina si sono scambiati una “promessa d’amore”, una cerimonia simbolica organizzata come un matrimonio vero e proprio, con tanto di abito bianco, fiori, scambio delle fedi e torta nuziale, ma senza valore civile o giuridico. Della cerimonia, che si è svolta a Villa Gernetto a Lesmo, in provincia di Monza e Brianza, si parlava da settimane sia perché è stata preceduta, secondo le ricostruzioni dei giornali, da una certa quota di tensioni e disaccordi nella famiglia Berlusconi, sia per i suoi significati politici. Tra le persone invitate, una sessantina, l’unica figura rappresentativa di Forza Italia era Antonio Tajani e l’unico leader del centrodestra presente era Matteo Salvini, della Lega, a cui Berlusconi ha rivolto parole di apprezzamento molto esplicite. Non sembra che la cosa sia piaciuta molto a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Fascina, che ha 32 anni (53 in meno di Berlusconi), è in parlamento dal 2018 e sta con Berlusconi da tre anni. Del loro possibile matrimonio si era cominciato a parlare lo scorso 22 febbraio, quando il quotidiano Libero aveva pubblicato un articolo parlando di «annuncio imminente» e anche di «resistenza da parte dei figli di Veronica Lario», ex moglie di Berlusconi, per motivi legati all’eredità. In una nota, era stato Berlusconi a chiarire che non ci sarebbe stato alcun matrimonio, scelta che secondo alcuni era stata proprio la diretta conseguenza dei malumori famigliari riguardo il fatto di far rientrare Fascina nell’asse ereditario:

«Il rapporto di amore, di stima e di rispetto che mi lega alla signora Marta Fascina è così profondo e solido che non c’è alcun bisogno di formalizzarlo con un matrimonio. Le indiscrezioni comparse oggi sugli organi di stampa non rispondono dunque a verità. Ma proprio perché si tratta di un legame così profondo e così importante, assieme a Marta sto progettando per un prossimo futuro di festeggiarlo come merita, con un appuntamento che coinvolgerà i miei figli e gli amici a me cari».

Poi due giorni dopo l’invasione russa in Ucraina aveva comprensibilmente distolto le attenzioni dei media dalla vicenda, fino a questi ultimi giorni. Alla fine alla cerimonia comunque sembra non ci fossero tutti: secondo le cronache dei giornali era assente Pier Silvio Berlusconi, figlio della prima moglie di Berlusconi Carla Elvira Lucia dall’Oglio. Repubblica ha scritto che l’amministratore delegato di Fininvest avrebbe preferito evitare eventi affollati a causa del coronavirus.

Il resto della famiglia Berlusconi sarebbe stato invece presente e rappresentava anche la maggior parte delle persone invitate. C’erano poi, tra gli amici, Gianni Letta, Marcello Dell’Utri, Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Niccolò Ghedini e il medico personale di Berlusconi Alberto Zangrillo. Tra i personaggi politici che fanno parte di Forza Italia ci sarebbero stati i parlamentari Licia Ronzulli, Anna Maria Bernini, Paolo Barelli, Valentino Valentini e Antonio Tajani, vicepresidente e coordinatore di Forza Italia. Non era presente alcun ministro di FI, né viceministri o sottosegretari.

Tra i leader politici invitati, l’unico era Matteo Salvini che a un certo punto della cerimonia, come si vede in un video pubblicato da Vittorio Sgarbi, a sua volta presente, è stato chiamato da Berlusconi accanto a sé. Il leader di Forza Italia, davanti a tutte e a tutti, ha dichiarato che Salvini «è l’unico leader vero che c’è in Italia, lui è sincero, lo ammiro e gli voglio molto bene. È una persona sincera» (Salvini ha risposto con un «Forza Milan»).

