Lazio, Inzaghi: "Non siamo più spensierati e sereni"

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Il tecnico guarda in casa per cercare di capire cosa non sta funzionando: "Dobbiamo pensare soltanto a noi stessi, senza guardare le altre, anche se sappiamo che giocando ogni due giorni le prestazioni non possono essere quelle di prima. Con il Sassuolo sarà una partita impegnativa. Leiva, Cataldi e Milinkovic-Savic non stanno bene. A Lecce dovevamo comunque vincere"

ROMA – "Non siamo più spensierati, non siamo sereni". Simone Inzaghi e la Lazio fanno i conti con un concetto che sembrava ormai distante: la pressione. I biancocelesti hanno lasciato fuggire la Juventus a +7 e ora rischiano anche di perdere il secondo posto, con la rampante Atalanta che post-Covid non sbaglia un colpo. Alla vigilia di una delicatissima sfida con il lanciatissimo Sassuolo, Inzaghi mette in guardia i suoi: "Non dobbiamo guardare le altre ma soltanto noi stessi, anche se sappiamo che giocando ogni due giorni le prestazioni non possono essere come prima, ma vale per noi e per gli altri. Dobbiamo giocare come facevamo prima. Abbiamo parlato tanto in questi giorni, abbiamo difficoltà oggettive e magari qualche svista arbitrale che ci ha condizionato nelle ultime uscite. Ma non deve essere un alibi. Ci attende un'altra partita molto impegnativa che dovremo affrontare al meglio".

La conta dei sopravvissuti

A rendere ancora più complicate le scelte del tecnico, una lunga serie di problemi fisici: "Abbiamo ancora la seduta di oggi per valutare. Come avevo detto dopo Lecce, in altre situazioni Leiva e Cataldi non sarebbero venuti nemmeno in trasferta. Rimane il problema abbastanza importante di Milinkovic-Savic al polpaccio, anche ieri è rimasto a riposo, vedremo oggi come sta. Se ci sarà bisogno farò giocare qualche Primavera che potrà darci una mano". Non ci sarà di sicuro Correa, lasciando l'attacco ridotto all'osso: Caicedo-Immobile e il giovane Adekanye. "Joaquin ha tanta voglia di darci una mano prima che finisca il campionato, vorrebbe rientrare al più presto. Se lo avessimo avuto contro il Lecce ci avrebbe dato una grande mano". Il tecnico torna, con un pizzico di amarezza, sul ko del Via del Mare: "Nonostante le assenze, una squadra come la nostra doveva portare a casa il match di Lecce. Andava svolta diversamente: eravamo in controllo e non si possono concedere determinati gol".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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