Da Hakan Sukur a Enes Kanter, c'è chi dice 'no' a Erdogan

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Da Hakan Sukur a Enes Kanter, c'è chi dice 'no' a Erdogan

Hakan Sukur (Foto AFP)

C’è chi dice ‘no’ all’offensiva turca nel nord della Siria, anche nel mondo dello sport. Se nei giorni scorsi avevano fatto rumore i saluti militari del romanista Under e dei giocatori della nazionale turca, nelle ultime ore sono aumentati i casi degli atleti del Paese al centro del conflitto che hanno fatto una scelta di campo diversa e per qualcuno anche più rischiosa.

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E’ proprio questo il caso di Hakan Sukur, ex bomber dell’Inter e della nazionale turca, che su twitter ha scritto: “La mia è una lotta per la giustizia, per la democrazia, per la libertà e per la dignità umana. Non mi importa di quello che posso perdere se a vincere è l’umanità”. L’ex giocatore, oggi 48enne, è già finito nei guai per le sue idee in contrasto con la linea del presidente turco Erdogan. Dopo essere stato eletto in Parlamento alla fine della sua carriera, nel 2013 Sukur è stato costretto a dimettersi in seguito a un’inchiesta che ha riguardato Erdogan e tre anni più tardi è stato spiccato nei suoi confronti un ordine di arresto perché ritenuto vicino a un gruppo terroristico a seguito del tentato golpe del 16 luglio. Ma la sua oggi non è l’unica voce fuori dal coro tra gli atleti turchi.

Nel basket Nba è dall’alto contenuto simbolico il gesto di Enes Kanter, centro 27enne dei Boston Celtics, che in occasione del match della pre-season contro Cleveland ha indossato un paio di scarpe con su scritto ‘Freedom’. Poi, su twitter, ha citato Martin Luther King: “La nostra vita comincia a finire il giorno in cui restiamo in silenzio sulle cose che contano”.

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]