Bianchi: 'Ingiustificabile tutto aperto tranne la scuola'

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L’allarme dei presidi: ‘In una settimana 200mila classi in Dad’. Governatori divisi sulla riapertura. Il governo impugna l’ordinanza di De Luca sul rinvio del ritorno in classe

“Aveva senso aprire subito la scuola. Non si può giustificare che tutto è aperto e l’unico spazio chiuso è la scuola, che è sicura”. Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi a Rainews 24. “Sono rientrati la maggior parte degli studenti e dei professori. Stiamo monitorando attentamente la situazione e nel primo pomeriggio avremo i dati. Il dato evidente è che è ripresa la scuola”. 

“Ci siamo organizzati per far fronte alle mille difficoltà, un lavoro intenso ma ce la stiamo facendo”. Così Rossella Landi, presidente dell’Associazione nazionale presidi Piemonte e preside del Iss Majorana di Moncalieri (Torino), racconta la ripartenza della scuola ai microfoni di Radio Veronica One. “Stiamo sostituendo il personale assente, e gestendo le comunicazioni di positività da parte degli studenti”. Circa un 10% nell’istituto superiore alla porte di Torino, dove oltre al Covid si contano anche assenze per influenza. Landi è d’accordo con molti suoi colleghi per cui “sarebbe stato meglio rinviare l’apertura, ma non discutiamo le decisioni governative. Di sicuro tra due settimane la situazione dei contagi non crediamo sia migliore di quella che c’è oggi, ma ci avrebbe permesso di effettuare uno screening tra gli studenti per rientrare in maggiore sicurezza. Stare due settimane in Dad senza misure a garanzia di tutti può risultare inutile: sarebbe stato meglio uno screening e la prosecuzione della campagna vaccinale, visto che molti ragazzi ad oggi hanno solo una dose”. La preside del Majorana osserva anche come a spiazzare scuole e alunni sia stato il fatto che “il nuovo protocollo di gestione dei positivi è così a ridosso del ritorno da creare perplessità e difficoltà anche nelle famiglie che sono disorientate. Per una nuova procedura c’è bisogno di tempo perché tutti possano averne contezza. Le scuole sono sicure e i protocolli stringenti, ma è evidente che i ragazzi vivono anche al di fuori dell’ambiente scolastico. L’aumento dei contagi in queste settimane di vacanza dice che non è la scuola a crearli, ma può fare da detonatore”.

L’Italia sta portando a casa dei risultati importanti” nella lotta alla pandemia, “anche l’obbligo vaccinale per gli over 50 è un ulteriore tassello della nostra strategia, che viene portata avanti ascoltando la comunità scientifica”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante una conferenza stampa con la collega tedesca Annalena Baerbock a Villa Madama. “Siamo convinti – ha aggiunto – che per le scuole si debba fare uno sforzo per assicurare le lezioni in presenza”, ha aggiunto Di Maio.

“Le previsioni della rivista specializzata Tuttoscuola parlano di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi. Una previsione facile da fare guardando i contagi”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, a Rainews24. “Quello che il governo non ha voluto fare lo farà la pandemia – ha continuato -. A mio avviso sarebbe stato preferibile rinviare l’apertura di 2-3 settimane per raggiungere gli obiettivi che al momento non sono raggiunti. Il governo ha compiuto una scelta legittima sulla quale io non sono d’accordo. Ma questo è normale un uno stato democratico”.

“La norma consente la chiusura delle scuole in determinati territori circoscritti qualora la situazione lo preveda. Qualora la situazione non lo preveda, a differenza dell’anno scorso, questo Governo impugnerà le ordinanze laddove non le ritenga opportune“. Lo ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso (Lega), in visita al liceo scientifico Salvemini di Bari in occasione della riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia.

Anche l’Avvocatura Distrettuale dello Stato (sede di Napoli) ha presentato ricorso presso il Tar della Campania contro l’ordinanza con la quale la Regione Campania ha deciso il rinvio dell’apertura delle scuole in presenza a causa della pandemia. Il ricorso, depositato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute, si affianca a quello già presentato dagli avvocati napoletani Giacomo Profeta e Luca Rubinacci. Sabato scorso il Giudice ha chiesto alla Regione Campania di depositare, entro e non oltre le 11 di oggi, “..atti pertinenti e rilevanti a presupposto dell’ordinanza…”.

