Boxe, Rigoldi si tiene stretto l'Europeo: Yegorov battuto ai punti

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Il veneto si conferma l'unico italiano in possesso di un titolo continentale piegando l'ucraino con una prova di grande vigoria atletica. Ora per lui si potrebbero anche aprire chance mondiali

ROMA – Teniamoci stretto Luca Rigoldi da Caldogno. In un periodo complessivamente accettabile per la boxe italiana, tra pugili un po' datati ma ancora validi e prospetti importanti come Turchi, Vianello, Magnesi, tanto per citarne qualcuno, c'è però povertà di cinture. Glissando sui vari internazionali, intercontinentali ecc., oggettivamente privi di tradizione, l'unico titolo vero della nostra boxe è in possesso del veneto concittadino di Roberto Baggio. Sul ring di Schio, Rigoldi si è infatti confermato campione d'Europa dei pesi supergallo, venendo a capo dopo dodici round molto intensi dell'ucraino Oleksandr Yegorov.

Boxe, Rigoldi si tiene stretto l'Europeo: Yegorov battuto ai punti

Sicuramente un ulteriore passo in avanti dell'italiano, che ora vede spiragli interessanti, almeno verso una semifinale mondiale. Per dare il senso della serata è sufficiente leggere i cartellini. Due giudici hanno dato un condivisibile 120-110 per Rigoldi, un terzo gli ha assegnato un più 'striminzito' 117-111. La sostanza comunque non cambia e ci consegna un match a senso unico o quasi.

Intendiamoci, Yegorov è buon pugile, arrivato alla sfida con un ruolino notevole, fatto di 20 vittorie e di una sola sconfitta – anche in quella circostanza per l'Europeo – contro il britannico McDonnell. Il neo è una certa ruggine, una scarsa brillantezza dell'azione derivante anche dalla lunga inattività: l'ultimo match sostenuto nel gennaio del 2018. Troppo tempo per fronteggiare un Rigoldi apparso ancora più pimpante dei due precedenti match per l'Europeo, contro i francesi Parodi e Settoul.

Impostato in guardia destra, Rigoldi non studia più di tanto l'avversario. Pochi colpi di sbarramento, tanti di offesa. L'ucraino dal canto suo inizia bene, ma forse la prima ripresa è l'unica che merita di vedersi pienamente riconosciuta. Poi tanto Rigoldi, tanta pressione, tanti colpi, poco tatticismo. Due ferite alle arcate sopraccigliari, accusate entro il terzo round, complicano inoltre anche la situazione psicologica di Yegorov, che a parte un paio di destri di buona qualità, non ha armi per spaventare Rigoldi (anche lui ferito, ma in modo meno fastidioso, alla testa) che infatti finisce per dominare.

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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