Dai vaccini al ddl contro le aggressioni a medici e infermieri: le misure a rischio stop con la crisi di governo

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La nuova legge sui vaccini per sostituire la "norma Lorenzin", il ddl contro le aggressioni al personale sanitario. Tra i provvedimenti che rischiano di venire ritardati o messi in pausa a tempo indeterminato dalla crisi di governo ce ne sono anche alcuni che riguardano da vicino il Servizio sanitario nazionale. La denuncia arriva dal presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, che ha espresso la propria preoccupazione in questo particolare momento politico.

Al Senato è ferma da molti mesi la nuova legge sui vaccini che avrebbe dovuto sostituire la norma 'Lorenzin' sull'obbligo di immunizzazione per l'iscrizione a scuola, con al centro il cosiddetto "obbligo fessibile", che nei primi mesi dell'ormai fu governo giallo-verde aveva fatto discutere non poco la maggioranza e il ministro della Salute Giulia Grillo. Un altro provvedimento bloccato è il ddl contro le aggressioni al personale sanitario, molto sentito dalla categoria, rimasto fermo in Senato dopo il via libera della Commissione Igiene e Sanità.

Sanità, tutte le misure ferme per la crisi di governo

Rischiano di finire bloccati anche provvedimenti molto caldeggiati dallo stesso ministro della salute, come ha ricordato la stessa Giulia Grillo in un post su Facebook, che ha citato il progetto dell'ostetrica di comunità. Il rischio riguarda anche l'istituzione dell'infermiere di famiglia, la riforma del numero programmato per l'ingresso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e altri due ddl: uno che avrebbe dovuto riformare il settore delle parafarmacie e l'altro per fare luce sulla presenza dei capitali in farmacia. Fermo al Senato, dopo l'approvazione alla Camera, anche il 'Sunshine Act' definito da Grillo "una garanzia per tutti e in particolare per i nostri pazienti": si tratta di un provvedimento sulla sanità trasparente che prevede l'iscrizione in un registro online delle transazioni finanziarie, a partire da 50 euro, tra le imprese e gli operatori sanitari. Le cose potrebbero complicarsi anche per quanto riguarda il Patto per la Salute: dopo la maratona di luglio voluta dal ministro, che ha aperto le porte del dicastero ai protagonisti del Ssn con un momento di ascolto e confronto, l'intesa con le Regioni sembra molto vicina dopo alcuni alti bassi, ma la crisi estiva potrebbe mettere a rischio la chiusura del Patto a settembre. 

La preoccupazione dei medici

"Siamo preoccupati", dice all'Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Fnomceo. "Ci sarà comunque un rallentamento del ddl sulle aggressioni agli operatori sanitari. Avevamo più volte sollecitato i presidenti di Camera e Senato a fare pressioni per accelerare, perché è un provvedimento molto atteso dai colleghi e dai professionisti della sanità. Una norma che, oltre ad aumentare le pene, avrebbe permesso di procedere d'ufficio contro chi commette le aggressioni. Un modo per superare le difficoltà che hanno le vittime nel denunciare". Alla domanda su come giudica i 15 mesi di lavoro del ministero della Salute targato M5S, Anelli risponde che "il ministro Grillo aveva iniziato in sordina, ma con il tempo è cresciuta e siamo riusciti a mettere a fuoco molte delle problematiche che avevamo sollecitato. Ora – osserva – se ci sarà un cambio al dicastero dovremmo ricominciare da capo".

[ Fonte articolo: TODAY ]

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