Tennis, Wimbledon: l'erba è sempre più lenta, diminuisce il serve & volley

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Raonic parla di superficie, Nadal di palline. Nel torneo più famoso del mondo c'è un rallentamento generale rispetto allo scorso anno

LONDRA – Se ne era parlato nella prima settimana: "L'erba è più lenta" aveva detto più di un tennista. Giunti al penultimo atto (siamo alle semifinali), si può tentare un'analisi più completa e sentenziare che sì, i giocatori hanno ragione. L'erba di Wimbledon (palline, atmosfera) è più lenta rispetto agli anni più recenti. Ne hanno discusso davvero tutti: Raonic pensa che sia l'erba, Nadal le palline. A prescindere dai motivi, i numeri confermano la percezione.

I dati relativi ai primi tre turni del torneo lo confermano palesemente: se l'anno scorso gli aces (le battute vincenti) furono del 10%, quest'anno sono scese all'8,5% negli uomini. Invece, per le donne, i dati restano sostanzialmente invariati. Per questo gli scambi medi si sono leggermente allungati, un +0,2% rispetto alla passata edizione. Magari i valori del 2019 sarebbero stati diversi, per dire, se ci fosse stato John Isner invece di Mikhail Kukushkin, al terzo turno e la velocità della superficie avrebbe potuto incidere sul risultato. Resta il fatto, comunque, che il torneo maschile ha confermato alla fine la classifica mondiale, con i primi tre in semifinale, mentre ancora una volta il tabellone femminile ha regalato l'imprevedibilità: tra le ultime quattro rimaste non c'è nessuna delle prime sei in classifica, e Barbora Strycova non è neppure testa di serie.

Infine un ultimo dato, più di riflessione che numerico: il gioco a rete è diminuito. Bella scoperta, direte: la tendenza va avanti da anni. Ma c'è chi ha voluto avanzare la ragione, oltre alle componenti tecnologiche delle racchette, delle corde e le modifiche dell'All England Club al manto erboso. Per il giornalista americano Joel Drucker la prima causa di cambiamento è dovuta all'ascesa del rovescio a due mani: "Nel maggio del 1999, 43 dei primi 100 giocatori del mondo avevano il rovescio a una mano. A giugno 2019, solo 15. Secondo Marc Kovacs, specialista in scienza dello sport e allenatore di tennis, la maggior parte dei giocatori in passato aveva un lato debole, solitamente il rovescio. L'avvento del rovescio a due mani ha completamente cambiato lo scenario: ora non c'è più un'apertura da poter sfruttare". Vero? Falso?  

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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