Arcelor Mittal, Conte convoca vertici dell'azienda. Renzi smentisce ipotesi cordata Jindal-Cdp

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Il caso “è di massima priorità per il governo” dice il premier che vedrà i vertici di Mittal domani alle ore 11. Il nodo è lo scudo penale, per Patuanelli si tratta di “un alibi”. Infuria la polemica politica, lanciano l’allarme Federacciaio e sindacati: no alla chiusura. Interviene il governatore Emiliano: “La fabbrica è totalmente illegale”.  Consiglio di fabbrica in corso a Taranto. Giovedì o venerdì in Italia il Ceo di JSW

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Matteo Renzi smentisce di essere al lavoro per una cordata alternativa ad Arcelor Mittal per la gestione degli ex stabilimenti dell’Ilva di Taranto, che coinvolgerebbe Jindal e Cdp.  La notizia era stata riportata da Repubblica secondo cui il leader di Italia Viva  “è già al lavoro per un’alternativa: una sorta di replica della cordata che, ai tempi del governo Gentiloni, aveva perso la gara contro Arcelor Mittal”. La cordata prevederebbe dentro Sajjan Jindal, già proprietario delle ex Acciaierie Lucchini di Piombino (nel Cda c’è l’amico fraterno del leader di Italia Viva Marco Carrai), il gruppo Arvedi di Cremona e Cassa Depositi e Prestiti”. 
 
Secondo varie ricostruzioni di stampa, la strategia dell’ex premier ma anche di ambienti del governo sarebbe a questo punto di reintrodurre attraverso un decreto uno scudo penale erga omnes per togliere “ogni alibi”, sarebbe il ragionamento di Renzi con i suoi, a Arcelor Mittal e a quel punto procedere con altri possibili investitori.

La smentita di Renzi
“Io non sono al lavoro per una cordata. Su queste vicende il populismo arriva al punto di negare la realtà”. Lo ha detto Matteo Renzi a In Viva Voce, su Radio 1 Rai, rispondendo a una domanda sul suo presunto impegno per trovare una cordata alternativa per Ilva nella società Jindal. 

Renzi: stiamo con Conte, onorino contratto
“#Ilva. Togliamo alibi a Mittal e noi siamo pronti su scudo penale (eliminato da Governo precedente). Ma quando Conte dice che Mittal DEVE onorare il contratto, noi stiamo con il premier. Se recede paga Mittal, non lo Stato. Stiamo con chi cerca lavoro non con chi cerca visibilità”. Così su Twitter Matteo Renzi.

Enrico Rossi: Jindal non interessata a Taranto
“Preoccupato delle eventuali ripercussioni negative su Piombino di un possibile intervento di Jindal sulle acciaierie di Taranto, di cui parla oggi un giornale, mi sono interessato per fare una verifica. Al momento non risulta esservi né un avvio di discussione né una volontà in tal senso da parte del gruppo Jindal, che invece conferma l’intenzione di intervenire su Piombino con la presentazione nei primi mesi del nuovo anno del progetto per la realizzazione dei forni elettrici, impegno e scadenza in cima alle preoccupazioni di tutti”. Così il presidente della Toscana, Enrico Rossi.

Sajjan Jindal giovedì in Italia
Sajjan Jindal, presidente e amministratore delegato del gruppo siderurgico indiano JSW, arriva in Italia giovedì. Secondo fonti vicine al dossier, il patron di Jsw, protagonista del passato negoziato per rilevare l’Ilva, poi promessa ad ArcelorMittal, sarà a Piombino dove il suo gruppo ha rilevato le ex acciaierie Lucchini. Sajjan Jindal, secondo altre fonti potrebbe incontrare venerdì i commissari straordinari dell’ex Ilva. 

Consiglio di fabbrica in corso a Taranto
È in corso a Taranto la riunione del consiglio di fabbrica per decidere iniziative di mobilitazione dopo la decisione di ArcelorMittal di uscire dalla gestione del gruppo siderurgico, che comprende il siderurgico di Taranto, riconsegnando nell’arco di 30 giorni ai commissari dell’amministrazione straordinaria Ilva sia gli impianti che il personale, 10.700 lavoratori assunti un anno fa, di cui 8.200 a Taranto. Fonti sindacali affermano che il dibattito con gli interventi è in corso e al momento nessuna decisione su quale iniziativa assumere è stata presa. La situazione è molto critica, commentano le fonti.

Gualtieri: whatever it takes per evitare esito drammatico
“Penso che un paese serio debba fare tutto il possibile e il necessario per evitare quello che sarebbe un esito negativo drammatico”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso dell’audizione sul dl fisco, rispondendo a domande dei deputati sulla situazione dell’ex Ilva. “Mi è piaciuto il titolo di un quotidiano che ha citato le parole dell’ormai ex presidente della Bce, Mario Draghi: whatever it takes…”.

