Palazzo Chigi, sull'Autonomia regionale è strappo tra Lega e M5S

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Di Maio:”Per me il tema non e’ l’autonomia. Il tema è che stamattina il tavolo si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola”. Salvini: “Prossima volta vengano invitati Governatori”

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È terminato con uno strappo il tavolo a Palazzo Chigi sull’Autonomia regionale. “Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l’opposto”, sottolineano fonti leghiste. I 5 Stelle condannano il Sud all’arretratezza”, trapela dalla Lega. “Invece di andare avanti si torna indietro”, commenta il Carroccio.  

Sull’Autonomia “sicuramente abbiamo fatto già molto lavoro e lo stiamo completando. Io ho preso un impegno: sono il garante della serietà del lavoro che stiamo facendo e del fatto che porterà ad una riforma in termini di autonomia compatibile con i principi costituzionali”. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa dove ha  sottolineato che “c’è molta agitazione in tutto il Paese, in vari settori del Paese, perché ci avviamo a realizzare un disegno costituzionale che non è stato mai attuato, sarebbe la prima volta. Ma io ho posto alcuni paletti e da quelli non si può transigere”.

Per il premier è necessario ricordare che si deve “realizzare un disegno di autonomia differenziata con una regione ma allo stesso tempo dobbiamo ipotizzare” che questa autonomia “ce la chiedano tutte contemporaneamente. Quindi quello che oggi concedo ad una devo ipotizzare di concederlo ad un’altra regione domani”. 

“Ma attenzione: siamo già ad otto richieste di autonomia differenziata che non sono poche”, ha avvertito il Presidente del Consiglio sottolineando: “tutto questo è sostenibile solo se io posso prefigurare un quadro in prospettiva futura in cui l’intesa che faccio con una” regione la devo poter “fare con tutte le altre”. Quanto al vertice di oggi il premier ha detto che questo come i precedenti incontri in pratica sono dei pre-consigli allargati: ci sono tutti i ministri competenti, gli uffici tecnici e legislativi dei ministeri, capi di gabinetto, ha spiegato. “Gli stiamo dedicando molto impegno ed io sto coordinando questo tavolo di confronto” ha spiegato Conte sicuro “che la migliore garanzia per fare una buona riforma sia instaurare  un contraddittorio tra tutti, un confronto, consentendo a tutti di esprimere le loro posizioni. Poi ovviamente mi riservo le mie valutazioni. Questo ci consente di procedere nei passaggi, alcuni più critici altri meno” .

Salvini: “Ho chiesto che la prossima volta vengano invitati governatori”
“Ho chiesto che la prossima volta vengano invitati i governatori così la cosa la risolviamo una volta per tutte”. Lo ha dichiarato al Senato il vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando la mancanza di accordo nel governo che sta impedendo l’approvazione della riforma sull’autonomia differenziata.

“Non mi va di dare altre 10 riunioni e non è che una settimana in più o in meno possa fare la differenza. Quello che mi interessa – ha aggiunto Salvini – è fare dei passi avanti. Per unire il Paese conte il merito, la trasparenza e l’eliminazione degli sprechi”.

Stefani: “Spero in un ripensamento dei 5Stelle”
“Spero in un ripensamento del Movimento 5 stelle ma occorre che M5s chiarisca cosa intende fare, così si nega il principio base dell’autonomia. Chiedo al M5S se ritengono che i referendum non valgono più nulla”. Così il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani, parlando dell’autonomia. “In questo momento c’è una sospensione e non è ancora stato fissato un nuovo appuntamento”, ha riferito. “Con l’autonomia vogliamo valorizzare e responsabilizzare le Regioni. Se il meccanismo che si propone, invece, alimenta l’inefficienza e non  vuole dare premialità, allora stiamo ragionando su piani completamente diversi”. “Se in materia di istruzione – spiega ancora Stefani – si nega la possibilità che una Regione con risorse proprie possa fare un’offerta formativa migliore e il motivo ostativo è che nelle altre Regioni non si può fare, così si nega completamente il principio base dell’autonomia, che è prevista nel contratto di Governo”.

 “Per me il tema non è l’autonomia. Il tema è che stamattina il tavolo si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Noi crediamo che un bambino in Italia non scelga in quale regione nascere e non è giusto che si dica che, siccome una regione ha più soldi, i bambini che nascono li’ hanno piu’ diritto all’istruzione di altri bambini che nascono in una regione in cui ci sono meno soldi”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, a margine del voto finale in Senato sul taglio dei parlamentari. “I bambini  – ha spiegato – non c’entrano nulla nell’autonomia, e noi dobbiamo garantire l’unità della scuola, come l’unità nazionale ma per quanto mi riguarda l’autonomia si deve fare, ma ciò non significa che si deve fare male. Stiamo ancora pagando, purtroppo, lo scotto del titolo V della Costituzione riformato nel 2001 e lo stiamo pagando sulla Sanità perché in Italia sono nate 20 sanità diverse con 20 disfunzioni diverse. Ora che vogliamo fare, 20 scuole diverse? Su questo – ha concluso – invito ad una riflessione ma in uno spirito costruttivo”.

“Al vertice Autonomia oggi la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile”, riferiscono fonti Pentastellate. “Una simile proposta spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e classista. Impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alle famiglie di mandarli a studiare in altre università, diventerà difficile e costoso anche prendere un solo treno da Roma a Milano. Tra l’altro è già stata in vigore in passato con pessimi risultati e giustamente venne abolita nel ’72”, commentano fonti del M5Ssecondo le quali “reintrodurla significa riportare l’Italia indietro di mezzo secolo. Follia pura”.

“Nessuna gabbia salariale, sono strumenti che esistono già nel nostro ordinamento, incentivi che sono previsti nella contrattazione integrativa”. Così la ministra per l’Autonomia Erika Stefani parlando con i giornalisti fuori palazzo Chigi. “Vi sono carenze di organico dovute al fatto che molti preferiscono riavvicinarsi a casa. È ovvio che se uno lavora vicino casa e poi deve prendere un appartamento in centro a Milano è diverso”. Così la ministra per l’Autonomia Erika Stefani parlando con i giornalisti fuori palazzo Chigi.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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