L'Ocse taglia ancora le stime di crescita. Italia in ribasso nel 2020

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Pil piatto nel 2019, mentre passa dallo 0,6% allo 0,4% per il 2020

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L’Ocse riduce tutte le stime di crescita per il prossimo anno, sia per Italia e Germania, che per tutta l’Eurozona.

L’Ocse conferma che il Pil – Prodotto interno lordo – dell’Italia resterà piatto anche quest’anno (crescita zero) e riduce le previsioni sulla crescita economica del 2020 dal +0,6% stimato lo scorso maggio, all’attuale +0,4%. “Per stimolare gli investimenti, le risorse vanno reperite attraverso un aumento delle tasse, in particolare dell’Irpef”. Questa è la raccomandazione contenuta nell’Interim Economic Outlook dell’Ocse all’Italia, dove il disavanzo pubblico è elevato (ha superato i 2400 miliardi) e il debito pubblico in rialzo (ultima stima lo scorso aprile attorno al 132,6%). 

Per questo motivo, l’istituto di Parigi ritiene che sia “necessario rafforzare l’efficacia della politica di bilancio, rivedendo l’efficacia della spesa pubblica e le dimensioni degli stabilizzatori automatici”. E sottolinea che, dal momento che la flessibilità di bilancio in Italia è limitata, la “spesa aggiuntiva per investimenti pubblici va interamente compensata da imposte dirette più elevate”. 

La Germania, la zona euro e i big dell’economia globale
Il rapporto evidenzia che Paesi come la Francia, l’Italia e la Spagna, “hanno meno spazio di manovra per un allentamento di bilancio”, in quanto hanno un “deficit di bilancio pari o superiore al 3% del Pil e rapporti di debito pubblico/Pil in aumento”.
 
Riguardo la Germania invece, la crescita del Pil quest’anno sarà del +0,5%, contro il +0,7% stimato lo scorso maggio, mentre nel 2020 si attesterà a +0,6%, nettamente al di sotto del +1,2% previsto a maggio. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’Eurozona quest’anno crescerà dell’1,1%, contro il +1,2% stimato a maggio e nel 2020 il Pil si attesterà a +1%, contro il +1,4% stimato a maggio. 

L’Ocse è anche pessimista sull’andamento dell’economia globale con prospettive di crescita che “sono diventate sempre più fragili e incerte”. Il Pil mondiale rallenterà a +2,9% nel 2019 (+3,2% stimato a maggio) e a +3% nel 2020 (+3,4% a maggio), i livelli più bassi dalla crisi finanziaria, “con i rischi al ribasso che continuano a crescere”.

Motivo secondo l’Ocse è l’aumento delle tensioni commerciali e sulle crescenti incertezze politiche, le quali pesano sulla fiducia, sugli investimenti e sulla propensione al rischio dei mercati finanziari. Le prospettive al ribasso riguardano un po’ tutti i big dell’economia globale.

Nel 2019 il Pil Usa crescerà solo del 2,4%, in frenata rispetto al +3% del 2018 e al 2,8% stimato a maggio. E nel 2020 andrà ancora peggio: +2%, contro il +2,3% previsto a maggio. In difficoltà anche la Cina, che nel 2019 vedrà la sua crescita calare a +6,15, contro il +6,8% del 2018 e il 6,2% previsto a maggio. Nel 2020 il paese asiatico calerà ancora a +5,7% contro il +6% stimato a maggio. 

[ Fonte articolo: Rai News ]

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