Continua l'operazione militare turca in Siria. Erdogan: se Ue ci ostacola mandiamo i profughi

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L’aviazione turca ha ripreso a bombardare aree nel nord-est della Siria a ridosso della frontiera. Lo riferisce al Arabiya. Colpita l’area epicentro dell’offensiva turca. Ieri Ankara aveva lanciato l’operazione militare contro i curdi nel nordest della Siria, facendo sapere di aver colpito 181 postazioni. Le forze curdo-siriane – che oggi sono state attaccate da cellule dell’Isis – avevano replicato affermando di aver respinto l’offensiva di terra.Morti tre civili turchi, tra cui un neonato, e 46 feriti. Oggi riunione del consiglio di sicurezza Onu. Unhcr: decine migliaia in fuga da aree conflitto. Di Maio convoca l’ambasciatore turco in Italia

Ras al Ayn, Siria (AP Photo)
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Se l’Ue ci accuserà di “occupazione” della Siria e ostacolerà la nostra “operazione” militare, “apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo partito, Akp (Partito della giustizia e dello sviluppo). A meno di 24 ore dall’inizio dell’operazione militare “Fonte di pace” nel nord-est della Siria, “109 terroristi sono stati uccisi” dai raid della Turchia, ha detto il presidente turco.

La Turchia ha affermato in una lettera al Consiglio di Sicurezza Onu che la sua operazione militare sarebbe “proporzionata, misurata e responsabile”. “L’operazione prenderà di mira solo terroristi e i loro nascondigli, rifugi, armi ed equipaggiamenti”, si legge ancora nel documento, di cui l’Ansa ha avuto visione, precisando che vengono “adottate tutte le precauzioni per evitare danni collaterali alla popolazione civile”. Nella lettera inviata da Ankara al Consiglio di Sicurezza Onu, si afferma che “i negoziati con gli Usa su una zona di sicurezza rimangono inconcludenti”.   

Esercito turco prende controllo di 7 villaggi nel Nord est
È salito a 7 il numero di villaggi del nord-est della Siria passati sotto il controllo dell’esercito turco. Ankara ha annunciato di aver “liberato dai terroristi” delle milizie curde i villaggi di Asik e Hamidiye, a sud est di Tel Abyad, portando a 7 il numero di villaggi conquistati, tutti situati in prossimità delle città di Tel Abyad e Ras al Ayn, entrambe abbandonate dai marines americani lo scorso lunedi.

Onu: decine migliaia in fuga da aree conflitto
Con l’escalation del conflitto in Siria decine di migliaia di civili sono in fuga dalle zone di combattimento. Si legge in una nota dell’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che chiede alle parti di rispettare il diritto internazionale umanitario. “I civili e le infrastrutture civili non devono essere un obiettivo” raccomanda l’Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati Filippo Grandi.

Ue all’Onu: Turchia fermi l’offensiva
“Siamo profondamente preoccupati per l’operazione militare turca nel nordest della Siria e chiediamo ad Ankara di cessare l’azione militare unilaterale”. Lo hanno detto in un comunicato congiunto i membri europei del consiglio di sicurezza Onu. “Le rinnovate ostilità armate comprometteranno ulteriormente la stabilità dell’intera regione, esacerberanno le sofferenze dei civili e provocheranno ulteriori spostamenti che aumenteranno ancora il numero di rifugiati e sfollati”, hanno precisato.

Cinque soldati turchi sono stati uccisi nelle ultime ore in scontri con le forze curdo-siriane nel nord-est della Siria. Lo affermano le forze curdo-siriane citate dalla tv panaraba al Arabiya. Le stesse forze curde affermano di essere in possesso delle salme dei militari turchi uccisi. Le informazioni non possono essere verificate in maniera indipendente sul terreno. 

Mortai curdi in Turchia, bilancio morti sale a 6
Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime in Turchia dei razzi e colpi di mortaio sparati dalle zone sotto controllo curdo nel nord-est della Siria, in risposta all’offensiva militare lanciata ieri da Aankara. Altri 2 civili hanno perso la vita, portando a 6 il totale dei morti in poco più di 24 ore. Le vittime, tra cui un bimbo rifugiato siriano di 9 mesi, si registrano nelle località di frontiera di Akcakale, Ceylanpinar e Nusaybin. I feriti sono al momento 70.

