Scambiato per un trafficante di esseri umani: torna libero dopo 3 anni

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Ritorna in libertà dopo tre anni dopo essere stato ingiustamente in carcere per uno scambio di persona. Un rifugiato eritreo di 30 anni, Medhanie Tesfamariam Bere, di mestiere falegname, adesso è tornato un uomo libero. Arrestato in pompa magna in Sudan nel giugno del 2016, era stato estradato in Italia con l'aiuto del Foreign Office e dell'Agenzia britannica contro il crimine. Poi era finito nel carcere di Palermo, ma era stato scambiato per Mered Medhanie Yedhego, detto ‘il generale’, ovvero il trafficante di esseri umani più ricercato del pianeta. Adesso i giudici ne hanno disposto la scarcerazione. 

Mered: ''Sempre detto di essere innocente''

"Non sono stupito, noi diciamo da anni che Mered non è il trafficante di esseri umani che indica la Procura. Mi spiace solo che da anni giri un latitante che continua i suoi traffici loschi". Lo ha detto all'Adnkronos l'avvocato Michele Calantropo, legale di Mered Tesmafarian Behre, l'eritreo che ha sempre professato la sua innocenza.

"Senza la motivazione della sentenza non posso commentare la decisione dei giudici – dice – Ma noi abbiamo sempre sostenuto che non lo era".

Il legale chiederà adesso asilo politico per il suo cliente condannato comunque a 5 anni. "Subito dopo la sentenza, quando ha saputo che sarebbe stato scarcerato, Mered ha pianto come un bambino". A dirlo è l'avvocato Michele Calantropo, legale di Mered Medhanie Yedhego, l'uomo arrestato in Sudan ed estradato nel 2016 in Italia con l'accusa di essere a capo di una delle maggiori organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti. Per i giudici si tratta di uno scambio di persona. L'imputato non sarebbe l'uomo ricercato ma Medhanie Tesfamariam Bere, un giovane comunque coinvolto nel traffico di migranti e condannato per questo a 5 anni di reclusione per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. "Adesso chiederemo l'asilo politico", annuncia il legale. L'imputato è stato scarcerato dopo la sentenza.

Palazzotto (LeU): ''Tre anni per capire scambio di persone, fatto gravissimo''

"Che ci siano voluti più di tre anni per accorgersi che il cittadino eritreo arrestato nel 2016 non fosse il capo dei trafficanti Mered, ma un semplice falegname, è un fatto gravissimo – afferma Erasmo Palazzotto, di Sinistra Italiana dopo la sentenza del tribunale di Palermo che ha riconosciuto l’errore di persona -. Non solo per la lesione dei diritti di un cittadino straniero che per 3 anni si è trovato in carcere, ma soprattutto per la preoccupazione sulla nostra capacità di contrastare realmente il traffico di esseri umani. Già nel 2017 presentai un’interrogazione parlamentare per denunciare l’evidenza dello scambio di persona".

“Due anni fa – prosegue il parlamentare di Leu – chiesi anche in base a  quali informazioni le nostre forze dell’ordine si fossero fidate delle autorità sudanesi che hanno sempre coperto i veri trafficanti di esseri umani. La sentenza di oggi è anche una lezione chiara al nostro governo : invece di condurre una crociata di criminalizzazione contro le Ong dovrebbe preoccuparsi di contrastare i veri trafficanti che sono coperti da governi conniventi come quello sudanese e quello libico con cui invece continua a stringere accordi”.

[ Fonte articolo: TODAY ]

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