Pininfarina 90 anni, libro celebra storico atelier torinese

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All’edizione 2020 di AutoClassica alla Fiera di Milano

Cinquecentoventotto pagine, oltre 800 fotografie a colori e in bianco e nero corredate da brevi testi di inquadramento storico, a documentare, modello per modello, la produzione di Pininfarina in questi suoi primi novant’anni di storia. “Pininfarina 90 anni/90 years – ha detto il presidente Paolo Pininfarina presentando il libro in occasione dell’edizione 2020 di AutoClassica alla Fiera di Milano – è un passaggio importante nelle celebrazioni per i 90 anni dell’azienda”. “Alla base – ha spiegato Pininfarina – c’è l’aver voluto rivedere tutti i progetti automotive per scorgerne pregi ed anche difetti, a distanza di anni: un’operazione coinvolgente ed appassionante per me e, spero, anche di interesse per il lettore”. Il lungo percorso della Pininfarina – fondata a Torino nel 1930 da Battista ‘Pinin’ Farina – ha saputo di volta in volta innovare il car design italiano e non solo, riuscendo in parallelo ad introdurre soluzioni rivolte al futuro e modelli autentiche icone del made in Italy nel mondo. Una storia che ha inizio negli anni Trenta, quando il carrozziere si mette in luce con lussuose creazioni di particolare sobrietà ed eleganza, affrontando le prime problematiche legate all’aerodinamica con modelli come la cabriolet ‘Tipo Bocca’ e l’Alfa Romeo 6C 2300, e prosegue con la progressiva integrazione dei parafanghi nella superficie continua delle fiancate. Negli anni Cinquanta Pinin Farina, ormai lanciato verso una dimensione più industriale, senza tuttavia mai perdere l’artigianalità propria delle sue creazioni, apre a nuove collaborazioni, prime fra tutte con Ferrari e con Peugeot. E in quel periodo firma una serie di capolavori: l’Alfa Romeo Giulietta spider (1954), le Lancia Aurelia B24 S e Aurelia Florida (1955) e le Ferrari 250 GT. Un fil Rouge d’eccellenza che prosegue anche dopo la scomparsa, nel 1966, del fondatore Battista ‘Pinin’, con tante pietre miliari del car design tra le quali la Ferrari 250 LM (1963), l’Alfa Romeo 1600 Spider, alias ‘Duetto’ (1966), la Dino 206 GT (1967) o la Ferrari 365 GTB/4 ‘Daytona’ del 1968, e poi via via laTestarossa, la famiglia delle 8 cilindri Ferrari che si arricchisce di nuovi modelli(le GTO del 1984, F40 del 1987 o 348 del 1989) e la collaborazione con Peugeot che conduce alla nascita dell’indimenticabile 205 (1983). Molteplici le collaborazioni anche negli anni Novanta: quella con Ferrari che porta alla nascita della 456 GT (1992), di nuove 8 cilindri, la F355 (1994) e la 360 Modena (1999) e della sensazionale F50 del 1995. Ma quella è anche la decade della Fiat Coupé (1994), delle Alfa Romeo Spider e GTV, entrambe del 1995 e della Peugeot 406 coupé (1997). Nelle prime due decadi del nuovo millennio, oltre alla collaborazione con Ferrari, Pininfarina realizza per Maserati una famiglia di vetture di indubbio fascino come la Quattroporte del 2003, la GranTurismo del 2007 e la GranCabrio del 2009, e dà vita a sensazionali concept che guardano anche all’ambiente e all’ibrido quali Nido, Sintesi e Blue Car. Negli stessi anni Pininfarina anni avvia una fitta serie di collaborazioni in Cina, confermandosi impareggiabile esportatore del made in Italy nel mondo. Di particolare rilievo, nel 2013, la Ferrari Sergio, dedicata alla memoria di Sergio Pininfarina, scomparso nel 2012, e la BMW Pininfarina Gran Lusso Coupé. Il volume si chiude con la Pininfarina Battista concept (2019) e la Battista Anniversario (2020), due suggestive concept disegnate per la nuova società ‘Automobili Pininfarina’, che recano nella loro sigla il nome Battista, omaggio al fondatore.

[ Fonte articolo: ANSA ]

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