L’avanzata delle truppe di terra turche entrate ieri sera nel nord-est della Siria per l’offensiva contro i curdi prosegue. Lo sostiene il ministero della Difesa di Ankara, senza fornire ulteriori dettagli sullo stato degli scontri o l’esatta posizione dei militari. È stato però diffuso un breve video delle forze speciali in azione.

Le forze militari turche e le milizie arabo-siriane filo-Ankara sono riuscite a sfondare le resistenze delle forze curdo-siriane a est dell’Eufrate, nelle località di Bir Ashiq, Hawi, Kassas, nel distretto frontaliero di Tall Abyad. Lo riferiscono media del nord della Siria in contatto con fonti sulla linea del fronte.

L’aviazione turca ha ripreso stamani a bombardare aree nel nord-est della Siria a ridosso della frontiera. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya citand i propri corrispondenti nella zona tra Qamishli e Tall Abyad. È stata colpita l’area di Tall Abyad e di Ras al Ayn, epicentro dell’offensiva turca.

Dopo aver avviato ieri la sua offensiva contro le milizie curde Ypg nel nord-est della Siria, la Turchia sta proseguendo anche i raid aerei che conduce con cadenza quasi quotidiana sul vicino nord Iraq

La Turchia ha bombardato la scorsa notte una prigione in cui sono detenuti miliziani dell’Isis “di oltre 60 Paesi” durante i suoi attacchi nel nord-est della Siria. Lo denunciano le Forze democratiche siriane (Fds) a guida curda, secondo cui si tratta di “un chiaro tentativo” di favorire la fuga dei jihadisti. 

Il regime di Damasco è scosso al suo interno da una serie di ‘epurazioni’ senza precedenti contro influenti imprenditori e uomini d’affari vicini al potere siriano, tra cui lo zio della first lady Asma al Assad. Secondo l’autorevole portale The Syria Report, la Banca Centrale ha congelato i conti di 8 imprenditori tra cui Tarif al Akhras, zio della moglie del presidente. La notizia conferma il ‘terremoto’ in corso negli equilibri del potere politico ed economico nel Paese, che potrebbe avere un impatto sul presidente Assad.     

Miliziani affiliati all’Isis hanno attaccato nelle ultime ore forze curdo-siriane nella zona di confine con la Turchia dove è in corso l’offensiva turca. Lo riferiscono fonti curdo-siriane vicine all’amministrazione autonoma curda del nord-est siriano. Secondo le fonti, gli scontri sono in corso a sud di Ras al Ayn. Non è possibile verificare in maniera indipendente le informazioni provenienti dalle parti coinvolte nel conflitto.

L’esercito Usa ha preso in custodia due detenuti britannici, noti per i loro ruoli in una cellula dell’Isis che torturò e uccise ostaggi occidentali, portandoli in una sua base irachena dopo averli prelevati da una prigione di guerra in Siria settentrionale gestita dalla milizia curda, in seguito all’invasione turca del Paese. Si tratta di El Shafee Elsheikh e Alexanda Kotey, membri di una cellula di quattro britannici soprannominata ‘Beatles’ e ritenutare sponsabile anche della decapitazione del giornalista James Foley.     
Iniziativa bipartisan al Senato per imporre sanzioni alla Turchia se non ritira il suo esercito dalla Siria nella sua operazione contro le forze curde. L’obiettivo è imporre all’amministrazione Trump di congelare i beni in Usa dei più alti dirigenti turchi, compreso il presidente Erdogan e i suoi ministri degli esteri, della difesa, delle finanze, del commercio e dell’energia. Le misure punitive colpirebbero anche le entità straniere che vendono armi ad Ankara, come pure il settore energetico turco. 

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, in un’intervista alla Pbs ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno mai dato il loro via libera alla Turchia perché attaccasse i curdi in Siria. “Gli Usa non hanno dato il disco verde alla Turchia”.

