Pensioni, il ritorno della Fornero: "Abolite Quota 100"

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Quota 100 torna al centro del dibattito: c'è chi torna a chiederne l'abolizione. E' Elsa Fornero a parlare, l'ex ministro del governo Monti: "Abolire la Quota 100 è il primo passo per una manovra di svolta – sostiene l'economista e accademia piemontese –  È costosa, iniqua, non incoraggia l’occupazione, non aiuta le categorie deboli".

"In un quadro politico alquanto incerto – scrive Elsa Fornero nella sua analisi sul Foglio – nel quale l’instabilità potrebbe manifestarsi in modo repentino e trasferirsi, in modo altrettanto repentino, ai mercati finanziari e all’economia, quali dovrebbero essere le caratteristiche di una “buona” legge di Bilancio? Anzitutto deve trattarsi di una legge che fissa chiaramente le priorità, evitando la dispersione degli interventi in modo che tutti possano dirsi contenti (o scontenti) allo stesso modo". Le (poche) risorse in pratica secondo l'ex ministro andrebbero indirizzate verso interventi più ad ampio respiro rispetto a Quota 100.

Quota 100, per l'anno prossimo non cambia nulla

Quota 100 dà la possibilità di lasciare il lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Non si può pensare a una rottamazione totale e immediata di una misura sulla quale molti lavoratori pensavano di poter fare affidamento: è infatti semplice buonsenso. Ci sono però delle ipotesi sul tavolo. Se si può dare per certa la conferma di Quota 100 fino alla fine del 2020, qualche dubbio sul 2021 non può essere sciolto al momento. Da più parti sono arrivate conferme sul fatto che per adesso non ci sono novità in vista: il fatto che ci siano state molte meno domande di quanto previsto per Quota 100 (un terzo in meno) non rende urgente intervenire per modificarla in alcun modo.

Certo, se ne parlerà, perché per il 2021, se il trend di domande sarà in calo continuo, si potrebbe pensare di ridurre le finestre di uscita: la conseguenza sarebbe quella di rendere il tutto meno appetibile e allungare i requisiti richiesti e permettere un minore esborso di soldi pubblici. Per il pensionamento, una volta raggiunti i requisiti, oggi con Quota 100 bisogna attendere la finestra mobile che per i dipendenti privati e gli autonomi è di 3 mesi, per i dipendenti pubblici di 6 mesi.

Invece l'abolizione immediata di Quota 100 non è un'ipotesi sul tavolo dell'esecutivo in questo momento.

Pensioni, Landini (Cgil): "Quota 100 va cambiata"

''La revisione legge Fornero va fatta e non ci dicano la balla che con quota 100 è già fatto. E allora non dico che va fatto domani, ma questo nuovo governo deve affrontarlo''. Lo sottolinea il leader della Cgil, Maurizio Landini, alle 'Giornate del Lavoro' a Lecce.

"Quota 100, almeno nelle affermazioni del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, resterà fino a scadenza, ma la misura è già un flop". Lo dichiara Giuliano Cazzola, economista ed esperto previdenziale. Cazzola cita, a riprova, i dati relativi allo "scarso interesse dei possibili utenti di Quota 100, come emerge dalla flessione progressiva delle domande".

"Da gennaio 2019 ad agosto 2019 -scrive in un articolo pubblicato su Firstonline- la media giornaliera delle domande è passata da 4.060 a 288". "Tra i possibili motivi di questa debacle -spiega- vi è sicuramente la maggiore convenienza ad utilizzare il canale solo contributivo, anche perché, in gran parte, i pensionandi baby boomers potevano conseguire il diritto a un'età inferiore ai 62 anni canonici previsti da quota 100". E, per quanto riguarda il futuro, Cazzola riporta i dati elaborati dalla Fondazione Di Vittorio della Cgil, secondo cui ci sarà ''un risparmio considerevole rispetto alle risorse stanziate in legge di Bilancio; nel triennio verranno risparmiati 9 miliardi e 615 milioni (2 mld 258 mln nel 2019; 3 mld 924 mln nel 2020; 3 mld e 432 mln nel 2021)". "Tale risparmio – chiarisce – sarà dovuto a un coinvolgimento di solo il 35% della platea stimata dal precedente governo, ossia 341.266 anziché 973mila".

Pensioni, appello al governo: "Intervenire subito sulle minime"

Manca nel cronoprogramma del governo Pd-M5s un impegno concreto che faccia intravedere l'aumento delle pensioni minime e la tutela di quelle basse. Lo sottolinea ancora una volta l'Anp, l'Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che per sollecitare un intervento risolutivo, ha già incontrato oltre trenta Prefetti in tutta Italia, presentando un documento di criticità e proposte. Per Anp-Cia restano, infatti, "all'ordine del giorno tra le faccende irrisolte, come manifestato nell'assemblea nazionale ad inizio anno, quella relativa al blocco delle indicizzazioni che impedisce l'effettivo adeguamento delle pensioni al costo della vita reale. Inoltre, al tema degli assegni minimi, non superato dalla cosiddetta pensione di cittadinanza, si aggiunge ancora quello di una sanità poco incisiva, di una mancata crescita economica con rischio recessione e isolamento internazionale".

Nella nuova condizione politica non cambiano, dunque, le preoccupazioni di Anp-Cia che ricorda al nuovo esecutivo gli oltre 8 milioni di pensionati con una prestazione sotto i mille euro, di cui più di due milioni sono pensioni minime da 513 euro. Persone relegate dalla crisi a condizione di grave disagio sociale.

Quota 100 "ad esaurimento" ma i sindacati difendono la riforma

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[ Fonte articolo: TODAY ]

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