Durante il voto per il Colle in Aula al massimo in 200

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Nelle tribune invece potranno accedere 106 grandi elettori senza contingentamento per gruppo

Aula a capienza limitata. Una sola votazione al giorno con ‘chiama’ a fasce orarie. Tampone antigenico di terza generazione di rigore per il giuramento. ‘Catafalchi 2.0’ che consentano il ricambio d’aria salvaguardando però la segretezza del voto. E, ovviamente, mascherine Ffp2 sempre indossate. A dieci giorni dalla prima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati delle regioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica arriva il protocollo di sicurezza che dovrebbe consentire a questa operazione complessa ed istituzionalmente delicata di svolgersi con il massimo di sicurezza per i grandi elettori. Alla conferenza dei capigruppo della Camera sono state comunicate dal presidente Roberto Fico tutte le misure elaborate dai Questori di Montecitorio e Palazzo Madama per l’elezione in tempo di Covid del nuovo Capo dello Stato. Misure che, però, non risolvono un tema enorme: quello dei grandi elettori che al momento in cui ci sarà da scrivere su una scheda il nome del successore di Sergio Mattarella non potranno recarsi a Montecitorio perchè contagiati o in quarantena. Per loro le porte del Palazzo resteranno chiuse, anche se non manca il dibattito sull’opportunità di fare qualcosa per consentire anche a loro di esprimere il proprio voto.

Un tema che resta caldo visto il numero dei contagi: oggi se ne registravano quaranta tra i deputati e poco meno di unha decina tra i senatori. Durante le votazioni e lo spoglio la capienza massima dell’Emiciclo di Montecitorio è stata fissata a soli 200 grandi elettori. Ciascun gruppo parlamentare deciderà chi resterà in Aula in proporzione alla propria consistenza. Nelle tribune invece potranno accedere 106 grandi elettori senza contingentamento per gruppo. Il tetto “salterà”, però, per il giuramento del nuovo presidente della Repubblica: saranno ammessi tutti i grandi elettori purché abbiano fatto un tampone antigenico di terza generazione la mattina stessa della cerimonia nelle postazioni per loro allestite a Montecitorio a Palazzo Madama. Il ‘rilassamento’ nei numeri, viene spiegato, è possibile per la breve durata di questa pur significativa fase, stimata tra i 45 ed i 50 minuti in tutto. A meno di particolari situazioni, si terrà una votazione al giorno per la quale complessivamente, tra le fasi di voto e spoglio, sono state previste circa 4 ore e mezza. Nell’ordine, senatori a vita, senatori, deputati e delegati regionali verranno chiamati in gruppi di cinquanta per fasce orarie. Accederanno in Aula da uno degli accessi dell’Emiciclo dove ci saranno quattro cabine poco più grandi dei “catafalchi”: al posto delle tendine, avranno una ‘doppia quinta’, a tutela della segretezza del voto e per far circolare l’aria.

Dovranno igienizzarsi le mani prima e dopo aver votato, e quindi lasciare l’emiciclo dall’altra uscita. Le regole generali al momento restano quelle che sono: chi può entrare a Montecitorio vota; chi non può, invece no. La questione del voto dei positivi è stata posta da Fdi con Francesco Lollobrigida, chiedendo che venga autorizzato in via legislativa lo spostamento dei grandi elettori positivi nella città di Roma per votare con apposite modalità alla Camera. Fi e Lega hanno proposto di inviare funzionari delle prefetture a prendere il voto dei positivi a domicilio. Pd, M5S, IV e CI si sarebbero invece detti contrari a far votare i positivi, sostenendo che è fisiologico che i malati non possano votare.

[ Fonte articolo: ANSA ]

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