Morto Borrelli, da Mani Pulite a "Resistere": il "pm-politico" tra Tangentopoli e Berlusconi

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È morto a 89 anni Francesco Saverio Borrelli, il magistrato che ha guidato il pool di Mani Pulite nell’inchiesta milanese di Tangentopoli. Era ricoverato, come riporta Repubblica, nell’hospice dell’Istituto dei Tumori di Milano. Entrato in magistratura nel 1955, è stato un pilastro del Tribunale di Milano diventando procuratore generale della Corte d’Appello, un ruolo nel quale pronunciò il famoso grido di battaglia "resistere, resistere, resistere", nel bel mezzo del secondo governo Berlusconi, diventato poi manifesto di certa magistratura politicizzata. Grande appassionato di lirica e presenza fissa alla prima della Scala, aveva avuto anche un ruolo in Federcalcio, nel 2006, nominato dal commissario straordinario Guido Rossi come capo dell’ufficio indagini della Figc dopo lo scandalo di Calciopoli.

"Ti tengo la mano e insieme alle lacrime che non ho il pudore di nascondere – è il commiato della figlia Federica -, scorrono i mille ricordi di quanto vissuto con te. Mi vedo seduta sulla canna della tua bicicletta azzurra, sento ancora il freddo dell’acciaio sulle mie gambe infantili, vedo le mie mani grassocce che stringono il manubrio, come mi dicevi tu, per non cadere e non sbilanciarci. Ricordo l’ansia del distacco quando mi lasciavi all’asilo per consegnarmi alla signorina Carla. Ma non solo… ricordo le prime versioni di latino tradotte insieme, ricordo il tuo aiuto magico per il maledetto Isocrate e per i filosofi greci, anche all’Università, ricordo il regalo di maturità, le gite sui Monti della nostra Courmayeur, i litigi, le sgridate, l’ultima pochi giorni prima del matrimonio, ricordo che non hai mai smesso di trasmettere tutto ciò che per te valeva la pena trasmettere. Nel mio momento più buio ci sei stato, amorevole, quando nacque Sofia, quando mi sono ammalata mi hai portato in giro per capire cos’era questa maledetta malattia. Mi mancano il tuo arguto senso critico, che si parlasse di filosofia, letteratura, musica, storia e arte. Mi manca il suono del tuo pianoforte che giace orfano del tuo talento, come orfani siamo noi. Papà vorrei averti potuto e saputo dare tutto quello che mi hai dato, per sempre".

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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