"Perché chi ci governa non sa risolvere nulla". Feltri tombale:  con Venezia affonda tutta l'Italia

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La storia della repubblica di Venezia dovrebbe essere nota a tutti invece ho l’ impressione che la conoscano in pochi. Non parliamo poi del periodo cosiddetto ducale, quando il pallino era nelle mani del Doge. Si dà il caso che per secoli e secoli la cosiddetta Serenissima fu un esempio chiaro di buon governo, di efficienza. Ovvio che i cittadini veneti la rimpiangano e chiedano l’ autonomia, cioè la possibilità di amministrarsi senza subire ingerenze dello Stato unitario, ossia di Roma ladrona. Abituati bene per centinaia di anni è fatale che disprezzino l’ attuale regime.

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Anche un tempo lontano la laguna presentava problemi gravi, tuttavia i vecchi capoccia politici, essendo lungimiranti, li risolvevano ancor prima di affrontarli. Avevano dimestichezza con le loro terre e le loro acque ed erano in grado di tenerle sotto controllo. Cosa che oggi non avviene più a causa della sciatteria di coloro che hanno pubbliche responsabilità, gente priva di competenze in materia di salvaguardia del territorio. Gli abitanti di quei luoghi sono consapevoli dell’ inettitudine del nostro esecutivo e pretendono giustamente di badare a se stessi senza la mediazione dispersiva di ministri centrali che non hanno mai messo piede a Venezia se non quali turisti distratti. Recentemente si è svolto un referendum finalizzato a concedere al Veneto (e alla Lombardia, altra regione virtuosa) l’ opportunità di provvedere a gestirsi in proprio, spendendo gli introiti fiscali secondo le esigenze locali. Lo Stato fa orecchie da mercante e briga per seguitare a incassare i cespiti e a sperperarli per assistere masse di nullafacenti. Cosicché di fronte a una inondazione quale quella in corso, la più bella città del mondo non ha i soldi per essere autosufficiente e dipende dai ricettatori della Capitale.
La vicenda del Mose, in ballo da decenni, una grande opera diretta appunto dallo Stato, è la prova provata del disastro italiano provocato da individui che non sono pratici delle vicende drammatiche del Nordest. Sventolare la bandiera di San Marco è il minimo che rimane ai veneti, e noi siamo dalla loro parte. Viva l’ autonomia del Leone e abbasso i manutengoli della politichetta nazionale. Quanto al ministro Boccia, gli consigliamo, prima di parlare, di studiare la storia di Venezia e della sua augusta cittadinanza.

di Vittorio Feltri

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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