Donald Trump ha detto di “amare” i curdi ma oggi ha voluto fare una precisazione, sostenendo che “non hanno aiutato” gli Usa nella Seconda guerra mondiale e nello sbarco in Normandia. “I curdi si battono per la loro terra”, ha proseguito il presidente americano, sottolineando che comunque gli Stati Uniti hanno fornito loro una grande quantità di soldi, munizioni ed armi. “Detto questo, amiamo i curdi”, ha aggiunto. 

Di Maio convoca ambasciatore turco in Italia
Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha convocato alla Farnesina dell’Ambasciatore della Turchia in Italia. “Nel riaffermare l’importanza della cessazione di ogni azione unilaterale – si legge in una nota, riferendosi all’evolversi della situazione in Siria –  l’Italia ribadisce che l’unica strada percorribile per una  soluzione duratura alla crisi siriana è rappresentata dal processo politico in corso  sotto gli auspici delle Nazioni Unite”. Come governo italiano “chiediamo al governo turco di cessare immediatamente l’offensiva perché non è assolutamente accettabile che si utilizzi la forza e che si continui a mettere a repentaglio la vita del popolo siriano. L’unica strada possibile da seguire è quella delle Nazioni Unite”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a margine della Conferenza Italia – America Latina. “Lunedì abbiamo il consiglio dei ministri degli Affari esteri europei e sarà molto importante uscire da quel consiglio e dai successivi con una sola voce: l’Italia chiederà di agire con una sola voce anche attraverso l’utilizzo di misure nei confronti della Turchia che l’invitino a tornare indietro rispetto all’offensiva che ha deciso di muovere”.  “Quel che sta accadendo in Siria, l’offensiva turca, la negazione dei diritti delle popolazioni locali e del popolo curdo, le morti di civili: tutto questo è inaccettabile e non possiamo voltarci dall’altra parte”. È quanto afferma Luigi di Maio sulla sua pagina Facebook. “L’Italia, lo ribadisco, condanna l’iniziativa di Ankara e per questo motivo poco fa ho dato disposizione di convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore turco”, afferma il ministro degli Esteri.

Conte: inaccettabile ricatto su rifugiati
Sulla vicenda Siria-Turchia, “non possiamo accettare che ci possa essere un ricatto tra l’accoglienza data a tutti i rifugiati siriani dalla Turchia, con supporto finanziario europeo, e questa iniziativa militare unilaterale”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervistato dal Tg3.

L’operazione militare della Turchia nel nordest della Siria è il risultato delle azioni degli Stati Uniti in quell’area, ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato da Interfax.

La Russia promuoverà il dialogo “tra Damasco e Ankara” alla luce dell’operazione turca in Siria, ha detto Lavrov. “Abbiamo motivi per credere che soddisferà gli interessi di entrambe le parti”, ha affermato Lavrov. Allo stesso tempo la Russia “promuoverà i contatti tra Damasco e i gruppi curdi che rinunciano all’estremismo e alle tattiche terroristiche”, ha affermato. Lo riporta Interfax.

Il ministero degli Esteri della Francia ha convocato l’ambasciatore della Turchia a Parigi a proposito dell’offensiva via aria e via terra di Ankara nelle zone del nord della Siria controllate dai curdi. Lo riferisce una fonte diplomatica. “L’ambasciatore (turco ndr.) in Francia è stato convocato nel primo pomeriggio”, spiega la fonte, nel secondo giorno dell’operazione turca contro le forze curdo-siriane.

Macron a Turchia: fermare subito le ostilità
L’offensiva della Turchia nel nord della Siria “rischia di aiutare l’Isis a ricostruire il suo califfato”. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, tornando a condannare “con la più grande fermezza l’offensiva militare unilaterale in Siria” ed invitando il governo di Ankara a “porvi fine il più rapidamente possibile”. “Questo rischio di aiutare l’Isis a ricostruire il suo califfato, è la responsabilità che si assume la Turchia”, ha avvertito il leader francese nel corso di una conferenza stampa a Lione.

Israele condanna con forza l’invasione militare da parte della Turchia delle regioni curde in Siria e mette in guardia da una pulizia etnica dei curdi da parte dei turchi o dei loro fiancheggiatori. Israele compirà ogni sforzo possibile per garantire aiuti umanitari al coraggioso popolo curdo”. Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu in un primo commento ufficiale da parte di Israele sulla operazione militare lanciata ieri dalla Turchia in Siria.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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