Inizia un super anno per lo Spazio

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Molti viaggi verso la Luna, scontri con asteroidi, enormi astronavi e il ritorno sulla Stazione Spaziale Internazionale di Samantha Cristoforetti, tra le altre cose

Il 2021 è stato un anno molto importante per le esplorazioni spaziali e il 2022 non sarà da meno. Tra poche settimane l’osservatorio spaziale più grande e costoso mai spedito in orbita arriverà a destinazione per studiare galassie lontanissime nello spazio e nel tempo, mentre nel nostro vicinato terrestre saranno sperimentati nuovi razzi e sistemi di trasporto per tornare sulla Luna, e forse restarci. Sarà anche l’anno del ritorno in orbita di Samantha Cristoforetti, che assumerà il comando della Stazione Spaziale Internazionale.

James Webb Space Telescope
Il più grande telescopio spaziale di sempre è stato lanciato il 25 dicembre scorso ed è ormai ben oltre la metà del lungo viaggio verso il punto (L2) da cui effettuerà le proprie osservazioni, a debita distanza dalla Terra: quasi 1,5 milioni di chilometri.

Nelle prossime settimane il JWST completerà l’elaborata coreografia per aprire il proprio specchio, troppo grande per essere spedito in orbita già aperto. Se tutto filerà liscio, entro fine gennaio sarà pronto per l’avvio della lunga fase di test e di taratura degli strumenti. La NASA ha allestito un sito per seguire in tempo reale le attività del James Webb Space Telescope.

Lo specchio primario del James Webb Space Telescope (NASA)

Artemis
Il programma della NASA per riportare equipaggi sulla Luna ha subìto alcuni importanti rinvii nel corso del 2021, ma l’agenzia spaziale statunitense mantiene in programma un primo volo sperimentale per la primavera di quest’anno, anche se potrebbe slittare all’estate.

Il test riguarderà lo Space Launch System (SLS), il gigantesco razzo alto quanto un palazzo di trenta piani (98 metri) sul quale sarà montata Orion, la capsula da trasporto per l’esplorazione dello Spazio profondo. Sarà un volo senza equipaggio, in attesa del primo allunaggio di un’astronauta sulla Luna previsto per il 2025, un anno più tardi di quanto inizialmente programmato. Ci sono comunque forti dubbi sulla possibilità di realizzare tutto in tempi così brevi.

SLS in un’elaborazione grafica (NASA)

Luna
La Luna sarà comunque al centro dell’attenzione grazie a diverse missioni con sonde e rover in programma per il 2022. Ce ne saranno almeno una decina, cinque delle quali finanziate dalla NASA. Una di queste coinvolge la compagnia spaziale privata Rocket Lab, che a marzo avrà il compito di inviare un piccolo satellite (cubesat) per raccogliere dati su un’orbita intorno alla Luna che potrebbe essere impiegata in futuro per una base orbitale, realizzata dalla NASA in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (ESA). Le altre missioni statunitensi riguardano il programma Commercial Lunar Payload Services della NASA, per studiare sistemi per il trasporto di materiale sul nostro satellite naturale, per motivi di studio e di attività con esseri umani.

L’India proverà a tornare sulla Luna, dopo la sua prima deludente esperienza nel 2017, con una nuova missione che si chiama Chandrayaan-3. Anche la Russia programma un ritorno sulla superficie lunare, che non frequenta con propri robot dal 1976: la missione dovrebbe interessare Luna 25, un lander (che a differenza dei rover non si sposta sulla superficie una volta allunato). Il Giappone ha invece in programma il lancio di SLIM, un proprio lander per effettuare analisi sulla superficie lunare.

