Tria garante dei conti

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Tria garante dei conti

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria (Fotogramma)

Lo spettro dei rialzi Iva, l’incubo degli effetti negativi di una recessione della locomotiva tedesca e della guerra dei dazi tra Usa e Cina. Sono le ‘aggravanti’ della crisi di governo che il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha esposto in questi giorni ai protagonisti della crisi politicaTria, oggi al Senato per assistere all’informativa del premier Giuseppe Conte (anche se non seduto nella poltrona che di consueto spetta al titolare di via XX settembre per il ‘blitz’ dei pentastellati ai banchi del governo), nei giorni precedenti ha avuto contatti con premier e vice premier per relazionarli sulla congiuntura economica piena di incognite.

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La crescita tedesca è in territorio negativo nel secondo trimestre ed è avviata a restare sotto il segno meno anche nel terzo; i rischi per l’economia statunitense e cinese per la disputa commerciale, non lasciano infatti prefigurare nulla di buono per le prospettive economiche. Un contesto che può solo amplificare le controindicazioni dell’incertezza politica, impedendo al paese di attrezzarsi contro i venti avversi preannunciati dagli ultimi indicatori internazionali.

Ma l’Italia ha davanti anche ineludibili sfide interne: in primis la sterilizzazione di 23 miliardi di clausole Iva, oltre all’esigenza di rassicurare i mercati con scelte di politica economica affidabili e credibili.

Appare infatti alquanto impraticabile l’ipotesi di posticipare i rialzi dell’imposta sul valore aggiunto dal primo gennaio alla primavera in primo luogo perché il governo dovrebbe trovare le coperture per il periodo dello slittamento nell’ordine di circa 2 miliardi al mese e, secondo, creerebbe una situazione di confusione e incertezza per le aziende italiane.

Da qui il ruolo di Tria come garante dei conti e una sorta di ‘grillo parlante’ rivolto ai player politici, mentre al Mef i tecnici lavorano sulle simulazioni per la destinazione delle risorse in arrivo dai risparmi del rdc e quota 100, dagli eventuali tagli della spesa e delle tax expenditures.

Intanto gli appuntamenti dell’agenzia economica autunnale incombono: il 6 settembre è infatti atteso il giudizio di Moody’s sul debito italiano, il 27 settembre il governo deve approvare la nota di aggiornamento al Def con le stime che faranno da base alla legge di Bilancio, da approvare in Consiglio dei ministri entro il 15 ottobre.

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[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]