Scontri, barricate e incendi a Barcellona. Oltre mezzo milione in piazza

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La polizia nazionale carica per disperdere i manifestanti violenti, usati anche lacrimogeni e proiettili di gomma 

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Ancora scene di guerriglia urbana a Barcellona, cinque giorni dopo le condanne inflitte ai leader separatisti. Lanci di oggetti di ogni genere, cassonetti incendiati e trascinati in mezzo alla strada a fare da barricata e cariche degli agenti in tenuta antisommossa per disperdere i manifestanti violenti. La polizia nazionale ha anche sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Sono le scene in arrivo dalla città catalana, dove è in corso la protesta separatista, nel giorno dello sciopero generale. 

Oltre mezzo milione di di manifestanti 
Il grosso della manifestazione, nel centro di Barcellona, si svolge invece in modo pacifico con i dimostranti arrivati da tutti i punti della Catalogna. La Guardia urbana, la polizia municipale di Barcellona, valuta in 525.000 le persone che partecipano alla protesta in corso nel centro della città. Lo riferisce La Vanguardia.

Quinto giorno di proteste, strade bloccate
A scatenare le proteste, 5 giorni fa, la condanna a 13 anni di Oriol Junqueras e degli altri leader della formazione politica secessionista Esquerra Republicana de Catalunya. Gruppi di manifestanti indipendentisti hanno bloccato diverse strade chiudendo anche quella con la frontiera francese.

Madrid: la violenza non rimarrà impunita
“Durante questa settimana ci sono stati episodi di violenza da parte di gruppi minoritari, ma ben organizzati. Le loro azioni non resteranno impunite”. Lo ha detto il ministro degli Interni spagnolo facente funzioni, Fernando Grande-Marlaska, intervenuto in una conferenza sulle proteste e gli scontri degli ultimi giorni.

Puigdemont si consegna in Belgio. Subito rilasciato
L’ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, si è intanto consegnato alle autorità belghe ma è stato poi rilasciato. In un comunicato, lo stesso Puigdemont ha spiegato che ha deciso di presentarsi volontariamente in relazione al nuovo ordine di cattura internazionale della Corte suprema spagnola. Puigdemont respinge l’ordine di arresto e si oppone a “ogni tentativo” di rimandarlo in Spagna. “Come vi ho annunciato – ha dichiarato all’uscita – mi sono messo a disposizione dei giudici. Sono comparso ora e il giudice mi ha rilasciato con l’adozione di misure cautelari, come non poter uscire  dal paese senza informarlo o chiedere il suo permesso”. Interpellato  sulle violenze scoppiate nelle strade della Catalogna, Puigdemont ha  ricordato di essersi “sempre” espresso contro la violenza. 

[ Fonte articolo: Rai News ]

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