Doping, positiva paralimpica Martina Caironi: fu portabandiera a Rio 2016

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L'azzurra, oro sui 100 piani alle Olimpiadi di Londra 2012 e a quelle brasiliane di tre anni fa, positiva ad uno steroide anabolizzante: ''E' una crema che uso per ferite da protesi''

Un'applicazione di Trofodermin, una pomata cutanea contenente, tra suoi principi attivi, anche il Clostebol, uno steroide anabolizzante. La carriera di Martina Caironi, due ori paralimpici nei 100 metri per amputati a Londra 2012 e Rio 2016 (in Brasile fu anche portabandiera della spedizione azzurra) è a un bivio. Doping oppure una semplice negligenza? O, anche, niente di tutto ciò, ma solo un grave, terribile errore?

Caironi si è giustificata così: "La crema è stata acquistata nel gennaio 2019 per ulcera all'apice del moncone che avevo da tre mesi. In gennaio ho chiesto al medico federale la possibilità di usare questa crema. Mi è stato detto che non era necessario il Tue (l'autorizzazione all'uso del farmaco per fini terapeutici) per le quantità basse. Tanto che a luglio il test antidoping è risultato negativo. Ma la ferita si è aperta altre due volte. Per questo ho ritenuto di poter continuare in piccole dosi, sicura di non incorrere in alcun tipo di infrazione. Una posizione che mi ha portato all'ultimo controllo antidoping a dichiarare tale sostanza".

Il controllo, lo scorso 17 ottobre, è stato effettuato nell'abitazione dell'atleta. Un controllo a sorpresa, come da prassi. La 30enne, come spiega il suo entourage, ha dichiarato l'assunzione della sostanza, certa della propria buonafede. "Avevamo controllato il foglietto illustrativo, effettivamente parlava di prodotto potenzialmente dopante, per questo abbiamo chiesto informazioni al medico federale". Caironi avrebbe dovuto partecipare ai Mondiali di atletica paralimpica, al via stamane a Dubai. La sue sospensione, comminata dal Tribunale nazionale antidoping, restringe a 16 elementi la squadra azzurra.

 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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