La prima serie verticale australiana

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Verticale cioè per smartphone: si chiama “Content” e racconta la storia di Lucy, una ragazza ossessionata dalla sua immagine sui social

Lo scorso 4 settembre è uscita la prima serie verticale australiana, trasmessa su YouTube, Facebook e Instagram: si chiama Content e fa parte di un genere che è già molto diffuso in Cina, quello delle serie tv verticali, pensate e girate appositamente per essere viste con uno smartphone. La serie parla di Lucy, una ragazza ossessionata dalla sua immagine sui social che cerca a tutti i costi di diventare un’influencer. Nel farlo, però, rovina il rapporto con la sua migliore amica, Daisy.

Content è stata prodotta da ABC, l’emittente nazionale australiana, che l’ha fatta uscire quando in Australia erano le 18: secondo il New York Times l’orario è stato scelto dai produttori con il preciso scopo di intercettare il rientro dei lavoratori e degli studenti pendolari, in cerca di intrattenimento sul loro smartphone. La prima puntata dura poco meno di 16 minuti ed è girata quasi tutta con l’iPhone di Lucy. In pratica lo spettatore vede tutto ciò che fa lei, come quando sul nostro smartphone scegliamo l’opzione “registrazione schermo”: la vediamo scegliere una canzone su Spotify, controllare i messaggi, scattarsi una serie di selfie e andare su Facebook, dove scopre che l’ex fidanzato si sposerà con la sua nuova ragazza. Delusa e frustrata, decide di uscire in macchina e aprire una diretta mentre è alla guida (non fatelo), si distrae e fa un brutto incidente che però la lascia illesa: dopo essersi ripresa si accorge che la diretta è diventata virale e che la stanno guardando 7mila persone.

Questo momento della serie si è rivelato piuttosto verosimile: la scena dell’incidente è stata postata su Twitter e vista più di 4 milioni di volte da utenti che in alcuni casi l’hanno scambiata per un vero incidente durante una vera diretta Facebook.

Content si rivolge a un pubblico giovane e rientra anche in altre categorie nate negli ultimi anni, come il genere “Screen life”, a cui appartengono tutti i film o le serie raccontate esclusivamente attraverso uno schermo di un computer o di un telefono: uno dei primi esempi di questo formato era stato l’horror Unfriended, interamente ambientato su Skype.

Con ritardo rispetto alla Cina, sembra che le serie da guardare su smartphone stiano per avere il loro momento anche in Occidente. Non c’è solo ABC a puntare su questo formato, ma anche Hollywood: le principali case cinematografiche – Disney, MGM, Warner Media – hanno investito in Quibi, una società che vuole essere la Netflix delle serie verticali, e registi come Steven Spielberg, Peter Farrelly e Guillermo del Toro stanno lavorando o lavoreranno ai suoi contenuti.

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[ Fonte articolo: ilpost ]

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