La Russia agli Usa:  'A Ginevra non faremo consessioni'

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Il viceministro Esteri, ‘delusi da ‘segnali’ americani e Ue’

Mosca si dice “delusa” dai “segnali” fatti pervenire dagli Stati Uniti e anche dall’Ue sull’Ucraina e afferma di non avere intenzione di fare “alcuna concessione” alle richieste americane in vista dei colloqui in programma a Ginevra su Ucraina e sicurezza in Europa. Lo fa sapere il ministero degli esteri russo. “Noi non accetteremo alcuna concessione. E’ fuori discussione”, ha dichiarato alle agenzie di stampa russe il viceministro degli Esteri, Serghei Riabkov, che prenderà parte ai negoziati ginevrini. “Siamo delusi dai segnali venuti in questi ultimi giorni da Washington, ma anche da Bruxelles”, ha aggiunto.

L’Occidente accusa la Russia di aver ammassato decine di migliaia di soldati al confine con l’Ucraina e dice di temere un’invasione o un’azione militare, che però Mosca nega. I colloqui ginevrini sono stati organizzati dopo che la Russia ha chiesto “rassicurazioni” che la Nato non integri l’Ucraina e il ritiro dei soldati americani dall’Europa orientale: richieste che l’Alleanza atlantica ha bollato come “inaccettabili”.

In vista dei colloqui, che si apriranno domani nella città svizzera, nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno fatto trapelare di star lavorando con gli alleati a dure sanzioni finanziarie, tecnologiche e militari contro la Russia, che scatterebbero in caso di invasione dell’Ucraina, ma anche di essere pronti a discutere con la controparte il dispiegamento di missili e le manovre militari in relazione alla crisi ucraina. Ma venerdì dalla riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles i segnali positivi e negativi si sono bilanciati: se da un lato il segretario di Stato Usa, Anthony Blinken, ha detto che “una soluzione diplomatica con Mosca è ancora possibile”, lo stesso capo della diplomazia di Washington ha aggiunto che “il rischio di un conflitto è reale”.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha messo in guardia che “l’ammassamento delle truppe russe al confine (con l’Ucraina) continua” e che “se il dialogo fallisce siamo preparati”. Oltre ai colloqui a Ginevra di domani tra Usa e Russia, ai quali parteciperanno lo stesso Riabkov e la sua omologa americana, Wendy Sherman, mercoledì 12 a Bruxelles si terrà il Consiglio Nato-Russia.

L’amministrazione Biden e i suoi alleati stanno lavorando per mettere a punto una serie di durissime sanzioni finanziarie, tecnologiche e militari contro la Russia. Misure punitive che entrerebbero in vigore immediatamente dopo un’eventuale invasione dell’Ucraina. Lo riporta il New York Times, alla vigilia dell’avvio dei colloqui di Ginevra tra Mosca e Washington. L’obiettivo è rendere chiaro agli occhi del presidente russo Vladimir Putin quale sarà il costo da pagare per un’azione di forza contro Kiev.
    In particolare, riporta sempre il Nyt, le sanzioni allo studio di Washington e dei suoi alleati saranno mirate a tagliare fuori da tutte le transazioni globali le principali istituzioni finanziarie russe, a imporre un embargo sulla tecnologia ‘made in Usa’ rivolta ai settori della difesa, dell’aerospazio e dell’industria dei consumi, ad armare i gruppi di insorti ucraini che vorranno avviare un’azione di guerriglia contro l’occupazione militare di Mosca.
    Tra le azioni sul fronte finanziario ci potrebbe essere l’esclusione della Russia dal sistema Swift che regola le transazioni finanziarie tra oltre 1.100 banche di 200 Paesi, così come avvenuto con l’Iran. Ma nessuna decisione sarebbe stata ancora presa. “Si tratta di un piano ad impatto elevato – spiega comunque al New York Times una fonte dell’amministrazione Biden – quella risposta rapida che non ci fu nel 2014”, anno dell’occupazione russa della penisola della Crimea.
   

[ Fonte articolo: ANSA ]

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