Le parole di Berlusconi sono state definite «un’incoronazione» da diversi giornali, e sono emerse reazioni piuttosto contrariate, alcune anche preoccupate. Secondo il Corriere della Sera, l’uscita di Berlusconi «ha lasciato molti azzurri, non solo di ala governista, “esterrefatti” per una posizione che sembra schiacciare di nuovo il partito sulla Lega dopo una fase che è sembrata di ricerca di una autonomia e una libertà di movimento. Ma anche “intristiti” per un’immagine che mostra un Berlusconi preso dal suo privato non comprensibile per gli elettori. E lontano dalla politica del day by day, tanto da far temere ai suoi un disimpegno, una leadership a un passo dall’essere deposta. E affidata a Salvini».

Gianni Letta, secondo quanto riportato sempre dal Corriere, ha invece rassicurato gli esponenti del suo partito spiegando che quello di Berlusconi «è stato sostanzialmente un modo per far sentire a proprio agio l’ospite, ma nulla di più». E Antonio Tajani, a sua volta, ha detto che «quella di Berlusconi a Salvini era una attestazione di amicizia, non c’era una logica di partito» e che quanto accaduto «non cambia nulla» nella linea di Forza Italia: «Con la Lega siamo alleati, governiamo insieme, ma manteniamo il nostro ruolo di forza centrale. Nel centrodestra, come è sempre stato e come sarà».

I commenti di Salvini alle parole di Berlusconi hanno comunque messo al centro lo scenario politico, più che quello privato. Il leader della Lega ha infatti ringraziato Berlusconi «per l’amicizia, la stima e la fiducia», perché «in un momento così difficile solo una squadra unita, compatta e preparata può aiutare gli italiani a risollevarsi, puntando sulle libertà economiche e sociali, sul taglio delle tasse e sulla pace fiscale, su una giustizia giusta e su un lavoro sicuro e ben pagato per tanti».

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia esclusa dalla cerimonia, non ha invece commentato, ma il suo capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida ha detto che le parole di Berlusconi per Salvini li lasciano «indifferenti» e che comunque sono «gli elettori a determinare le leadership, non le dichiarazioni estemporanee fatte durante una festa. Auguri al Cavaliere e alla sua famiglia». Così, Ignazio La Russa: «Non credo le parole servano a molto».

Come spiega Repubblica, anche sul piano dei rapporti umani una riconciliazione fra Meloni e gli altri dirigenti del centrodestra sembra molto difficile e il mancato invito di Meloni al “non matrimonio” di Berlusconi rischia «di scavare un solco ancora più ampio».

I rapporti tra Salvini, Meloni e Berlusconi, e quelli tra i rispettivi partiti, sono uno dei temi politici più discussi da almeno un anno, da quando cioè la Lega partecipa al governo Draghi ma con molte difficoltà e imbarazzi, mentre Meloni è di fatto l’unica leader dell’opposizione. Dal febbraio del 2021 Fratelli d’Italia attacca i provvedimenti del governo mettendo Salvini in grossa difficoltà di fronte agli elettori della destra, col risultato che il partito di Meloni è cresciuto nei sondaggi andando progressivamente a minacciare la leadership della coalizione, a discapito della Lega che nell’ultimo anno e mezzo ha invece perso popolarità.

La travagliata rielezione alla presidenza della Repubblica di Sergio Mattarella, accettata da Salvini senza coinvolgere Meloni dopo giorni in cui si era fatto portavoce del centrodestra, aveva incrinato forse definitivamente i rapporti tra i due leader. Le divisioni erano emerse esplicitamente quando Meloni aveva detto di vedere con «oggettiva difficoltà», oggi, un accordo con il resto della coalizione alle prossime elezioni: «Il problema è che se gli altri partiti devono scegliere tra il centrodestra e l’alleanza di governo, scelgono quest’ultima. E tra FdI e il Pd, scelgono il Pd». Da una parte c’è dunque una destra che Meloni vorrebbe rifondare, dall’altra c’è Salvini che ha parlato di federazione con Forza Italia: «Solo un nuovo contenitore politico delle forze di centrodestra, a cominciare da quelle che appoggiano il governo Draghi, può agire in modo incisivo».

[ Fonte articolo: ilpost ]

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