Moody's conferma rating Italia a BAA3: debole il potenziale di crescita

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Per il 2019 Moody’s stima una crescita dell’economia italiana solo dello 0,2% e nel 2020 dello 0,5%, mentre il rapporto debito/Pil dovrebbe salire quest’anno al 133% e quindi toccare il 133,6% nel 2020

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Nel giorno in cui il governo Conte 2 si presenta al Senato per la fiducia, l’agenzia Moody’s conferma il   rating Baa3 dell’Italia con outlook stabile, in una analisi in cui   evidenzia – fra l’altro – come “la forza istituzionale dell’Italia sia  più bassa rispetto alla maggior parte degli altri paesi dell’eurozona,  con politici che spesso hanno avuto un atteggiamento ‘volatile’ “. Ma in questo scenario – aggiunge Moody’s – “Il presidente della  repubblica ha un ruolo forte nel dare stabilità al sistema politico”.     

La  formazione di un nuovo Governo Pd-Movimento 5 Stelle  “dovrebbe portare a un periodo di stabilità politica in  Italia, cosa positiva in un contesto di crescita lenta  dell’economia domestica e di prospettive incerte sulla  crescita globale”. Secondo  l’agenzia, la formazione di una nuova coalizione “dovrebbe  anche consentire di presentare in tempo la manovra 2020”,  cosa che rappresenta un passaggio chiave, anche se il tempo  per preparare la bozza “e’ limitato”. Inoltre, il Governo  “dovrebbe essere meno euro-scettico rispetto al precedente  esecutivo Lega-M5S e adottare un approccio meno conflittuale  verso la Commissione europea e i partner dell’Eurozona e  questa e’ una cosa positiva”, visto che lo scontro innescato  dal precedente governo “aveva contribuito alla volatilita’  del mercato e a un aumento dei costi del credito nel 2018 e  all’inizio di quest’anno”. Moody’s ricorda che, data la  performance debole dei primi sei mesi dell’anno, “con un Pil  sostanzialmente stagnante, l’agenzia ha ridotto le stime di  crescita per l’anno in corso allo 0,2%, dal precedente 0,4%”  

Sul fronte strettamente economico, l’agenzia ricorda fra i punti di   forza dell’Italia “una economia grande e diversificata con un basso   debito del settore privato” e “una “gestione professionale   dell’elevato debito pubblico con un basso rischio di crisi di   liquidità”. Pesa invece “”il potenziale di crescita che rimarrà debole in assenza di riforme strutturali, un debito pubblico che resterà elevato e vulnerabile agli shock futuri e la necessità di mantenere la  fiducia degli investitori, date le elevate esigenze di   rifinanziamento” con circa 280 miliardi di titoli a medio e lungo termine da rifinanziare nella restante parte del 2019 e nel 2020.   Per il 2019 Moody’s stima una crescita dell’economia italiana solo   dello 0,2% e nel 2020 dello 0,5%, mentre il rapporto debito/Pil   dovrebbe salire quest’anno al 133% e quindi toccare il 133,6% nel   2020.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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