Via libera a nuove sanzioni Usa contro l'Iran, anche nei confronti di Khamenei

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Gli Stati Uniti hanno reagito così all’abbattimento di un drone statunitense vicino allo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico. Il presidente Usa oggi ha chiesto alla Cina di aumentare le attività di pattugliamento visto che da lì passa il 91% del petrolio che Pechino importa

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Seduto al Resolute Desk dello Studio Ovale, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui gli Stati Uniti impongono sanzioni “pesanti” contro il leader supremo iraniano ayatollah Ali Khamenei e il suo entourage, ma anche al ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif. A loro viene negato l’accesso a risorse finanziarie.

Gli Stati Uniti hanno reagito così all’abbattimento di un drone statunitense avvenuto giovedì scorso vicino allo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico, dove il presidente Usa oggi ha chiesto alla Cina di aumentare le attività d pattugliamento visto che da lì passa il 91% del petrolio che Pechino importa. “Il leader supremo dell’Iran è colui che alla fine è il responsabile della condotta ostile del regime”, ha detto Trump parlando alla stampa. “Continueremo ad aumentare la pressione su Teheran”, ha aggiunto, perché “l’Iran non potrà mai ottenere armi nucleari”.

Il presidente Usa, che aveva già ordinato sanzioni sull’80% dell’economia iraniana, si è poi detto “impaziente di rimuovere tutte le sanzioni” contro l’Iran aprendo a negoziati che fino ad ora Teheran non ha voluto. Nel maggio 2018 gli Usa si erano ritirati dall’accordo storico sul nucleare iraniano siglato nel 2015 dalle principali potenze mondiali; Trump ne vuole uno nuovo e “migliore”. Per questo punta ad aumentare la pressione sull’Iran. “Non vogliamo un confitto con l’Iran e con qualsiasi altro Paese. Vi posso solo dire che non permetteremo mai all’Iran di ottenere armi nucleari”, ha dichiarato il presidente americano. In una conferenza il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, ha spiegato che “alcune delle sanzioni [annunciate dagli Usa contro l’Iran] erano previste, altre sono una risposta alle attività recenti”.

Pompeo: Incontro positivo con re Salman, parlato delle “attività ostili di Teheran”
L’escalation di tensioni nel Golfo e nello Stretto di Hormuz è stata in cima all’agenda del colloquio a Gedda tra il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e re Salman dell’Arabia Saudita. Su Twitter Pompeo ha riferito di un faccia a faccia “produttivo” incentrato sulle “acuite tensioni nella regione e sulla necessità di promuovere la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz”.

“La libertà di navigazione è cruciale”, ha twittato. Nessun accenno, invece, all’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi, assassinato lo scorso 2 ottobre nel consolato di Riad a Istanbul. L’agenzia ufficiale saudita Spa si è limitata a riferire di un colloquio dedicato alle “relazioni strategiche” tra i due Paesi e agli “ultimi sviluppi nella regione e a livello internazionale”.

Nella monarchia del Golfo, eterna rivale dell’Iran nella regione, Pompeo ha visto anche il principe ereditario Mohammed bin Salman, noto in Occidente con l’acronimo Mbs. Insieme, ha riferito l’agenzia ufficiale saudita Spa, “hanno esaminato i rapporti storici tra i due Paesi amici e aspetti della cooperazione bilaterale in vari settori” oltre agli “sviluppi nella regione”. Con il principe ereditario, che è anche vice premier e ministro della Difesa, Pompeo ha parlato di come far fronte alle “attività ostili dell’Iran”, secondo quanto ha riferito la stessa Spa. Focus del colloquio anche il contrasto a “estremismo e terrorismo”.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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