La superficie lunare (NASA)

Asteroidi
Negli ultimi anni gli asteroidi sono stati al centro di numerose missioni spaziali non solo per studiarne le caratteristiche, ma anche per sperimentare come deviarli nel caso in cui dovessero costituire una minaccia per la Terra. La missione DART della NASA, con un importante contributo dell’Agenzia spaziale italiana (ASI), è partita a fine novembre 2021 per fare proprio questo. Salvo rinvii, il prossimo settembre la sonda si scontrerà con un asteroide per valutare come un impatto possa modificarne la traiettoria.

In estate la NASA dovrebbe inoltre lanciare Psyche, una sonda che dopo un viaggio interplanetario di 4 anni avrà il compito di studiare l’asteroide metallico 16 Psyche, ritenuto il nucleo di ferro di quello che poteva essere un pianeta in formazione (protopianeta): le analisi potrebbero offrire nuovi elementi per comprendere come si formano i pianeti nei sistemi solari. Il lancio è previsto a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX, il razzo più potente della compagnia spaziale di Elon Musk, che sta però lavorando a qualcosa di molto più grande.

L’arrivo della sonda Psyche, in un’elaborazione grafica (JPL/NASA)

Starship
In Texas, SpaceX proseguirà lo sviluppo di Starship, la nuova gigantesca astronave alta 50 metri circa che secondo Musk consentirà agli esseri umani di raggiungere Marte, finora popolato dai robot che abbiamo inviato nel corso degli anni. Starship sarà anche impiegata per il primo ritorno con astronauti sulla Luna del programma Artemis, insieme al razzo SLS e alla capsula Orion, anche se i piani per farlo non sono ancora chiarissimi.

Finora Starship ha realizzato diversi test spingendosi ad alta quota e riuscendo per la prima volta ad atterrare intera nel 2021, senza le precedenti esplosioni. Nel corso del 2022, SpaceX dovrebbe inviare per la prima volta Starship in orbita grazie alla spinta offerta da Super Heavy, un razzo alto 72 metri ancora da sperimentare. Dopo avere raggiunto lo Spazio, l’astronave tornerà sulla Terra tuffandosi nell’oceano Pacifico al largo delle coste delle Hawaii.

Il primo atterraggio senza esplosione per Starship, nel maggio 2021

Blue Origin
La compagnia spaziale privata di Jeff Bezos, l’ex CEO di Amazon, lavora da anni alla costruzione di New Glenn, un potente razzo parzialmente riutilizzabile che dovrebbe essere impiegato per il trasporto di materiale in orbita e verso la Luna. New Glenn non ha mai volato e ha subìto diversi ritardi, ma l’azienda confida di poter effettuare un primo lancio sperimentale quest’anno.

Turismo spaziale
Blue Origin continuerà nel frattempo a gestire voli di breve durata verso lo Spazio con New Shepard, il suo piccolo razzo che proprio nel 2021 ha iniziato a trasportare persone, compresi Bezos e William Shatner, il capitano Kirk della serie televisiva Star Trek. Proseguirà con i voli turistici anche Virgin Galactic, dopo i successi del 2021 e il lancio che ha coinvolto il suo CEO, il miliardario britannico Richard Branson.

Jeff Bezos esce dalla capsula spaziale di Blue Origin dopo il primo volo con equipaggio nel luglio del 2021 (Blue Origin)

Altri razzi
Il consorzio europeo Arianespace proseguirà con lo sviluppo del proprio programma Ariane, la serie di razzi a uso civile realizzati per conto dell’Agenzia spaziale europea. Dopo qualche ritardo, il 2022 dovrebbe essere infatti l’anno del nuovo razzo Ariane 6, più potente e in grado soprattutto di trasportare direttamente satelliti e altro materiale in orbita geostazionaria. A pieno ritmo, il nuovo razzo dovrebbe consentire di gestire lanci spaziali a prezzi più economici e competitivi con quelli dei razzi Falcon 9 di SpaceX.

