Settimana Internazionale dell’Osteopatia, oltre 350 osteopati offrono visite gratuite ai pazienti con sintomi da Long-Covid o con disturbi cronici riconducibili alla pandemia

0
21

Settimana Internazionale dell’Osteopatia, oltre 350 osteopati offrono visite gratuite ai pazienti con sintomi da Long-Covid o con disturbi cronici riconducibili alla pandemia

E’ il progetto CronOs 2022: dal 18 al 24 aprile prime visite gratuite in tutta Italia

Dal 18 al 24 aprile 2022, in occasione della Settimana Internazionale dell’Osteopatia, oltre 400 osteopati del ROI-Registro degli Osteopati d’Italia offriranno in tutta Italia una prima visita gratuita a tutti i pazienti con sintomi riconducibili al Long-Covid o la cui cronicità è peggiorata in seguito alle restrizioni per la pandemia.

L’iniziativa fa parte del progetto CronOs, Cronicità e Osteopatia promosso dal ROI, l’associazione di professionisti più rappresentativa a livello nazionale. Il progetto ha l’obiettivo di informare i cittadini sul supporto che l’osteopatia può offrire ai pazienti che presentano una o più patologie croniche e di dare impulso alla ricerca scientifica in questo specifico campo della salute.
L’edizione 2022 si focalizza sugli effetti che la pandemia da Sars-Cov-2 ha avuto sulla salute dei pazienti, sia coloro che hanno contratto il virus e sviluppato sintomi da Long-Covid, sia coloro che hanno visto peggiorare la propria salute a causa dei cambiamenti che la pandemia ha imposto al loro stile di vita.
Nel 2021 grazie a CronOs sono state 700 le visite gratuite offerte dagli osteopati ROI ai pazienti cronici italiani.

COME PARTECIPARE – È già possibile prenotare la propria visita su cronos.roi.it. I pazienti potranno individuare CronOsl’osteopata aderente all’iniziativa più vicino a loro attraverso la mappa interattiva disponibile qui. Una volta effettuata la scelta, i pazienti potranno contattare direttamente l’osteopata per fissare la visita gratuita, chiamando il numero riportato nella sua scheda.

In che modo l’osteopatia può contribuire a trattare i disturbi cronici legati al Long-Covid?
Per Long-Covid si intende una condizione clinica caratterizzata da segni e sintomi eterogenei che permangono o si sviluppano dopo quattro settimane dall’infezione acuta da SARS-CoV-2. Le manifestazioni cliniche sono molto variabili e oggi non esiste un consenso unanime sulle loro caratteristiche, ma è possibile distinguere manifestazioni generali come astenia, mialgie, artralgie, debolezza generale e manifestazioni organo-specifiche come dispnea, tachicardia, cefalea e reflusso. Già prima del Covid, queste erano tra le prime cause di consulto osteopatico per migliaia di cittadini ogni anno, che dall’osteopatia hanno potuto trarre numerosi benefici.
Anche le norme promosse per il contenimento della pandemia hanno avuto conseguenze molto importanti sulla salute dei pazienti. La necessaria sospensione degli abituali controlli di salute, lo stress, il mantenimento di posture scorrette durante lo smart working e l’interruzione dell’attività fisica sono solo alcune delle cause che hanno condizionato il nostro stile di vita e che possono aver originato o peggiorato disturbi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico che l’osteopatia può contribuire a trattare.

OSTEOPATIA E CRONICITA’ – La cronicità fa riferimento al tempo di insorgenza di un disturbo o di una patologia. Se superiore ai 3 mesi, una patologia si definisce cronica. Sono oltre 24 milioni gli italiani che attualmente convivono con malattie croniche e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che oltre l’80% della spesa pubblica per la salute è indirizzato alle cure e alla gestione del paziente cronico.
L’incidenza della cronicità è strettamente connessa all’allungamento della vita media e pertanto è destinata a crescere. Entro il 2050 si stima infatti che nella Regione Europea la speranza di vita aumenterà fino a quasi 81 anni, con una prevedibile crescita consequenziale delle malattie croniche.
Tra gli interventi sanitari volti alla cura e alla presa in carico dei pazienti cronici, l’osteopatia riveste un ruolo sempre più importante nell’integrazione di strategie terapeutiche orientate al miglioramento della qualità di vita dei pazienti e alla riduzione dei sintomi correlati a patologie croniche.

STRUDIO EPIDEMIOLOGICO – Secondo lo studio epidemiologico “Gli osteopati e l’atteggiamento verso i pazienti con cronicità” condotto da Lattanzio Monitoring & Evaluation nel 2019, le prime tre esigenze cliniche riferite dai pazienti che si rivolgono all’osteopatia sono una migliore convivenza con la cronicità (77% del campione), suggerimenti pratici per gestire la malattia (50%) e il bisogno di presa in carico (48%). La continuità terapeutica e la soddisfazione del paziente sono riconducibili innanzitutto ai benefici del trattamento (per il 91% degli intervistati), l’instaurarsi di una relazione di fiducia (67%) e la sintonia tra osteopata e paziente (49%).

Oggi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

[ Fonte articolo: Oggi ]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

*