Patuanelli: Arcelor Mittal ha sbagliato il piano industriale
“Arcelor Mittal ha deciso di andarsene da Taranto ancora prima” del cambio di governance che “ha il compito di traghettare la proprietà indiana fuori” dall’Ilva. Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che su Facebook attacca: “Il piano industriale dell’azienda è stato disatteso nei numeri, nella prospettiva di rilancio e non ha proiezione futura. Questo per via di errori macroscopici delle figure apicali e di contingenze macroeconomiche legate al mercato dell’acciaio” dazi, calo produttivo in Germania, crisi dell’automotive”, afferma Patuanelli.

“Arcelor Mittal voleva andare via da tempo”
“Questa notte è stato depositato da Arcelor Mittal, presso il Tribunale di Milano, un atto di citazione nei confronti dei Commissari straordinari, sottoscritto da sette legali e composto da 37 pagine e 37 allegati. Questo a dimostrazione che da settimane, forse da mesi, l’azienda preparava l’abbandono dell’area”. Lo scrive su facebook il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli, che parla di multinazionale che “accampa scuse strumentali e prende in giro lo Stato”.

Conte: pretendiamo chiarezza e rispetto impegni presi 
“Pretendiamo chiarezza e il rispetto degli impegni contrattuali. Si viene in Italia, si vince una gara e si rispettano i termini contrattuali indicati nel bando. Saremo inflessibili. Non si può pensare di cambiare una strategia imprenditoriale adducendo a giustificazione lo scudo penale che peraltro non è previsto contrattualmente”. È quanto dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che interviene a margine dell’inaugurazione del 157simo anni accademico del Politecnico di Milano parlando della situazione legata all’ex Ilva e all’incontro in programma con ArcelorMittal. Il premier annuncia anche che pretenderà in quanto Capo del Governo “che siano rispettati gli impegni per quanto riguarda le bonifiche ambientali”, un tassello giudicato da Conte “fondamentale della complessa strategia imprenditoriale per quella comunità e per quel polo siderurgico”. In sintesi, la priorità dell’Esecutivo è quella di stare a fianco dei lavoratori. “A noi preme non solo che sia assicurata la continuità a questi investimenti produttivi ma sia rispettato il livello occupazionale”, dice Conte, perché “non sono solo in gioco 9.000 famiglie ma c’è tutto un indotto molto più cospicuo e noi faremo di tutto per difendere questi investimenti e questa comunità di persone”.

Codacons denuncerà ArcelorMittal per tentata estorsione
“Non si può subordinare la chiusura, l’apertura di un’impresa o la rescissione di un contratto alla modifica di una legge dello Stato o per impedire un provvedimento legittimamente adottato da un magistrato penale, perché tale minaccia può configurare un tentativo di estorsione e una violenza ad un organo collegiale”. Lo afferma il Codacons che preannuncia per domani una denuncia nei confronti di ArcelorMittal. Il Codacons rappresenta nei procedimenti aperti a Taranto numerosi cittadini che si ritengono danneggiati dall’Ilva. “Se l’azienda confermerà la rescissione del contratto come conseguenza dell’eliminazione dello ‘scudo penale’ ci troveremmo di fronte non solo ad un atto illegittimo, ma ad un tentativo di estorsione ai danni dello Stato, un ricatto sulla pelle di migliaia di lavoratori e dell’economia italiana – sostiene il Codacons -. Per tale motivo e pur confermando l’esigenza di chiudere la fabbrica finché continua a produrre morti e distruzione ambientale, presenteremo domani una formale denuncia alle Procure di Roma e Taranto affinché aprano una indagine su ArcelorMittal per eventuali fattispecie penalmente rilevanti quali violenza a organo collegiale e tentativo di estorsione ai danni del Governo”.

Incontro Conte-Arcelor Mittal mercoledì alle ore 11
Ieri, al termine di una giornata convulsa, iniziata con la doccia fredda dell’annuncio del ritiro dall’ex Ilva di Taranto di ArcelorMittal, il premier Giuseppe Conte aveva convocato i vertici dell’azienda. L’incontro avrebbe dovuto tenersi oggi pomeriggio, ma a fronte delle spaccature emerse nella maggioranza, il Consiglio dei Ministri lo ha rinviato a mercoledì alle ore 11. Il nodo è lo scudo penale, senza il quale, sostiene il colosso siderurgico angloindiano, “non è possibile attuare il nostro piano ambientale”. 

“Il governo non consentirà la chiusura dell’Ilva” aveva detto Patuanelli al termine del vertice a Palazzo Chigi, aggiungendo che “non esiste diritto di recesso” (punto contestato dall’azienda, che sostiene che nell’intesa con il governo la clausola è prevista, ndr). E che lo scudo legale reclamato da ArcelorMittal “è la foglia di fico”.  A chi gli chiede quale sia il vero problema dell’azienda: “E’ evidente, anche dai cambi di governance, che la governance che aveva seguito gli impianti fino a ora non ha funzionato”. 

 

[ Fonte articolo: Rai News ]

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