Renzi alla Leopolda: "No all'aumento dell'Iva per non far cadere l'economia"

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All’apertura della decima edizione, l’ex premier dice: “Dimostriamo che c’è popolo vivo, vero, che in questi dieci anni ha fatto qualcosa di grande”

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di Tiziana Di Giovannandrea Matteo Renzi apre a Firenze la Leopolda 10 e dal palco dice: “Siamo vivi. Il cartello più bello è quello di Pomigliano: ‘Un’Italia viva c’è‘. Meno male che quest’anno doveva essere la Leopolda dei flop – ironizza Renzi di fronte ad una sala molto gremita – grazie a tutti quelli che hanno fatto propaganda perché non venisse nessuno. Per la prima volta abbiamo dovuto chiudere i cancelli”.

Il leader di Italia Viva decide poi di omaggiare Raffaele Cantone: “Tra le tante persone che sono passate da questo palco della Leopolda in questi dieci anni e che voglio ricordare perché ha lasciato un segno, ne scelgo una, una sola: in queste settimane ha rassegnato le dimissioni un magistrato che per anni ha lavorato con noi, Raffaele Cantone, per anni un esempio a livello internazionale nella lotta alla corruzione. Sono orgoglioso che sia stato il mio governo a dar vita all’Autorità Nazionale Anticorruzione”. Quindi ha aggiunto: “Un grande applauso dalla Leopolda per Raffaele Cantone nel momento in cui lascia l’Anac, per chi lotta davvero contro la corruzione e non fa spot, ma fa la buona politica”.

Renzi poi rivendica dal palco che alla Leopolda non ci sono ‘Yes man‘: “Oggi dimostriamo che c’è un popolo che non ha paura di dire quello che pensa e questo popolo, amici della stampa, dei talk show, c’è: può piacervi o meno ma è un popolo che c’è”. “Non è vero – aggiunge Renzi – che siamo circondati da Yes man e Signor Sì, qui c’è tanta gente libera, che ha voglia di dire quello in cui crede e provare a fare politica perché non ne può più della demagogia, del populismo, del qualunquismo che sembra avere la meglio in questo paese”.

Da Renzi arriva poi un netto diniego all‘aumento dell’Iva per non far cadere l’economia: “Chi non vuole aumentare l’Iva, non vuol far cadere l’economia: se noi lanciamo delle idee, non si può dire che lanciamo ultimatum. Per il populismo un’idea è un ultimatum, ma per chi crede nella politica l’idea è sostanza della politica” aggiungendo che “il giornalismo è una componente essenziale della democrazia. Noi difendiamo sempre i giornalisti, stare dalla parte dei giornalisti è un valore: ma non puoi arrivare ad un livello in cui il giornalista si sostituisce all’avversario politico”. 

A proposito del Governo specifica che farlo cadere un mese dopo è una schizofrenia: “Leggo di strane idee: gente che dice ‘Renzi vuol far cadere il governo’: un mese fa abbiamo fatto partire il Governo, ora se dopo un mese lo fai cadere ti ricoverano per schizofrenia. Però questo non può voler dire che se uno dice non aumentare l’Iva vuol far cadere il Governo, chi non vuole aumentare l’Iva non vuol far cadere l’economia, non vuole far entrare in crisi un paese che già sta faticando”.

Il leader di Italia Viva dice poi di combattere con il sindaco di Firenze Nardella per gli stessi valori anche se in partiti diversi: “Il fatto che non siamo nello stesso partito non significa che non abbiamo gli stessi valori”, ha detto Renzi presentando Nardella che ha così iniziato il suo intervento. “Sono venti giorni che i giornalisti mi chiedono se vado alla Leopolda: qui non ci sono avversari, gli avversari andateli a cercare nella destra sovranista di Salvini”.

La solidarietà ai curdi
Un lungo e vibrante applauso da parte dei partecipanti ha accolto l’immagine di Nasrin Abdalla, comandante curda dell’Unità di Protezione delle Donne, in collegamento video via Skype da Kobane dove in queste ora è in vigore una tregua. La combattente, visibilmente commossa, ha alzato due dita in segno di vittoria per salutare a sua volta il pubblico della convention.

“Grazie infinite per il tuo incredibile coraggio”, le ha detto Matteo Renzi dal palco. “Ci sono stati in questi giorni – ha detto Abdalla – decine di migliaia di rifugiati, e civili uccisi e mutilati. Attualmente, proprio perché continuano i bombardamenti, si usano scuole come rifugio per chi è stato costretto ad abbandonare casa”.

Renzi ha rivolto un appello agli organi di informazione: “Non mollate l’attenzione su queste donne che sono l’orgoglio dell’umanità, questa ragazza ha combattuto gli estremisti islamici e ha salvato l’Occidente”. Il sindaco di Firenze Dario Nardella, intervenuto successivamente, ha detto che “non appena finirà questa brutale guerra inviteremo nuovamente a Firenze il sindaco di Kobane, e ricostruiremo le scuole di Kobane e del Kurdistan”.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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