Apple rinvia il lancio della funzione per individuare immagini di abusi su minori

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La funzionalità va perfezionata: l’azienda californiana decide di sospendere il lancio del sistema, basato su algoritmi, che ha suscitato polemiche per la privacy degli utenti

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Apple ha deciso di rinviare il lancio del sistema, basato su algoritmi, per rilevare foto pedopornografiche e altre immagini di abusi sessuali su iPhone. Non uno stop definitivo, ma una pausa per consentire di migliorare il sistema, precisa Cupertino in una nota: serve più tempo per perfezionarlo prima di rilasciarlo.

La decisione fa seguito a violente polemiche da parte di utenti e degli attivisti per la privacy. “Il mese scorso abbiamo annunciato l’implementazione di sistemi per proteggere i bambini da predatori che utilizzano strumenti di comunicazione per reclutarli e sfruttarli e limitare la diffusione di materiale pedopornografico”, recita la nota di Apple. Tuttavia, “sulla base del feedback di clienti, lobby, ricercatori e altri, abbiamo deciso di dedicare più tempo per raccogliere input e apportare miglioramenti prima di introdurre queste funzionalità di sicurezza per i bambini, che riteniamo essere di fondamentale importanza”, ha comunque ribadito l’azienda californiana.

In un primo momento, Apple aveva annunciato che avrebbe rilasciato le nuove funzionalità di sicurezza entro la fine dell’anno a partire dal mercato statunitense, dopo la presentazione dell’aggiornamento software per iPhone e dispositivi mobili,, iOS 15, previsto per settembre.

La nuova funzionalità aveva suscitato polemiche tra gli utenti, che avevano definito la scelta monocratica di Apple in netto contrasto con la policy sulla privacy definita dalla stessa azienda. Il sistema ideato da Apple di ricerca di immagini ‘incriminate’ scaricate dagli utenti potrebbe portare, ad esempio, alla segnalazione alle forze dell’ordine: nel caso degli Stati Uniti, un obbligo per legge. Altra obiezione sottolineata da attivisti è che governi non democratici potrebbero pretendere che Apple utilizzasse il sistema alla ricerca di immagini e video di altra natura nei dispositivi di chiunque. 

Il rinvio ha però scontentato alcuni gruppi di attivisti per la protezione dei bambini: Andy Burrows, capo della sicurezza online del britannico Nspcc (National Society for the Prevention of Cruelty to Children), ha affermato che la decisione di Apple è stata “incredibilmente deludente” e che l’azienda “avrebbe dovuto resistere” alle pressioni.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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