Le notizie di giovedì sul coronavirus in Italia

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Sono stati registrati 229 nuovi casi di contagio e 12 morti. I pazienti ricoverati in terapia intensiva scendono a 69

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati comunicati dal ministero della Salute 229 nuovi casi di contagio da coronavirus, per un totale di 242.363. I morti totali registrati sono 34.926, 12 in più rispetto a ieri. Le persone attualmente ricoverate per la COVID-19 nei reparti di terapia intensiva sono 69 (ieri erano 71) e quelle in altri reparti sono 871 (ieri erano 899); le persone testate nelle ultime 24 ore sono state 29.947, per un totale di quasi 3,5 milioni.

In Lombardia sono stati registrati 119 nuovi casi di contagio, per un totale di più di 94.700 casi totali, e i dati lombardi continuano a essere di gran lunga i peggiori in Italia: le altre regioni con il maggior incremento del numero di casi confermati oggi sono Emilia-Romagna (29), Lazio (28), Piemonte (16) e Veneto (10). Ci sono sette regioni senza nemmeno un nuovo caso: Valle d’Aosta, Umbria, Molise, Sardegna, Calabria, Puglia e Basilicata, oltre alla provincia autonoma di Trento. Le province in cui l’aumento dei casi di contagio nelle ultime 24 ore è stato più alto sono Milano (35), Roma (30), Bergamo (28), Mantova (15), Brescia (14), Bologna (14), Padova (6), Monza Brianza (6) e Torino (6).

Questi, comunque, sono numeri da prendere con estrema cautela: in Italia, così come in moltissimi altri paesi del mondo, il numero dei casi positivi accertati comprende solo le persone che sono risultate positive al tampone, ma non le centinaia di migliaia di persone che hanno contratto il virus e non hanno mai fatto il test, e che quindi non sono mai rientrate nei conteggi ufficiali. Un discorso simile si deve fare per il numero dei morti, e anche il numero dei guariti e dimessi deve essere preso con le molle (qui c’è la spiegazione lunga sui numeri e sulle necessarie prudenze da avere nell’interpretarli).

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Le altre notizie di oggi
Andrea Dini, proprietario della società Dama S.p.A. e cognato del presidente della Lombardia Attilio Fontana, è indagato dalla procura di Milano per la storia della fornitura di camici ottenuta senza appalto, raccontata il mese scorso dalla trasmissione Report. L’ipotesi di reato è di “turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente”, ed è indagato anche il direttore generale di Aria, la centrale acquisti della Lombardia, Filippo Bongiovanni. Mercoledì la Guardia di Finanza ha acquisito i documenti della Regione relativi all’operazione.

La vicenda in questione riguarda una commessa da circa mezzo milione di euro per una fornitura di camici, la cui necessità era dovuta all’emergenza coronavirus, che Dama, società che controlla il marchio di abbigliamento Paul & Shark, aveva ottenuto senza gara di appalto a metà aprile. La fornitura era successivamente stata trasformata in una donazione, ma soltanto dopo che la trasmissione aveva iniziato a indagare sulla vicenda. La moglie di Fontana, sorella di Dini, ha una quota pari al 10 per cento di Dama.

L’osservatorio di Federalberghi, associazione di categoria degli albergatori italiani, ha diffuso i dati sulle presenze nelle strutture nello scorso mese di giugno: a causa dell’emergenza coronavirus, è stato stimato un calo dell’80,6 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La diminuzione delle presenze è sta molto più marcata (-93,2 per cento) per quanto riguarda i turisti provenienti dall’estero rispetto a quelli interni, comunque molto alta (-67,2 per cento). Secondo Federalberghi, a causa di questo calo di arrivi, sono stati persi 110 mila posti di lavoro stagionali (il 58,4 per cento di contratti in meno rispetto a giugno 2019) e 140mila sono a rischio nell’intera stagione estiva. L’83,4 per cento delle strutture interpellate dall’associazione di categoria prevede che il proprio fatturato verrà più che dimezzato rispetto al 2019.

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Il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, parlando a Centocittà su Rai Radio1, ha detto che il governo italiano è «in prima linea sia sul vaccino contro il SARS-CoV2 che sui farmaci sperimentali. Ci auguriamo – ha spiegato – che il risultato di AstraZeneca, già in fase 3, venga validato in tempi rapidi e garantiamo agli italiani che avremo disponibilità come primi del vaccino efficace». Manfredi poi, a proposito delle attività di ricerca, ha detto che «c’è sempre l’alea (cioè il rischio, la possibilità che qualcosa vada male, ndr), ma ci auguriamo che vada tutto bene».

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La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, invece, in un’intervista ad Agorà su Raitre ha detto: «Il rischio di un autunno caldo è concreto perché noi a settembre vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica che ha colpito le aziende». La ministra ha poi aggiunto: «Vediamo negozi chiusi, vediamo cittadini che non hanno la disponibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il governo ha cercato di andare incontro a queste esigenze e necessità, ma, ripeto, il rischio di un autunno caldo è concreto». La ministra, già oggi, ha ravvisato «un atteggiamento di violenza nei confronti delle nostre forze di polizia a cui deve andare il ringraziamento mio e quello di tutti gli italiani perché garantiscono l’ordine democratico e la sicurezza dei cittadini».

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[ Fonte articolo: ilpost ]

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