Cristina Parodi 'stilista' con Crida:

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Cristina Parodi 'stilista' con Crida: Il nostro un messaggio d'amore all'Italia

Daniela Palazzi e Cristina Parodi, fondatrici di Crida (foto Laura Sciacovelli; styling Viviana Volpicella)

Cristina Parodi, dopo il giornalismo ora si è messa a fare la stilista? “Ma no, non ho abbandonato il mio mestiere e non faccio la stilista, io sono imprenditrice con la mia socia, Daniela, di un brand di moda che per noi rappresenta la realizzazione di un sogno”. Cristina Parodi e Daniela Palazzi. Due amiche e un progetto. Entrambe vivono a Bergamo, si conoscono da vent’anni e amano gli abiti. Giornalista la prima, una grande passione per l’arte e l’interior design la seconda, insieme hanno dato vito al brand Crida, con una prima capsule primavera-estate di dieci abiti e due capi spalla pratici e moderni disponibili online e ora anche nei negozi.

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“Ci pensavamo da tanto tempo, io da sempre sono appassionata di moda e me ne sono occupata anche da giornalista – racconta Parodi all’Adnkronos -. Daniela è brava a cercare tessuti e fare accostamenti di colore. Siamo amiche da molto tempo e ci facciamo da sole i vestiti. Quest’anno il progetto ha trovato uno sviluppo, facendoci sentire libere di cambiare vita a 50 anni”.

Così si sono rimboccate le maniche. “Da sole, come due formichine, abbiamo detto ‘proponiamolo anche agli altri’ – spiega Parodi -. L’idea è di offrire alle donne la possibilità di avere vestiti comodi da indossare durante il giorno. Le donne di oggi fanno mille cose e con questi abiti una donna si trova a proprio agio. Non sono mai strizzati e sexy ma femminili e fluidi, confortevoli e molto eleganti. E’ una scommessa che abbiamo fatto con noi stesse e che ora cerchiamo di mandare avanti nonostante la difficoltà di questo periodo che ci ha bloccato le vendite e ci costrette a ricominciare daccapo”.

Scoraggiate? Macché. “Siamo due bergamasche – fa notare Parodi – ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti. Devo dire che la cosa che mi conforta e ci ha fatto piacere scoprire in questo momento in cui tutto è cambiato, che la direzione che secondo noi dovrà prendere la moda è quella di andare a cercare valori e contenuti che sono alla base del nostro progetto. Quando Armani ha esordito dicendo che la moda deve fermarsi ed essere più umana, con ritmi lenti, ho pensato che erano le parole che io e Daniela ci eravamo dette creando questi vestiti”.

Capi timeless, senza stagione, di seta e cotone. La capsule è primavera-estate ma sono perfetti anche per l’inverno. E sostenibili. “La moda – fa notare Parodi – deve offrire qualità contenuti ed emozioni non è più usa e getta. Puntiamo sulla qualità. I nostri sono tutti tessuti italiani, naturali e sostenibili al 100 per cento. Dietro c’è una manifattura artigianale, quasi sartoriale, e anche il prezzo è adeguato”.

La collezione porta i nomi delle città italiane che ne hanno ispirato forme e colori: l’abito Firenze, il bestseller, perfetto da indossare sul Lungarno, il modello Taormina a pois ideale per una vacanza in Sicilia. E ancora, l’abito Roma, lungo fino ai piedi e rosso come i tramonti del Gianicolo, lo scamiciato a righe Positano e la giacca Milano, che ricorda la metropoli della moda e del lavoro. “Dare agli abiti il nome delle città italiane è una cosa decisa in tempi non sospetti – ammette Parodi -. E’ un messaggio d’amore al nostro Paese”.

Per ripartire le due hanno pensato a una campagna social che punta su tre filoni. “Il made in Italy – dice Parodi – ossia abiti abbinati a città che devono tornare a vivere ed essere visitate. E poi il Crida family, che significa che dietro c’è una comunità e una famiglia grande (io ho tre figli, la mia socia 4) e ci piace condividere questo aspetto della nostra vita, comune a molte donne. Inoltre, abbiamo chiesto alle nostre amiche, volti noti e non, di fare dei piccoli video da mettere su Instagram in cui ognuna racconta un pensiero legato a questo periodo o ad altri periodi della sua vita, purché dia un senso bello e positivo alla vita e all’esperienza di ogni donna”.

Tutta la collezione è in vendita online e sta arrivando nei negozi in questi giorni. “Abbiamo iniziato a presentare la collezione a gennaio – spiega Parodi – ma poi si è bloccato tutto, ci sono state disdette. Essendo matricole abbiamo sofferto molto di questo ma gli abiti stanno arrivando nei negozi e ci auguriamo che le clienti vadano a conoscerli”.

Il progetto ha anche un fine lodevole. Il 10% delle vendite online sarà devoluto a Cesvi, ong di Bergamo, per sostenere il progetto di assistenza domiciliare agli anziani della città e della provincia, i più colpiti dal coronavirus. “Per noi bergamaschi è importante dare un segnale di solidarietà – sottolinea Parodi -. In questi due mesi di blocco totale ho lavorato con Cesvi perché sono loro ambasciatrice da oltre 20 anni e per la prima volta abbiamo lavorato non solo sull’Italia ma su Bergamo raccogliendo 5 milioni di euro. E’ stato un lavoro, nella drammaticità di quel momento, molto positivo. A me ha aiutato molto concentrarmi su questo per far qualcosa di utile per la città”.

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]