Gli attacchi missilistici russi contro Odessa

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Lunedì sono stati lanciati sette missili, che hanno colpito due hotel e un centro commerciale della principale città portuale ucraina sul Mar Nero

Lunedì sera ci sono stati diversi attacchi missilistici compiuti dalla Russia contro Odessa, la principale città portuale ucraina sul Mar Nero. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, sono stati lanciati in tutto sette missili, che hanno colpito due hotel e un centro commerciale, dove si è sviluppato un vasto incendio che è stato spento solo dopo molte ore nella notte tra lunedì e martedì. Al momento si contano almeno un morto e 5 feriti a causa degli attacchi russi. Le autorità ucraine hanno detto che tra i missili lanciati lunedì a Odessa ce ne sarebbero anche tre ipersonici Kinzhal.

Già nel primo pomeriggio di lunedì c’era stato un attacco russo a Odessa, avvenuto mentre in città era in visita il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che era stato costretto a rifugiarsi in un bunker insieme al primo ministro ucraino Denis Shmygal.

Gli attacchi sono stati compiuti mentre in Russia si celebrava il Giorno della Vittoria, una delle feste nazionali più importanti del paese, in cui si ricorda la resa dei nazisti del 1945. L’evento principale delle celebrazioni è stato il discorso del presidente russo Vladimir Putin sulla piazza Rossa di Mosca: in molti temevano che potesse dichiarare formalmente guerra all’Ucraina, ma alla fine così non è stato (il regime russo dice di avere avviato un’“operazione militare speciale» in Ucraina).

Tra domenica e lunedì, inoltre, sono continuati i combattimenti in varie città dell’Ucraina dell’est, dove l’esercito russo sta cercando di avanzare per ottenere il controllo totale della regione del Donbass. Ci sono stati bombardamenti contro edifici civili nella città di Bakhmut, dove almeno una persona è stata uccisa, e a Kostiantynivka, dove invece i morti sono stati due.

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Sta continuando anche la battaglia per la conquista dell’acciaieria Azovstal di Mariupol, città del sud-est dell’Ucraina che è ormai da diversi giorni sotto il controllo della Russia. Lo stabilimento dell’Azovstal, che è enorme ed è dotato di vasti sotterranei, ha dato rifugio per settimane a centinaia di civili ucraini, la cui evacuazione è stata resa possibile solamente domenica scorsa. All’interno dell’acciaieria ci sono però ancora molti soldati ucraini del reggimento Azov (non si conosce il numero preciso), che stanno continuando a resistere agli attacchi russi e che finora si sono rifiutati di arrendersi.

[ Fonte articolo: ilpost ]

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