Il prossimo 15 febbraio la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’ammissibilità di 8 referendum: giustizia, eutanasia e cannabis legale

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Il prossimo 15 febbraio la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’ammissibilità di otto referendum: i sei referendum sulla giustizia e quelli su eutanasia attiva e cannabis legale.

I sei referendum sulla giustizia sono stati promossi dai Radicali, dalla Lega e da nove consigli regionali governati dal centrodestra (Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto). Il primo e il secondo quesito riguardano la responsabilità civile dei magistrati e la separazione delle carriere, mentre il terzo interviene sulla custodia cautelare, cioè la custodia preventiva a cui un imputato può essere oggi sottoposto prima della sentenza nei casi in cui c’è il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di compimento di nuovi e gravi reati. Il quesito si occupa di questi specifici casi, limitando il carcere preventivo alla terza ipotesi di pericolo, e cioè ai soli reati gravi.

Il quarto referendum sulla giustizia chiede di abolire la legge Severino nella parte in cui prevede la sanzione accessoria dell’incandidabilità e del divieto di ricoprire cariche elettive e di governo dopo una condanna definitiva. Lega e Radicali vogliono superare gli automatismi della legge e lasciare ai giudici la libertà di decidere caso per caso se applicare o no l’interdizione dai pubblici uffici. Il quinto quesito riguarda il requisito della raccolta firme per il magistrato che intende candidarsi al Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno della magistratura. L’ultimo referendum interviene sulla valutazione dei magistrati: cioè sugli organi che hanno il compito di valutare l’operato dei magistrati e che possono essere composti anche da membri non togati (da avvocati, ad esempio), ma nei quali, oggi, solo i membri togati hanno diritto di voto. Lega e Radicali vogliono dare anche ai membri non togati la possibilità di esercitare il diritto di voto sulle valutazioni dei magistrati.

Il referendum sull’eutanasia legale propone di abrogare una parte dell’articolo 579 del codice penale, che punisce l’omicidio di una persona consenziente: in questo modo sarebbe permessa l’eutanasia attiva, che avviene quando il medico somministra il farmaco necessario a morire e che al momento è illegale in Italia. Il referendum è stato promosso dall’associazione Luca Coscioni, alla quale si sono unite molte altre associazioni e anche alcuni partiti come ad esempio +Europa, Possibile, Radicali italiani e Sinistra Italiana.

Il referendum sulla cannabis – le cui firme sono state considerate ammissibili dalla Corte costituzionale oggi, mercoledì 12 gennaio – interviene sul Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative di una serie di condotte in materia di droghe. Propone, innanzitutto, di depenalizzare la coltivazione e di eliminare il carcere per qualsiasi condotta illecita relativa alla cannabis, con eccezione dell’associazione finalizzata al traffico illecito. Sul piano amministrativo il quesito propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori, oggi prevista per tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa.

Il referendum sulla cannabis è stato promosso da una serie di organizzazioni come l’associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe o Antigone, con la partecipazione anche di alcuni partiti: +Europa, Possibile, Radicali italiani, Sinistra Italiana, Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Europa Verde.

(ANSA/FABIO FRUSTACI)

[ Fonte articolo: ilpost ]

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