ArcelorMittal deposita in tribunale l'atto per il recesso dal contratto

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Conte vede gli eletti pugliesi del M5s, resta il nodo dello scudo penale. Scontro tra il premier e l’ex ministra Barbara Lezzi. Sindacati di base: il 29 novembre sciopero e manifestazione Taranto. Arcelor Mittal ferma produzione a Cracovia da 23 novembre

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I legali di ArcelorMittal hanno depositato all’iscrizione a ruolo in Tribunale a Milano l’atto di citazione per il recesso del contratto di affitto, preliminare all’acquisto, dell’ex Ilva. Ora il procedimento passerà al presidente del Tribunale Roberto Bichi, che provvederà ad assegnarlo ad una delle due sezioni specializzate in materia di imprese. Con il ricorso, notificato una settimana fa agli ex commissari Ilva, ArcelorMittal, tramite i suoi avvocati, chiede “in via principale, di accertare e dichiarare l’efficacia del diritto di recesso dal contratto di affitto con obbligo di acquisto di rami d’azienda” dell’ex Ilva, compreso lo stabilimento di Taranto “sottoscritto inter partes il 28 giugno 2017” come dichiarato dal gruppo franco-indiano il 4 novembre scorso.

Domani presidente del Tribunale assegnerà la causa
Il presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi,  assegnerà domani, secondo dei rigidi criteri tabellari, il procedimento a una delle due sezioni specializzate in materia di imprese. 

Conte vede eletti pugliesi M5s, resta il nodo scudo penale
Si è svolta stamane, di primo mattino, una riunione del premier Giuseppe Conte con i parlamentari pugliesi del M5S sul dossier dell’ex Ilva. All’incontro hanno preso parte i ministri Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli e Federico D’Incà. I toni si sarebbero accesi sulla questione della possibile reintroduzione di uno scudo per Arcelor Mittal, tema su cui molti parlamentari M5S fanno muro.

Lo scontro con l’ex ministra Lezzi
Alta tensione, a quanto apprende l’Adnkronos, tra il premier Giuseppe Conte e la senatrice pugliese Barbara Lezzi, questa mattina a Palazzo Chigi durante la riunione sull’ex Ilva. La senatrice leccese si è intestata nelle settimane scorse la battaglia parlamentare che ha portato alla cancellazione dello scudo penale nel dl imprese, tra le motivazioni in seguito addotte da AncelorMittal per recedere dal contratto sull’ex Ilva. Questa mattina, durante la riunione a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha tentato di ragionare sulla possibilità di reinserire lo scudo penale, “così da togliere ogni alibi – avrebbe spiegato il premier ai presenti – ad AncelorMittal, anche in vista della battaglia legale che ci attende”. Ma Lezzi, già ministra nel primo governo Conte, sarebbe stata fermissima sul punto: “Non lo voterò mai, puoi scordartelo”. Il premier avrebbe chiesto a Lezzi come faccia a non capire le ragioni dietro le quali si muove il governo, pronto a battere ogni strada pur di risolvere la situazione di Taranto. 

Gualtieri: Ilva deve continuare a produrre
“Vogliamo il ripristino degli approvvigionamenti, l’Ilva deve continuare a produrre e il governo è impegnato collegialmente per questo obiettivo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel corso dell’audizione sulla manovra in Senato, sottolineando che “gli obiettivi di bonifica sono tanto più realizzabili quanto più va avanti il piano industriale, sono strettamente legati”. Il tema all’ordine del giorno per l’ Ilva non è la nazionalizzazione, ma “il rispetto degli accordi e l’individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio, anche per il conseguimento degli obiettivi di bonifica” ha aggiunto il ministro. “Piano industriale e ambientale sono strettamente collegati, si deve puntare al ripristino degli approvvigionamenti e che l’Ilva continui a produrre. Il governo è impegnato collettivamente e collegialmente a questo obiettivo”. Gualtieri ha poi ribadito la necessità di avviare un dialogo: “C’è un lavoro importante condotto dal premier in persona, che testimonia l’importanza che il governo dà alla vicenda. Occorre avviare un dialogo. Il governa deve mettere in campo strumenti una siderurgia a Taranto moderna,competitiva e ambientalmente sostenibile”.

Ipotesi rafforzo presidi sanità a Taranto
E’ allo studio del ministero della Sanità, a quanto si apprende, un rafforzamento dei presidi del servizio sanitario nazionale sul territorio di Taranto. Il ministro Roberto Speranza potrebbe portare la proposta, su cuisi sta lavorando in queste ore, sul tavolo del Consiglio dei ministri di giovedì, nel quale il premier Conte vuole avviare una discussione sul cosiddetto “cantiere Taranto”.

Boccia (Confindustria): l’Italia non può fare a meno dell’Ilva
L’Ilva “potrebbe tra l’altro essere una grande occasione per riparlare di sviluppo del Paesee del Mezzogiorno” afferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sottolineando che “non si può fare a meno dell’Ilva, perché è una parte fondamentale della siderurgia italiana”. “Serve molta parte dell’industria italiana – ha aggiunto – e se vogliamo mantenere una posizione di rilievo della questione industriale europea, essendo noi tra l’altro la seconda manifattura d’Europa, (l’Ilva) è un elemento imprescindibile”.

Usb, il 29/11 sciopero e manifestazione Taranto
L’Usb ha proclamato lo sciopero generale nazionale per tutta la giornata di venerdì 29 novembre,con manifestazione nazionale a Taranto, “perché il ricatto che si vuole far ingoiare ai lavoratori dell’ex ILVA è lo stesso ricatto che usano contro tutti i lavoratori ogni giorno”. Lo annuncia un comunicato il sindacato secondo cui “a Taranto va in scena l’ennesima rapina utilizzando il ricatto del lavoro. Come già accaduto nelle ferrovie, nelle autostrade, nelle tlc e come sta accadendo in Alitalia si vogliono regalare miliardi pubblici alle multinazionali italiane o straniere, facendo perdere al paese quel poco che rimane della sua vocazione industriale”.

Fim, Fiom e Uilm hanno risposto ad ArcelorMittal e per conoscenza all’Ilva in amministrazione straordinaria chiedendo “un incontro urgente e un confronto per discutere sulle prospettive e sul rispetto degli accordi e impegni assunti”. Il tavolo – sostengono i sindacati – deve svolgersi al Mise dove ha avuto luogo la procedura sulla cessione del ramo di azienda ad ArcelorMittal (ex art.47) che si è conclusa con l’accordo del 6 settembre 2018.  Le federazioni dei metalmeccanici “esprimono valutazioni diverse da quelle sostenute sulla sussistenza delle condizioni giuridiche per la rescissione del contratto di affitto e quindi per la procedura di retrocessione dei relativi rami d’azienda in capo ad Ilva, come già espresso dai commissari straordinari”.

Arcelor Mittal ferma la produzione a Cracovia dal 23 novembre
Intanto Arcelor Mittal ha deciso di procedere con il blocco della produzione a Cracovia. Lo annuncia l’azienda sul suo sito polacco, ricordando che si tratta di una decisione presa a maggio scorso e che sarebbe dovuta partire a settembre,ma che era stata rinviata. Arcelor Mittal Polonia, si legge nella nota, “è costretta a interrompere temporaneamente le operazioni primarie a Cracovia il 23 novembre”. Si ripartirà, prosegue la nota, “quando le condizioni del mercato miglioreranno” a sufficienza.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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