A questo Real Madrid bastano pochi minuti

0
25

Per tre volte la squadra di Carlo Ancelotti è stata a un passo dall’eliminazione in Champions League, e per tre volte è riuscita a ribaltare partite difficilissime

Caricamento player

A metà del Novecento il Real Madrid fu tra le squadre fondatrici della Coppa Campioni, l’attuale Champions League, il torneo per club più ambito e seguito del calcio internazionale. Vinse le prime cinque edizioni, e non si fermò lì: oggi è la squadra che ha vinto più volte il torneo, per distacco. Fin qui le coppe in bacheca a Madrid sono tredici e il prossimo 28 maggio potrebbero diventare quattordici, se la squadra dovesse riuscire a battere il Liverpool nella diciassettesima finale della sua storia.

Per tutti questi motivi la Champions League è considerata una sorta di “habitat naturale” per il Real Madrid, che gioca sempre per vincerla, anche quando ci sono avversarie più quotate, come sembrava inizialmente quest’anno: quello che è successo finora in questa edizione lo conferma.

Nella fase a eliminazione diretta disputata nelle ultime settimane, per tre volte il Real è stato vicinissimo all’eliminazione, e per tre volte è riuscito a ribaltare risultati di partite che sembravano perse: grazie alla qualità e alla classe dei suoi giocatori, ma anche in modi più difficili da spiegare, nonostante si parli di una squadra fortissima e già vincitrice del campionato spagnolo.

Mercoledì sera, a venti minuti dal termine della semifinale di ritorno contro il Manchester City di Pep Guardiola, il Real di Carlo Ancelotti si trovava in svantaggio di un gol, e di due nel risultato complessivo, dopo la sconfitta per 4-3 subita all’andata. Nonostante il gol subìto, potenzialmente decisivo, il Real ha saputo reagire, sostenuto da uno stadio intero abituato a partite del genere. Dopo aver aumentato la pressione sul City anche a rischio di subirne un altro, è riuscito a portare la partita ai supplementari segnando due gol, uno dopo l’altro, nei sei minuti di recupero concessi dall’arbitro italiano Daniele Orsato.

I gol, entrambi segnati dal ventunenne attaccante brasiliano Rodrygo — entrato a venti minuti dalla fine al posto di un centrocampista, Toni Kroos — non solo hanno pareggiato il risultato complessivo, ma hanno evidentemente influito sul morale del City, i cui giocatori si sono ripresi soltanto nel secondo tempo supplementare, quando ormai c’era poco da fare. L’inerzia della partita invertita dai gol di Rodrygo è infatti continuata anche dopo, e nel primo tempo supplementare Karim Benzema — il miglior centravanti al mondo in questo momento, e probabile Pallone d’Oro — si è procurato un rigore per un fallo piuttosto ingenuo di Rúben Dias, il miglior difensore del City da due stagioni.

Quello che è successo mercoledì con i campioni in carica d’Inghilterra era già successo nel turno precedente contro gli ultimi campioni d’Europa, il Chelsea, e prima ancora con il Paris Saint-Germain di Messi, Neymar, e Mbappé. Contro il Chelsea il Real aveva vinto 3-1 all’andata, grazie alla prima tripletta di Benzema, anche questa arrivata nell’arco di venti minuti, tra primo e secondo tempo. Al ritorno in casa era stato sorpreso dalla rimonta degli inglesi, che a un quarto d’ora dalla fine erano in vantaggio 3-0 e virtualmente qualificati. Anche in quel caso, un gol di Rodrygo all’ottantesimo aveva ribaltato la partita, proseguita ai supplementari e risolta dall’ennesimo gol decisivo di Benzema.

Con il Paris Saint-Germain la reazione era stata ancora più veemente. Dopo aver perso 1-0 a Parigi, il Real si era trovato inizialmente in svantaggio di un gol anche in casa, e lo era rimasto fino all’ora di gioco, quando un’altra tripletta di Benzema in meno di venti minuti aveva completamente imbambolato una squadra piena di campioni, da lì in poi non più in grado di reagire. Gli esiti di quella sconfitta costeranno probabilmente il posto all’allenatore del PSG, Mauricio Pochettino, nonostante la recente vittoria del campionato.

Nel percorso avuto in questa stagione dal Real Madrid, già si perdono i conti dei record, alcuni dei quali sono del suo allenatore. Insieme a Benzema, al Pallone d’Oro Luka Modric e al capitano Marcelo, Ancelotti è celebrato dalla stampa spagnola e non solo, per l’impronta che ha saputo dare alla squadra e quasi in sordina. Nonostante sia molto meno chiacchierato di altri colleghi come Guardiola, Klopp e Mourinho, in questa stagione è diventato il primo allenatore nella storia a vincere i cinque maggiori campionati d’Europa e il primo a raggiungere cinque finali di Champions, superando tra gli altri Marcello Lippi e Alex Ferguson. Se dovesse riuscire a vincerla, diventerà l’allenatore più vincente nella storia del torneo.

– Leggi anche: Elogio delle semifinali di Champions League

 

[ Fonte articolo: ilpost ]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

*