Giocare a scacchi: come imparare, le regole e un problema di genere

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Scacco matto!

Ci arrendiamo, giocare a scacchi ci ha definitivamente conquistate. La nostra difesa sulla scacchiera aveva già traballato di fronte al caschetto corto perfetto di Anya Taylor-Joy ne La Regina degli Scacchi, ma dopo aver scoperto l’incredibile mondo che si cela dietro gli scacchi, siamo KO. 

Non siamo certo le sole. Giocare a scacchi, infatti, è una passione che ha conquistato il mondo. I 10 migliori scacchisti in assoluto, al momento, appartengono, infatti, a otto differenti Nazioni e ben tre Continenti. Uno sport che appassiona anche i più tecnologici: su Twitch, infatti, gli spettatori di una partita di scacchi possono raggiungere gli stessi numeri di uno stadio.

Eppure, giocare a scacchi è uno sport per pochi. E, soprattutto, conosciuto da pochi. La colpa, ammettiamolo, è anche delle Olimpiadi. Per circa 20 anni, infatti, è stato chiesto di poter giocare a scacchi sotto la fiamma olimpica, ma solo nel 2028 (forse) questa disciplina verrà inclusa nei Giochi. 

Non consideratelo semplicemente un hobby, però. Perché giocare a scacchi è difficile per la mente quanto per il corpo. 

giocare a scacchi

Foto Netflix

Giocare a scacchi: perché è uno sport a tutti gli effetti

Quanta dedizione e quanta attenzione occorra per giocare a scacchi potete benissimo immaginarlo. Rimanere concentrati sulla scacchiera per ore, infatti, è uno sforzo mentale paragonabile a quello necessario per qualsiasi altra disciplina sportiva.

Quello che, forse, non sapete è che gli scacchi possono essere una sfida anche per il corpo. E che, proprio per questo, moltissimi professionisti sono – prima di tutto – degli atleti. Come riporta il sito web della rete Espn, ad esempio, il Grande Maestro Fabiano Caruana ha una routine fatta di corsa, tennis, base e nuoto. Oltre al tempo passato a studiare gli scacchi.

Certo, perché giocare a scacchi può portare a consumare fino a 6000 calorie al giorno. Le stesse che consumano ciclisti e maratoneti. A essere coinvolto durante una partita di scacchi, infatti, è tutto il corpo. Il cervello, ovviamente, deve lavorare molto velocemente, ma anche pressione sanguigna, consumo di ossigeno e i muscoli si alterano. Ecco perché occorre una vera preparazione atletica.

Un importante fattore da considerare è la postura da mantenere durante una partita di scacchi. Per la quale servono molto più dei giusti esercizi per la cervicale. Per alleviare lo sforzo muscolare e migliorare il gioco, infatti, bisognerebbe mantenere una posizione rilassata. Il merito? Ovviamente, dei muscoli, che devono essere forti e ben alleanti. 

Il Gender Gap negli scacchi e la questione delle Olimpiadi

Purtroppo, giocare a scacchi sembra essere una cosa da uomini. Nonostante gli scacchisti tesserati, in Italia, siano circa 20mila, infatti, le ragazze sono solo 1500. Secondo i dati del Coni, la disparità inizia verso i 13 anni, quando giocatori e giocatrici sembrano prendere strade diverse.

Non mancano, però, le scacchiste di talento. La nostra regina degli scacchi è Marina Brunello, che frequenta regolarmene i tornei maschili. I dati su scala mondiale non solo confortanti. La migliore giocatrice al mondo è la cinese Yifan Hou, che, però, è solo 87esima nella classifica senza distinzioni di genere.

La vera domanda, in realtà, è cosa accadrebbe se giocare a scacchi diventasse disciplina olimpica. Sono circa 21 anni che gli scacchisti cercano di far riconoscere questo sport e di farlo entrare alle Olimpiadi. Esclusi da Parigi 2024, forse faranno parte delle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La sempre maggior inclusività e l’attenzione anche per le discipline online, infatti, potrebbero aprire uno spiraglio agli scacchi.

Scacchi: le regole per imparare a giocare

Giocare a cacchi non è affatto semplice e occorre un rigido allenamento, la pianificazione di strategie, lo studio della tecnica. Tuttavia, le regole di base per riuscire a sopravvivere a una partita sono universali. A partire da come predisporre la tastiera. I pezzi, infatti, seguono sempre lo stesso ordine: sulla prima riga, le Torri, i Cavalli, gli Alfieri, la Regina e il Re, mentre a seguire dovranno essere i pedoni.

Ovviamente, ogni pezzo si muove in modo diverso sulla scacchiera. Il più importante in assoluto, però, è il Re, ma anche uno dei più deboli. Può muoversi solo di una casella per volta, ma in tutte le direzione. Spesso, l’obbiettivo dei giocatori è mettere il Re sotto scacco, minacciandolo. Addirittura, quando non è possibile alcuna difesa, la partita si conclude con uno Scacco Matto. 

Scoprite nella gallery altre curiosità su come giocare a scacchi e sui protagonisti di questo sport.

Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA

[ Fonte articolo: Amica ]

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