Un articolo del 1997 che ci ha preso abbastanza

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Scrivendo del “boom” economico atteso nel nuovo secolo, Wired immaginò dieci eventi che avrebbero potuto ostacolarlo

Un articolo pubblicato sull’edizione di luglio del 1997 del mensile statunitense Wired, condiviso su Reddit nei giorni scorsi e subito ripreso da diversi siti e da alcuni giornalisti sui social, sta attirando l’attenzione per l’esattezza di alcune ipotesi formulate in un trafiletto a margine dell’articolo. A proposito degli effetti del progresso tecnologico ed economico negli anni Novanta, gli autori dell’articolo – intitolato The Long Boom: A History of the Future, 1980–2020 – elencarono dieci possibili eventi che avrebbero potuto stravolgere le previsioni di una prolungata prosperità.

«Una pandemia incontrollabile – una moderna epidemia di influenza o il suo equivalente – si diffonde a macchia d’olio uccidendo più di 200 milioni di persone», era uno degli eventi immaginati, insieme ad altri come un aumento del prezzo dell’energia e una crisi climatica. L’elenco dei possibili scenari negativi controbilanciava il quadro ottimista delineato dal resto dell’articolo, scritto da Peter Schwartz e Peter Leyden: «Stiamo affrontando 25 anni di prosperità, libertà e un ambiente migliore per il mondo intero», era scritto sulla copertina di quel numero di Wired.

«Il futuro, naturalmente, potrebbe rivelarsi molto diverso», era poi scritto nell’introduzione all’elenco contenuto nel trafiletto a margine dell’articolo.

1 – Le tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina degenerano in una nuova Guerra Fredda – sconfinando in una Guerra Calda.
2 – Le nuove tecnologie si rivelano un fallimento. Semplicemente non determinano l’aumento di produttività né la grande spinta economica previste.
3 – La Russia si trasforma in una cleptocrazia gestita dalla mafia, o si isola in un nazionalismo quasi comunista che minaccia l’Europa.
4 – Il processo di integrazione dell’Europa si arresta. L’Europa orientale e quella occidentale non avviano una riunificazione e persino il processo dell’Unione Europea fallisce.
5 – Una grave crisi ambientale provoca un cambiamento climatico globale che, tra le altre cose, interrompe l’approvvigionamento alimentare – provocando un grande aumento dei prezzi ovunque e sporadiche carestie.
6 – Un forte aumento della criminalità e del terrorismo costringe il mondo a ritirarsi nella paura. Le persone che avvertono costantemente il rischio di poter finire in un’esplosione o essere derubate non hanno l’umore adatto per aprire un dialogo e mostrarsi aperte.
7 – L’incremento cumulativo dell’inquinamento provoca un drammatico aumento del cancro, travolgendo l’impreparato sistema sanitario.
8 – I prezzi dell’energia salgono alle stelle. Le manifestazioni in Medio Oriente interrompono l’approvvigionamento di petrolio e le fonti energetiche alternative non riescono a concretizzarsi.
9 – Una pandemia incontrollabile – una moderna epidemia di influenza o il suo equivalente – si diffonde a macchia d’olio uccidendo oltre 200 milioni di persone.
10 – Un contraccolpo sociale e culturale arresta il progresso. Gli esseri umani devono scegliere se andare avanti. Potrebbero semplicemente non farlo…

Nel resto dell’articolo, ossia la parte lungamente prevalente, Wired ipotizzava che due tendenze convergenti – una crescita della cooperazione politica ed economica internazionale e una netta accelerazione degli sviluppi tecnologici, in particolare quelli relativi a Internet – avrebbero determinato un’era di prosperità senza precedenti: «trasformeranno il nostro mondo negli inizi di una nuova civiltà mondiale, una civiltà delle civiltà, che emergerà nel prossimo secolo». Gli autori aggiunsero che non si trattava esattamente di una previsione definitiva bensì di «previsioni informate», utili a «dare forma a una visione positiva del futuro, quella del lungo boom».

Come osservato da molte persone e giornalisti che hanno commentato l’articolo nei giorni scorsi, diversi elementi di attualità inducono a pensare che – quasi 25 anni dopo la pubblicazione di quell’articolo – la parte più esatta delle previsioni di Schwartz e Leyden, sebbene imprecisa in alcune proporzioni, fosse quella contenuta nell’elenco delle ipotesi negative.

In molti casi erano ipotesi piuttosto vaghe, leggendo le quali è facile oggi concentrarsi soltanto sulle parti che si sono avverate ignorando quelle smentite dai fatti. Molte cose sono ovviamente andate diversamente rispetto a quanto previsto da Wired, e giudicare altre come “avverate” può essere in alcuni casi piuttosto forzato e dovuto alla suggestione, un po’ come negli oroscopi. Ma è indubbio che alcune formulazioni siano state sorprendentemente premonitrici.

La pandemia da coronavirus, una realtà con cui il mondo è costretto a misurarsi da quasi due anni, ha finora provocato – secondo i dati ufficiali, che sono una stima per difetto – il contagio di oltre 260 milioni e la morte di 5,2 milioni di persone, un numero evidentemente limitato dalla diffusione dei vaccini per la COVID-19 e fortunatamente di molto inferiore a quello immaginato da Wired.

A parte la «pandemia incontrollabile», anche altri possibili eventi negativi immaginati da Wired si avvicinano molto alla realtà del 2021. Il peggioramento delle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e la Cina è uno degli argomenti di politica estera più discussi da cinque anni a questa parte, fin dall’elezione di Donald Trump alla presidenza. Brexit è stata da molti interpretata come un chiaro esempio di fallimento del «processo dell’Unione Europea». La gestione del potere in Russia da parte di Vladimir Putin, che all’epoca dell’articolo di Wired era ancora uno sconosciuto funzionario governativo, è stata spesso accusata di aver favorito fenomeni di corruzione a vantaggio degli oligarchi ed è stata caratterizzata da un crescente ricorso al nazionalismo come strumento di propaganda politica.

Altre previsioni non ci hanno preso: i sistemi sanitari non sono stati travolti dai casi di tumore causati dall’inquinamento, e i reati e la criminalità continuano perlopiù a diminuire nei paesi occidentali. Alla fine degli anni Novanta non era probabilmente così difficile, poi, immaginare che il cambiamento climatico sarebbe diventato sempre più universalmente riconosciuto come una crisi globale, anche se oggi i tentativi di contrastarlo e rallentarlo sono oggetto di dibattiti, conferenze allarmate e appelli pubblici molto più di quanto lo fossero 25 anni fa.

Il terrorismo internazionale, soprattutto nei primi anni Duemila e poi a metà del decennio scorso, è stato effettivamente una delle principali fonti di destabilizzazione politica in tutto il mondo, dall’Occidente al Medio Oriente all’Africa. Una grave scarsità di beni e prodotti, soltanto in parte collegata alla pandemia, è oggi alla base di una commentata e preoccupante crisi della catena dell’approvvigionamento in tutto il mondo, e allo stesso modo – ma per motivi molto diversi da quelli ipotizzati da Wired – è in corso un grande rincaro dei prezzi dell’energia.

Leyden, uno dei due autori dell’articolo di Wired del 1997, ha commentato l’improvvisa circolazione del trafiletto e l’interesse suscitato dall’articolo sostenendo che alcune parti essenziali di quel “boom” economico previsto all’epoca si sono comunque concretizzate, nonostante le possibili battute d’arresto immaginate da lui e Schwartz.

[ Fonte articolo: ilpost ]

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