Fmi: l'Italia continua ad avere un problema di debito troppo elevato, serve riduzione credibile

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Per il Fondo Monetario Internazionale l’Italia necessita di un piano credibile nel medio termine. Secondo Mario Draghi, presidente uscente della Bce, nell’area euro è fondamentale accelerare l’attuazione delle riforme strutturali 

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di Tiziana Di Giovannandrea Il Fondo Monetario Internazionale, dopo aver lanciato l’allarme sui dazi considerandoli una minaccia per la ripresa, è intervenuto sull’Italia sostenendo che il paese continua ad avere un problema di debito troppo elevato e quello che serve è “un piano credibile nel medio termine” per la sua riduzione. Questo è ciò che afferma Pol Thomsen, responsabile del Dipartimento europeo del Fmi, il quale ritiene che l’Italia soffra di una “crescita molto bassa da decenni” e continui a mostrare “problemi fondamentali di bassa produttività”. Sono necessarie, tra le misure da portare a termine, la riforma del mercato del lavoro e l’ammodernamento della pubblica amministrazione. 

Da parte sua Mario Draghi, presidente uscente della Bce, nel discorso depositato all’Imfc, il Comitato che gestisce il Fmi, afferma che “i rischi alle prospettive di crescita dell’area euro sono al ribasso” e sono legati “alla prolungata presenza di incertezze” dovute a fattori geopolitici, alla minaccia crescente di protezionismo e alle debolezze sui mercati emergenti. Inoltre Draghi afferma che in un contesto di debolezza economica “i governi con spazio di bilancio che si trovano ad affrontare un rallentamento devono agire in modo efficace e tempestivo”. Di fatto “l’attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’area euro deve essere sostanzialmente accelerata”. 

Draghi tiene a sottolineare che tutte le misure varate dalla Bce sono state decise per sostenere la crescita: “Il pacchetto completo di decisioni di politica monetaria varato dalla Bce fornisce un notevole stimolo monetario per garantire che le condizioni finanziarie rimangano molto favorevoli e sostengano l’espansione dell’area dell’euro e la convergenza dell’inflazione verso gli obiettivi di medio termine”. Draghi ha poi aggiunto: “Il Consiglio direttivo continua a essere pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, a seconda dei casi, per garantire che l’inflazione si muova verso il suo obiettivo in modo sostenuto”.

Inoltre l’indipendenza della Banca Centrale, per il presidente uscente, è cruciale per la credibilità: “Un importante fattore istituzionale per la stabilità monetaria e finanziaria a livello mondiale è l’indipendenza della Banca Centrale, unita alla piena responsabilità nei confronti dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti”. “Attualmente, – ha aggiunto Draghi – l’indipendenza della Banca Centrale è messa in discussione in una serie di grandi economie di mercato avanzate ed emergenti. E’ quindi importante ricordare che la credibilità di una Banca Centrale e, in ultima analisi, il successo del suo mandato dipende dalla sua capacità di scegliere autonomamente le politiche appropriate”. 

Bce: Consiglio europeo nomina ufficialmente Lagarde presidente
I capi di Stato e di governo europei hanno approvato la nomina dell’ex presidente del Fmi, Christine Lagarde, a capo della Banca centrale europea. “Ringrazio sinceramente i leader europei”, ha affermato Lagarde in un tweet. “Non vedo l’ora di lavorare con persone di talento per mantenere stabili i prezzi e proteggere le banche”. Il Consiglio europeo riunito a Bruxelles aveva precedentemente formalizzato la sostituzione dell’italiano Mario Draghi dal 1 novembre “per un mandato non rinnovabile di otto anni”, si legge in una nota. Sia la Bce che il Parlamento europeo hanno espresso parere favorevole alla richiesta. 

[ Fonte articolo: Rai News ]

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