Usa, Pelosi: Trump deve andarsene, è pericoloso

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Pelosi apre il dibattito, approvate le regole: per la seconda volta il presidente viene messo in stato di accusa

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La speaker Nancy Pelosi, con il suo intervento alla Camera dei Rappresentanti, ha aperto il dibattito sulla risoluzione di impeachment nei confronti di Donald Trump. La Camera ha approvato – con 221 voti favorevoli e 203 contrari – le regole per il dibattito. 

Dopo la discussione, ha avuto inizio verso le 22 italiane la vera e propria votazione sulla messa in stato di accusa del presidente per la seconda volta. I repubblicani avevano criticato la speaker Pelosi per aver autorizzato il voto per delega, a causa della pandemia. Ma dopo l’assalto al Congresso della settimana scorsa, molti dei deputati repubblicani hanno usato l’opzione del voto per procura. 

“Trump pericoloso”
Donald Trump “deve andarsene, è un chiaro e immediato pericolo” per la democrazia, ha detto Pelosi, aprendo il dibattito. “Noi sappiamo che il presidente degli Stati Uniti ha incitato questa insurrezione, armato la ribellione, contro il nostro Paese”, ha detto ancora Pelosi, sottolineando che questo le “spezza il cuore, deve spezzare il cuore di tutti”, Pelosi ha chiesto ai repubblicani di “guardare nelle loro anime ” al momento del voto, e ha concluso il suo intervento affermando che i rivoltosi che hanno attaccato il Congresso non sono “patrioti ma terroristi”.

Gop, almeno in 6 per messa in stato di accusa
Almeno 6 repubblicani voteranno a favore dell’impeachment di Trump, attualmente in discussione alla Camera. Lo riporta Cnn. L’ultimo ad essersi aggiunto alla lista è il rappresentante Gop Dan Newhouse, di Washington, che ha scritto su Twitter che voterà per la messa in stato d’accusa. Gli altri sono John Katko di New York, Jamie Herrera Beutler di Washington, Adam Kinzinger dell’Illinois, Fred Upton del Michigan e Liz Cheney del Wyoming.

McConnell per processo impeachment dopo fine mandato Trump
Il leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell ha fatto sapere che non intende convocare una sessione d’urgenza della Camera Alta per celebrare il processo di impeachment contro Donald Trump, facendolo così slittare a dopo la fine del mandato. Lo riportano i media Usa. Mitch McConnell ha inoltre scritto in una lettera ai colleghi del partito repubblicano di non aver deciso come votare sull’impeachment di Trump, se la Camera darà il via libera alla messa in stato d’accusa.

Trump: no alla violenza 
“Alla luce delle notizie di altre manifestazioni, chiedo che non ci sia violenza, violazione della legge e vandalismo di alcun tipo”. E’ l’appello rivolto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una nota, mentre alla Camera è in corso il dibattito sull’avvio della procedura di impeachment. “Non è quello per cui mi batto, non è quello che rappresenta l’America – afferma –
Chiesto a TUTTI gli americani di contribuire ad allentare le tensioni e a calmare gli animi. Grazie”.

Pompiere arrestato
Intanto, agenti dell’Fbi hanno arrestato in Florida un vigile del fuoco che ha partecipato all’assalto al Congresso: si chiama Andrew Williams, era  apparso in una foto mentre indicava l’insegna dell’ufficio della Speaker della Camera Nancy Pelosi. Williams è stato sospeso dal dipartimento dei Vigili del fuoco e messo a riposo senza stipendio. 

Suicida sostenitore
Si è suicidato, con un colpo d’arma da fuoco al petto, uno dei sostenitori di Donald Trump, Christopher Stanton, arrestato dalla polizia di Washington in seguito all’assalto al Congresso lo scorso 6 gennaio con l’accusa di ”entrata illegale in una proprietà pubblica” e violazione del coprifuoco imposto nella capitale americana. Secondo l’Atlanta Journal-Constitution,  il corpo dell’uomo, 53 anni, originario dello stato della Georgia, è stato trovato nella sua abitazione, a Alpharetha.

Pence scrive a Pelosi
Mike Pence aveva annunciato di non intendere invocare il 25/o emendamento e strappare i poteri a Donald Trump (“Non è nell’interesse del Paese o in linea con la Costituzione”) con una lettera indirizzata alla Speaker della Camera, Nancy Pelosi. Una missiva che era arrivata mentre in aula era incorso il dibattito sulla risoluzione per chiedere al vicepresidente di rimuovere Trump.  

La risoluzione è stata approvata con 223 voti a favore e 205 contrari. Un via libera puramente simbolico dopo la lettera di Pence, che esortava anche Pelosi e il Congresso a “evitare azioni che dividerebbero e infiammerebbero ulteriormente la passione del momento”.

Timori per l’insediamento
Intanto proseguono i preparativi per la cerimonia di insediamento di Biden. I 15.000 agenti della Guardia Nazionale a Washington saranno in parte armati, e il Secret Service sta allestendo una maxi-operazione di sicurezza per blindare la città. Il timore è di nuove proteste violente: almeno 16 gruppi, di cui alcuni armati, si sono fatti avanti per manifestare.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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