Lurbinectedina per il tumore del polmone a piccole cellule

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Risultati tanto interessanti quanto positivi, quelli dello studio presentati da Luis Paz-Ares, direttore del dipartimento di oncologia dell’Ospedale Universitario ’12 de Octubre’ di Madrid, autore principale dello studio dal titolo Efficacy and safety profile of lurbinectedin in second-line SCLC patients: Results from a phase II single-agent trial. Nella presentazione Paz-Ares ha aggiornato i dati dello studio su lurbinectedina, in cui ha mostrato un Global Response Rate (ORR) del 35,2 per cento nella popolazione totale, del 45 per cento nei pazienti sensibili, e del 22,2 per cento nei pazienti resistenti (cioè di coloro che hanno subito una ricaduta della malattia in un periodo inferiore a 90 giorni). "Lurbinectedina si mostra come un nuovo potenziale trattamento alternativo per il cancro del polmone microcitico di seconda linea, dove, fino ad ora, non ci sono stati fatti progressi per più di due decenni", sottolinea Luis Paz-Ares. Questi, in sintesi, gli altri dati emersi dallo studio:

– DCR (Disease Control Rate): 68,6 per cento nella popolazione generale; 81,7 per cento nei pazienti sensibili e 51,1 per cento nei pazienti resistenti;

– durata mediana della risposta (DOR): 5,3 mesi nella popolazione generale; 6,2 mesi in pazienti sensibili e 4,7 mesi in pazienti resistenti;

– sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana: 3,9 mesi nella popolazione generale; 4,6 mesi in pazienti sensibili e 2,6 mesi in pazienti resistenti;

– sopravvivenza globale mediana (OS): 9,3 mesi nella popolazione generale; 11,9 mesi in pazienti sensibili e 5,0 mesi in pazienti resistenti.

"Essere scelti per presentare risultati positivi ad ASCO è un onore per qualsiasi azienda farmaceutica. Questi risultati dimostrano che lurbinectedina è un forte candidato a diventare un’alternativa terapeutica per i pazienti con cancro polmonare microcitico, una grande necessità medica non soddisfatta", aggiunge José María Fernández, presidente di PharmaMar. In termini di sicurezza la molecola ha mostrato un profilo di sicurezza favorevole e gestibile. Gli effetti avversi più comuni legati al trattamento sono stati neutropenia, nausea o vomito e affaticamento. La neutropenia di grado 3-4 si è verificata nel 22,9 per cento dei casi, la neutropenia febbrile di grado 3-4 nel 4,8 per cento, l’anemia di grado 3-4 nel 6,7 per cento e la trombocitopenia di grado 3-4 nel 4,8 per cento. Lo studio di lurbinectedina su singolo agente è di tipo multicentrico su singolo braccio, fase II, che coinvolge 105 pazienti reclutati in 39 centri in nove paesi in Europa e negli Stati Uniti, studiando la sicurezza e l’efficacia della molecola in seconda linea di tumore polmonare a piccole cellule (SCLC). (EUGENIA SERMONTI)

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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