C’è il presidente cinese in Corea del Nord, e non succedeva da 14 anni

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Xi Jinping è arrivato nella capitale nordcoreana per incontrare il dittatore Kim Jong-un, e parlare tra le altre cose di Donald Trump

Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato giovedì in Corea del Nord, dove si fermerà due giorni e incontrerà il dittatore nordcoreano Kim Jong-un. È la quarta volta che i due si riuniscono, ma è la prima che Xi va in Corea del Nord: l’ultimo leader cinese a visitare il paese era stato il suo predecessore, Hu Jintao, che nel 2005 aveva incontrato Kim Jong-il, padre dell’attuale dittatore.

Ufficialmente la visita ha lo scopo di celebrare i 70 anni di rapporti diplomatici tra i due paesi e di aumentare «gli scambi e le comunicazioni strategiche», come ha scritto lo stesso Xi in un inusuale articolo sul giornale nordcoreano Rodong Sinmun. Xi e Kim, dicono tutti i giornalisti che si occupano di Corea del Nord, parleranno anche molto di Stati Uniti e dei rapporti con il presidente Donald Trump.

Xi è arrivato in Corea del Nord insieme alla moglie Peng Liyuan, al ministro degli Esteri Wang Yi  e ad altri funzionari governativi. La visita servirà al presidente cinese anche per togliere l’attenzione dalle proteste anti-cinesi a Hong Kong e soprattutto a mostrarsi al mondo come il più utile e affidabile possibile interlocutore con la Corea del Nord. A fine giugno a Osaka, in Giappone, ci sarà il G20 durante il quale Xi incontrerà il presidente statunitense Donald Trump. In Giappone i due discuteranno della guerra commerciale tra i rispettivi paesi, e Xi potrebbe usare i suoi rapporti privilegiati con Kim come leva negoziale.

Dal punto di vista di Kim, l’incontro potrebbe essere utile per ottenere ciò che più gli interessa: la rimozione o comunque la riduzione delle sanzioni internazionali nei confronti della Corea del Nord. Come ha ricordato Russell Goldman sul New York Times, le due precedenti visite che Kim ha avuto con Trump sono sempre state precedute da un incontro tra Kim e Xi. Trump e Kim si sono incontrati due volte: la seconda a febbraio in Vietnam, in un vertice che non finì bene.

Sempre Goldman ha spiegato poi che entrambi i leader sono «maestri della propaganda» e che è quindi lecito aspettarsi che useranno l’attenzione internazionale conseguente al loro incontro per mostrare a Trump e al mondo di essere in grado di trovare accordi, nonostante la complicata situazione internazionale della Corea del Nord. «Se c’è una cosa che non dobbiamo aspettarci da quest’incontro, sono i dettagli», ha concluso Goldman.

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[ Fonte articolo: ilpost ]

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