Stop contanti, ipotesi "cashback": sconto (vero) per chi usa il bancomat

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Il governo sta pensando di introdurre incentivi destinati alle attività che si doteranno di Pos e altri terminali per i pagamenti con moneta elettronica. Ma non solo: sono allo studio anche incentivi per chi effettua i pagamenti elettronici, preferendoli all'utilizzo del contante. 

Il programma di governo Pd-M5s ha un paragrafo esplicitamente dedicato alla necessità di "potenziare la lotta […] all’evasione fiscale […] agevolando, estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di transazione".

Che cos'è il "cashback", lo sconto per chi rinuncia a pagare in contanti

In che direzione si starebbe procedendo? L'idea è concedere credito d’imposta per coprire i costi di installazione e gestione del Pos. Per i privati cittadini l'ipotesi su cui i tecnici, secondo il Sole24Ore, sono al lavoro è quella del cashback. Che cos'è il cashback? In pratica trattasi di un rimborso fiscale vero e proprio di una somma equivalente a una percentuale dei pagamenti effettuati con strumenti alternativi al contante. 

Mosse del genere per essere organiche e convincenti non possono però che andare di pari passo con il taglio delle commissioni per tutti i negozianti, esercenti e professionisti che consentono il pagamento con bancomat. Serve in tal senso un preciso protocollo d'intesa con l'Abi, Associazione bancaria italiana: "Sto parlando da mesi con gli operatori – dice al quotidiano di Confindustria il sottosegretario del Mef Villarosa (M5s) – e resto sempre più convinto che per incrementare l'utilizzo degli strumenti digitali è fondamentale eliminare i costi delle transazioni digitali sotto i 5 euro e ridurre pesantemente i costi per quelle sotto i 25 euro e garantire bassi costi per quei settori a 'bassa marginalità' come, ad esempio, benzinai o edicolanti".

Tassa sui contanti: il governo Pd-M5s non procederà

Nessuna tassa sui contanti in ogno caso è all'orizzonte. Il piano del governo Pd-M5s non è quello di rendere più "caro" i prelievi di contanti. Molte critiche si erano levate dopo la proposta del Centro studi di Confindustria, che aveva suggerito in chiave anti-evasione una commissione sui prelievi di contante. "Sembra ragionevole assumere di esentare i prelievi mensili fino a 1.500 euro: ciò si traduce in un'esenzione dalla commissione per il 75% dei conti italiani. Applicando una commissione del 2% sui prelievi eccedenti tale soglia – stima il Csc -, si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi". Raffica di critiche, e smentite conseguenti: non se ne farà nulla. 

Molto più interessante è invece lo stimolo a chi paga col bancomat garantendo un rimborso di una percentuale dell’importo speso: "Il cashback riguarderebbe sia negozianti che famiglie, stiamo ragionando se iniziare dai settori con alte percentuali di evasione o direttamente su tutte le transazioni". Così sì che l'utilizzo dei pagamenti elettronici potrebbe davvero aumentare a macchia d'olio, avvicinando l'Italia ai livelli di altri Paesi europei dove da decenni è consuetudine pagare con bancomat e carte di credito anche acquisti con importi molto bassi. In Italia oggi come oggi il contante viene utilizzato per pagare circa l’86 per cento delle transazioni nei punti vendita.

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[ Fonte articolo: TODAY ]

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