Arcelor Mittal, la procura di Milano apre un fascicolo: "Va tutelato l'interesse pubblico"

0

Al centro dell’inchiesta il contratto di affitto. Mittal comunica la sospensione delle attività nello stabilimento di Taranto, azienda convocata al Mise oggi per parlare delle chiusure degli altiforni. I commissari ex Ilva, intanto, depositano il ricorso che chiede il rispetto dell’accordo

Condividi

La Procura di Milano irrompe nel caso ArcelorMittal aprendo uno scenario penale, al momento appena abbozzato perché senza reati né indagati, ed entrando nel giudizio civile come portatrice del “pubblico interesse”. Una sorta di doppia tenaglia sul gruppo franco – indiano a carico del quale potrebbero essere ipotizzati reati di natura commerciale – societaria per la fuga dalle acciaierie pugliesi. Il procuratore Francesco Greco ha delegato il Nucleo Economico della Guardia di Finanza a svolgere “accertamenti preliminari” per verificare “l’eventuale sussistenza di reati”.

Inedita, pur se con dei precedenti, la veste indossata dalla Procura nel giudizio civile nato dall’atto di citazione con cui la multinazionale chiede il recesso dal contratto di affitto. Greco ritiene che l’intervento da lui definito un “diritto – dovere” sia necessario per “la tutela di un interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazionali, alle necessità economico – produttive del paese, agli obblighi del processo di risanamento”. “Ci sono dei precedenti in ‘Mani Pulite – spiega all’Agi il procuratore – come quando si accese un faro su Mediobanca”.

A occuparsi di entrambi i fronti, coordinati  da un magistrato esperto come Maurizio Romanelli, saranno i pm Stefano Civardi e Mauro Clerici, i primi ad avviare le inchieste sulle attività estere della famiglia Riva, che portarono al sequestro di 1,3 milioni  in una ‘cassaforte’ del Jersey, poi svincolati per la bonifica dello stabilimento di Taranto. L’ultimo atto di una lunga serie di procedimenti era stata, il 6 luglio di quest’anno, l’assoluzione dal reato di bancarotta per Fabio Riva,  a capo del gruppo siderurgico insieme al padre Emilio e al fratello Nicola.

Sul piano penale, la procura intende accertare se in sede di esecuzione del contratto di affitto, da cui Mittal vuole recedere – siano state poste in essere condotte rilevanti sul piano penale che abbiano causato l’eventuale depauperamento del ramo d’azienda.

Sempre negli uffici milanesi, oggi è stato depositato anche il ricorso d’urgenza dei Commissari straordinari dell’ex Ilva, la contromossa per bloccare l’addio della controparte. Già lunedì il giudice Claudio Marangoni potrebbe fissare la data della prima udienza. Per il momento invece resta silente la Presidenza del Consiglio che, in linea teorica, potrebbe affiancare la Procura.

Arcelor Mittal comunica la sospensione delle attività nello stabilimento di Taranto
Con una lettera indirizzata a governo e istituzioni di Taranto, Arcelor Mittal ha comunicato la sospensione delle attività dello stabilimento di Taranto e delle centrali elettriche “con modalità atte a preservare la integrità degli impianti in pendenza della retrocessione dei rami d’azienda”. Lettera dove riepiloga e dettaglia le date della fermata, che coinvolgerà dal 13 dicembre e sino a metà gennaio, i tre altiforni, e spiega inoltre le procedure che eseguirà per la messa in sicurezza degli impianti. E Arcelor chiarisce che “rimangono parzialmente escluse dall’attività di fermata, l’area produzione gas tecnici, il cui funzionamento è necessario per garantire la messa in sicurezza degli altri impianti grazie alla produzione di gas inerte (azoto); l’area distribuzione energie che assicura la gestione delle reti gas e delle reti elettriche; l’area distribuzione e trattamento acqua di raffreddamento agli impianti e il trattamento dei reflui”. Precipita, dunque, la situazione per le acciaierie di Taranto, con un percorso che si avvia rapidamente verso una soluzione quasi certamente non pacifica tra le parti. 

Incontro al Mise
Le parti dovrebbero incontrarsi proprio oggi pomeriggio al Mise per parlare della crisi dello stabilimento ex Ilva di Taranto con sindacati ed azienda. L’incontro era stato convocato dopo la comunicazione ai sindacati, ieri, da parte di Arcelor Mittal, delle date di spegnimento degli altiforni entro il 15 gennaio. L’azienda sarebbe tecnicamente tenuta a partecipare all’incontro al Mise dove ci saranno anche i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Per Arcelor Mittal dovrebbe essere presente l’amministratrice delegata, Lucia Morselli. Ma al momento il condizionale è d’obbligo.

Vietati i commissari
​Ad alimentare il livello di tensione, già altissimo sulla vicenda aveva contribuito, questa mattina, il divieto di ArcelorMittal ad effettuare le ispezioni dei commissari all’interno dell’azienda. Una decisione commentata negativamente anche da Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico: “Oggi ci sarà un incontro con l’azienda chiesto dei sindacati”, ma sempre “oggi l’azienda ha vietato le ispezioni ai commissari. Credo sia un fatto gravissimo che dovrà avere un’adeguata risposta” ha detto il ministro a margine dell’inaugurazione dell’elettrodotto Terna Italia Montenegro.

La rabbia della sottosegretaria
Sulla vicenda interviene con fermezza la sottosegretaria allo Sviluppo economico ed esponente di Base Riformista, Alessia Morani: “Non consentiremo in nessun modo ad Arcelor Mittal di depredare la più grande impresa dell’acciaio italiana ed europea. Arcelor Mittal sta mettendo in atto azioni del tutto illegittime impedendo addirittura anche le ispezioni dei commissari. Sappiano che impediremo lo spegnimento degli altiforni perché l’ex Ilva è un patrimonio nazionale e nessuno deve permettersi di usarla per fare speculazioni”.

Landini preme sul governo
“Su Ilva il Governo deve superare qualche ritardo. E soprattutto, se si chiede ad Arcelor Mittal di rispettare gli accordi sottoscritti, anche il Governo deve farlo”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “Con Uil e Cisl stiamo parlando delle iniziative comuni da intraprendere”. “All’Arcelor Mittal, diciamo che ha avuto in affitto l’Ilva dopo aver vinto una gara e non può decidere ora di chiuderla dopo aver firmato accordi che prevedevano anche investimenti. Tra l’altro credo che non possa esserle neanche permesso”. “Quando l’Arcelor prese in affitto l’Ilva, l’azienda stava bene e oggi non possiamo accettare che se ne vada così. Discutiamo sui tempi ma non sul disimpegno da Taranto, così come da Genova e Alessandria; in questa vertenza non sono solo in discussione migliaia di posti di lavoro, ma anche un’idea di sistema industriale. Con l’acciaio si fa tutto”.

[ Fonte articolo: Rai News ]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.