United Launch Alliance (ULA), la collaborazione tra le aziende statunitensi Lockheed Martin e Boeing, ha in programma il lancio inaugurale del Vulcan Centaur, che gradualmente sostituirà diversi altri razzi gestiti da ULA consentendo un notevole risparmio per il trasporto di satelliti e altro materiale nello Spazio. Il lancio inaugurale sarà effettuato per inviare verso la Luna il lander Peregrine, nell’ambito del programma lunare della NASA.

Ariane 6 in fase di costruzione (Arianespace)

Europa
La sonda Juno della NASA per lo studio di Giove a fine settembre effettuerà un passaggio ravvicinato a Europa, una delle lune del pianeta. I dati raccolti potranno offrire nuovi spunti per l’analisi di questo satellite che appare come una grande palla di neve: la sua superficie, spessa e ghiacciata, ricopre un gigantesco oceano che si stima contenga il doppio di tutta l’acqua degli oceani terrestri. Europa è tenuta sotto controllo da tempo e secondo gli astronomi è tra i principali candidati a ospitare forme di vita nel nostro sistema solare, oltre naturalmente alla Terra.

Marte
Nel 2021 su Marte sono arrivati Perseverance, uno dei rover più avanzati realizzati dalla NASA, e la prima missione marziana della Cina. Nel 2022 non sono previsti arrivi, ma partenze dalla Terra verso Marte. La più attesa riguarda il rover Rosalind Franklin, realizzato dall’ESA in collaborazione con l’Agenzia spaziale russa (Roscosmos). Fa parte della missione ExoMars 2022 per la ricerca di tracce di vita passata sul pianeta.

Un modello dimostrativo del rover Rosalind Franklin (ESA)

Cina
Oltre alla recente impresa marziana e a diverse missioni lunari di successo, la Cina negli ultimi anni ha lavorato per estendere la propria presenza in orbita intorno alla Terra, avviando la costruzione della stazione spaziale Tiangong, già abitata dagli equipaggi cinesi. Il suo completamento è previsto entro la fine di quest’anno: in primavera dovrebbe essere lanciato il modulo-laboratorio Wentian, mentre alcuni mesi dopo dovrebbe essere trasportato in orbita un terzo componente. Sono comunque informazioni da prendere con le molle perché la Cina non fornisce molti dettagli in anticipo sulle proprie attività spaziali.

Stazione Spaziale Internazionale
Nei prossimi mesi saranno formalizzate le intenzioni della NASA (già anticipate), dell’ESA e di altre agenzie spaziali per estendere la durata della ISS almeno fino al 2030, in modo da garantire fondi e risorse per la sua manutenzione e per proseguire gli esperimenti a bordo.

Il 2022 vedrà anche un nuovo importante test per CST-100 Starliner, la capsula sviluppata da Boeing e che un giorno sarà impiegata per trasportare gli astronauti sulla ISS. Il sistema doveva essere pronto già da tempo, ma Boeing ha incontrato più difficoltà tecniche del previsto, accumulando numerosi ritardi rispetto alla capsula Crew Dragon di SpaceX che ha permesso alla NASA di tornare a lanciare astronauti direttamente dal suolo statunitense, dopo circa dieci anni di pausa dopo la fine del programma Space Shuttle. Starliner quest’anno dovrebbe compiere un primo volo di test senza equipaggio e un secondo volo con astronauti a bordo.

Samantha Cristoforetti fotografa la Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale (Samantha Cristoforetti su Twitter)

Samantha Cristoforetti
L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti tornerà quest’anno sulla ISS per conto dell’ESA, dopo la sua prima esperienza di 199 giorni in orbita tra il 2014 e il 2015. Cristoforetti farà parte del volo SpaceX Crew-4 in programma per aprile, viaggerà quindi su una capsula Crew Dragon di SpaceX con un equipaggio NASA composto da Kjell Lindgren, Robert Hines e Jessica Watkins. In seguito, Cristoforetti assumerà il comando della Stazione Spaziale Internazionale nell’ambito della missione Expedition 68.

[ Fonte articolo: ilpost ]

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