Al via G7 di Macron

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Al via G7 di Macron

(Afp)

dall’inviata Maria Grazia Napolitano

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Amazzonia, Iran, Brexit, Kashmir, economia globale tra rischio recessione e guerra dei dazi, rientro della Russia nel club, Nordcorea e Siria. Si allunga di ora in ora la lista degli argomenti al centro delle discussioni dei leader del G7 a Biarritz, dove oltre 13mila uomini delle forze dell’ordine vigilano sulla sicurezza dei leader. Attesi oggi nel tardo pomeriggio nella patria dei surfisti, con gli abitanti in fuga e i commercianti in rivolta per la scelta di tenere il vertice nel pieno della stagione turistica.

Gli incendi in Amazzonia sono l’ultimo dei temi aggiunti nell’agenda del vertice dedicato all’Africa ed alla lotta alle ineguaglianze, con gli sherpa – su indicazione del presidente francese Emmanuel Macron, furibondo con il presidente brasiliano Jair Bolsonaro al punto da aver annunciato che la Francia bloccherà l’accordo Ue-Mercosur – che stanno lavorando all’adozione di “misure concrete come G7” contro il disastro di queste settimane.

Le prime discussioni sono iniziate ieri sera in occasione della cena dei leader: tantissimi e delicati gli argomenti, dalla Brexit, dove i capi di Stato e di governo cercheranno di capire dal premier Boris Johnson al suo debutto in un foro internazionale cosa abbia realmente intenzione di fare da qui al 31 ottobre, all’Iran, con Macron che ha ricevuto il ministro degli Esteri Javad Zarif, apparso soddisfatto al termine di colloqui che ha definito “positivi e costruttivi”.

E poi Siria e Ucraina, tema questo cui è collegato il rientro della Russia nel Gruppo, dal quale era stata sospesa nel 2014 dopo l’annessione della Crimea, e su cui ci sono diverse sensibilità. Mentre Mosca ufficialmente fa sapere che considera “più efficace” il G20. Ancora tra le questioni di politica internazionale il Kashmir – a Biarritz ci sarà anche il premier indiano Narendra Modi, che avrà un bilaterale con Donald Trump, al quale illustrerà le sue ragioni – e la Libia, sul quale come sempre l’attenzione dell’Italia è massima.

La sessione di domenica mattina sarà invece dedicata all’economia globale e al commercio, fra gli argomenti più divisivi tra i leader, o meglio fra Trump e gli altri, insieme al clima. Ed è per questo che la presidenza francese ha rinunciato al comunicato finale del vertice: tanto “nessuno li legge”, ha sottolineato Macron, che non vuole restare “ostaggio di negoziati interminabili” tra gli sherpa per documenti che o non hanno il consenso di tutti e sette o vengono sconfessati poco dopo, come è avvenuto l’anno scorso al vertice in Canada, quando Trump via twitter fece marcia indietro dal comunicato finale.

La sessione sull’economia globale si terrà all’ombra dei rischi di una recessione, sull’onda del rallentamento della crescita negli Stati Uniti e in Europa, anche a seguito della guerra dei dazi tra Washington e Pechino e che potrebbe estendersi anche a Bruxelles. E all’ombra dello scontro tra Washington e Parigi sulla web tax introdotta unilateralmente dalla Francia, che Trump considera “fortemente discriminatoria e controproducente” e che sarà al centro di un bilaterale che avranno a margine del summit.

Il tema al centro del vertice – lotta alle diseguaglianze, parità di genere ed Africa – sarà discusso a partire dal pranzo di lavoro di domenica e per tutto il pomeriggio. “Il tempo in cui un club di ricchi poteva definire da solo gli equilibri del mondo è passato”, ha detto un anno fa Macron, annunciando quale sarebbe stata la priorità della presidenza francese del G7.

Al tema della parità di genere – alla sessione saranno presenti i due Nobel per la pace del 2018, Denis Mukwege e Nadia Murad, membri del Consiglio consultivo per l’eguaglianza uomo-donna – l’Italia ha dato un contributo particolare, con un dono di 10 milioni di euro in cinque anni al progetto Afawa della Banca africana per lo sviluppo per agevolare l’imprenditorialità femminile in Africa. Senza contare che nelle discussioni sarà ricordato quanto fatto dal Parlamento nelle settimane scorse, con l’approvazione del codice rosso contro la violenza sulle donne e lo stalking.

Nel pomeriggio di domenica si terrà poi la sessione “Partenariato del G7 con l’Africa”, con i leader di Egitto, Senegal, Ruanda, Sudafrica e Burkina Faso. Fatta salva la priorità che la Francia dà alla regione del Sahel, l’Italia ha ottenuto che ci siano riferimenti anche al Corno d’Africa, area per noi di particolare rilevanza. Il vertice di Biarritz si concluderà lunedì con una sessione sul clima e con una sull’agenda digitale, con i leader di Australia, India, Cile e Spagna.

Tra un Trump come sempre imprevedibile, uno Johnson al debutto, un Trudeau impelagato in uno scandalo politico, una Merkel a fine mandato ed un Conte dimissionario, Macron giocherà il ruolo di equilibrista, sottolineano gli osservatori francesi. Con la speranza che le manifestazioni contro il G7 previste per domani non degenerino nella violenza, riportando alla memoria l’inverno di scontri e disordini dei gilet gialli.

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]