Deutsche Bank tossica: 50 miliardi di immondizia Ecco rischi e conseguenze

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Deutsche Bank sale dell’ 1,36 a 6,11 euro dopo una puntata a 6,19 che l’ aveva incoronata reginetta del listino di Francoforte. A trainare le quotazioni un’ indiscrezione del Financial Times sui piani di ristrutturazione della prima banca tedesca.

Il programma prevede un mega-spezzatino con la creazione di una bad bank dove spostare come minimo 30 miliardi di euro di vecchi derivati. Non è escluso di arrivare a cinquanta e magari quotare anche questa parte della banca. Nel piano è prevista la riduzione o addirittura la chiusura delle attività di trading (azioni e obbligazioni) negli Stati Uniti a causa delle mega-multe ricevute ripetutamente dalle autorità di Wall Street.

Questa parte del piano, per la verità, era già abbastanza nota dopo le anticipazioni più volte annunciate dall’ amministratore delegato Christian Sewing. Nuova di zecca, invece, l’ indiscrezione relativa alla creazione della discarica nella quale far confluire i derivati e le altre operazioni ad alto rischio sepolte nel portafoglio del gruppo.

La manovra non ha solo una funzione contabile per pulire il bilancio. Rappresenta anche una rimodulazione totale delle strategie. Fuori dall’ investment banking per concentrarsi sulle operazioni bancarie classiche e sulla gestione patrimoniale. Niente più rischi ma normale credito. Una metamorfosi rispetto alle scelte degli ultimi anni che avevano trasformato una delle più grandi banche del mondo in in gigantesco hedge fund.

LA SEMESTRALE
Da Francoforte non arrivano conferme. Solo l’ indicazione che «come spiegato all’ assemblea degli azionisti il 23 maggio Deutsche Bank sta lavorando alla sua trasformazione in modo da raggiungere una redditività sostenibile. Aggiorneremo tutte le parti interessate se e quando richiesto». Secondo il FT il gruppo potrebbe annunciare il progetto di creazione della bad bank il 24 luglio insieme ai risultati semestrali. Secondo gli analisti di Rbc lo scorporo di 50 miliardi di derivati ed altre attività a rischio porterebbe una perdita di 1,5 miliardi di euro. Tuttavia c’ è anche da considerare la maggior trasparenza del bilancio e questo porta gli analisti del colosso canadese a confermare il target price di 7,5 euro.

STRONCATURA
Molto duro, invece, l’ articolo di fondo scritto da Forbes. La rivista americana ricorda che il gruppo di Francoforte è di fatto un American apple pie, (una torta di mele americana) anche se non gustosa («albeit not a tasty one»). Infatti DB controlla otto società negli Stati Uniti, fra cui banche, società di consulenza per gli investimenti e società di intermedizione , che, se combinate, risultano più grandi di molte banche regionali americane.

Fra l’ altro per la Fed Deutsche Bank rientra negli istituti di importanza sistemica a livello mondiale, ed è molto interconnessa con le banche americane. «Quello che è davvero incredibile», scrive Forbes, «è che Deutsche Bank sia stata autorizzata a operare a Wall Street» nonostante che «il consiglio di amministrazione e alti dirigenti di Deutsche abbiano permesso all’ istituto di essere coinvolto in numerosi casi di riciclaggio. Inoltre è stata accusata di avere un sistema di controlli debole, oltre che di manipolazioni di mercato e frodi».

Il 7 giugno Fitch ha tagliato il rating del gruppo tedesco. L’ agenzia americana ha scritto che «Deutsche Bank ha mancato le aspettative sugli utili per il 2018 e non ce la farà nemmeno nel 2019 a causa dei ricavi deboli e della situazione internazionale».

di Nino Sunseri

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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