La scelta di riportare tutti gli studenti in aula è motivata dall'”evidenza che il prolungato e diffuso uso di una distanza provoca problemi alla vita di una comunità“. C’è “un disposto sufficientemente flessibile che da una parte stabilisce il principio del ‘tutti a scuola’, dall’altro, laddove ci siano dei problemi, dà la possibilità di ricorrere alla distanza”. Così il ministro Patrizio Bianchi a Radio 1, nel giorno del ritorno in classe degli studenti. “Stiamo lavorando su una partecipazione collettiva, usciamo dalla logica del controllore: c’è un Paese che nel suo insieme si assume l’incarico di far tornare a scuola i ragazzi”.

Sulle Ffp2 “abbiamo fatto un intervento importante, il generale Figliuolo ha raggiunto un accordo con le farmacie per calmierare il prezzo a 0,75 euro. Le diamo inoltre gratuitamente già a tutti gli operatori, soprattutto della scuola dell’infanzia dove non ci sono protezioni per bambini. Però è un tema importante, ho capito che sta molto a cuore e lo porrò in evidenza al Consiglio dei ministri”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione sulle mascherine Ffp2 che gli studenti dovranno indossare in classe in caso di autosorveglianza.

La situazione è preoccupante, il 25-30% tra studenti e insegnanti sarà assente con defezioni dovute a malattia, quarantena o mancata vaccinazione”. Lo ha detto sulla situazione scolastica in Veneto, il governatore Luca Zaia a Mattino 5 su Canale 5. “Draghi – ha aggiunto Zaia – si faccia dare un parere dal Comitato tecnico scientifico perché l’assembramento è inevitabile, da noi, almeno 800mila persone saranno confinate in aula per ore, con il rischio che, se ci saranno positivi, ci siano anche contagi”. “Sono favorevole alla riapertura delle scuole – ha sottolineato – ma con precise indicazioni del Cts. Quella di oggi è di fatto una falsa partenza”. Per Zaia il sistema dei tamponi va rivisto perché “per le scuole primarie è impossibile che ogni ragazzino ne faccia due a settimana perché con la richiesta che già c’è il sistema, ed in Veneto abbiam il migliore del Paese, andremo inevitabilmente in crash. Per questo noi al momento spingiamo con il fai da te ma anche su questo c’è un limite”. Zaia ha poi anticipato il dato sulla situazione Covid nelle ultime 24 ore anticipando il bollettino della Regione: “abbiamo registrato 7.492 nuovi casi positivi ed è evidente un lento inesorabile peso sulla situazione ospedaliera”.

Le scuole stanno facendo i miracoli. Al momento non abbiamo comunicazione di defezioni di docenti. Ma siamo sfiniti e per questo alcuni miei colleghi arrivano a dire chiudiamo le scuole, che per un preside è la cosa peggiore che possa esserci. Io non lo direi mai e non ho firmato l’appello dei giorni scorsi, ma obiettivamente sul piano organizzativo le scuole fanno da sé, perché le indicazioni sono molto generiche”. Così Lorenza Patriarca, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo ‘Niccolò Tommaseo’ di Torino che conta circa 1.300 alunni tra scuola primaria e secondaria, nel giorno del rientro dopo le festività. “Oggi all’appello mancano circa un centinaio di studenti, in media due per classe perché positivi al Covid o comunque in quarantena”, sottolinea la preside, secondo cui “esiste la paura del contagio: i bambini per la maggior parte non sono vaccinati. C’è il tema cruciale della mensa, dove nello stesso luogo abbiamo bimbi senza mascherina che mangiano. In quel momento, ci fosse in classe un positivo, il rischio che contagi i compagni esiste”. “Le mascherine Ffp2? Non sono ancora arrivate – spiega -: inizialmente il termine per segnalare il numero richiesto era il 4 di gennaio, poi è stato posticipato al 10. Finché non parte la segnalazione, non le inviano: noi ne avevamo già alcune. Le avevamo già comprate perché nelle scuole dell’infanzia i bambini non hanno la mascherine: le avevamo acquistate con i soldi che il ministero ci aveva dato per l’emergenza”.

[ Fonte articolo: ANSA ]

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