Petrolio, il maggior rialzo di sempre. L'attacco in Arabia deprime i mercati

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di Fabrizio Patti E’ stato immediato l’effetto sul prezzo del petrolio degli attacchi in Arabia saudita. Il Brent, il greggio del mare del Nord, in apertura è arrivato a salire del 19 e mezzo per cento, il maggiore aumento da quando i futures sul petrolio sono stati introdotti, nel 1988.  

Ora il rialzo è del 10 e 43%, a quota 66 dollari e mezzo. Siamo lontani dal picco di aprile, a 74 dollari, e ora la domanda è duplice: quando saranno ripristinati gli impianti e se sia in vista una escalation di attacchi. Il Wti, il greggio di riferimento per il mercato americano, sfiora invece i 60 dollari, +10%. Tra gli effetti c’è la corsa ai beni rifugio, come l’oro, che sale dell’1%, a 1.503 dollari all’oncia.  

Scendono le borse in Europa: Milano -0,37%, Londra -0,18%, Francoforte -0,48%, Parigi -0,54%. In Asia Tokio è chiusa per il giorno degli anziani. Shanghai attorno alla parità, scende invece Hong Kong dell’1%.  

A Piazza Affari salgono i titoli legati all’energia: Tenaris, +4%, Saipem, +3,14%, ed Eni, +2,48%, segnano i maggiori progressi. Ancora una giornata di forte ribasso per Atlantia, -5%, dopo il -7% di venerdì, a seguito di un’inchiesta su presunti falsi report sullo stato dei viadotti.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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